INTERVISTA A DIEGO STOCCO (PAG. 2 di 2)
Concordo, e mi permetto di aggiungere che si tratta di un trasferimento da fare solo se si hanno già i contatti e un impiego certo. Bene, i lettori hanno già letto nel nostro reportage dal Winter NAMM 2008 di Omnisphere, nuova fatica della Spectrasonics, cosa puoi dirci di più?
La cosa migliore per conoscere lo strumento credo sia provarlo, da quello che leggo in giro ci sono parecchie informazioni confuse. Tante persone si chiedono per quali tipi di produzioni Omnisphere sia adatto. Omnisphere è uno strumento creato con una serie di concetti ben definiti, innovazione dal punto di vista sonoro e dal punto di vista sofware combinate con facilità d'uso. Il punto di forza di Omnisphere è quello di permettere anche all'utente meno esperto di accedere a timbriche di alta qualità senza dover diventare un esperto, ma soprattutto di poter personalizzare quelle timbriche con uno sforzo minimo, per non interrompere il flusso creativo.
Per chiunque volesse conoscere il Virtual Instruments Omnisphere by Spectrasonics, ricordo che potete leggere la presentazione nel nostro Reportage dal Winter NAMM 2008, accessibile cliccando qui.
E un ricordo indelebile dalle fasi di realizzazione di Omnispehere?
Il più eclantante penso sia quello relativo a "The Burning Piano", ovvero quando ho dato fuoco ad un pianoforte verticale e l'ho campionato mentre bruciava. Era già da un po’ che avevo questa idea folle per la mente. Anni fa avevo visto il film su Jerry Lee Lewis è mi era rimasto veramente impresso. La questione però era come campionarlo mentre bruciava, perché dare fuoco a un pianoforte per il gusto di bruciarlo non ha molto senso, infatti su YouTube ci sono parecchi video di gente che brucia pianoforti. Dopo aver studiato un piano ho preparato il tutto, ho portato il pianoforte all'aperto, posizionato microfoni, videocamera, estintori. Dopodiché mi sono detto "vai che si va", ho acceso il registratore e ho iniziato a dargli fuoco, ho registrato tutto, dall'inizio con fiammelle minime fino al fuoco completo. La temperatura era abbastanza alta e infatti ero preoccupato di bruciare i microfoni. Ho campionato tutto il campionabile, note, rumori di corde che esplodevano, i tasti che si sbriciolavano. IMPORTANTE: NON provate a replicare questa tecnica, è pericoloso per le persone e per le attrezzature. Abbiamo messo un Disclaimer anche nel video.
Puoi parlarci di almeno una delle nuove tecniche di ripresa microfonica sperimentate per la realizzazione della wavetable di Omnisphere?
C'è un'altro suono che ho creato registrando il rumore del filamento dentro a una lampadina. In questo caso la sfida è consistita nel catturare un suono estremamente debole in maniera dettagliata. Personalmente amo lavorare con set-up multi-microfonici, perché mi permettono di avere tanto materiale con cui lavorare come punto di partenza, ma in questo caso è stato essenziale avere più sorgenti da poter combinare insieme. Se provate a picchiettare una lampadina con il dito vi accorgerete che il filamento produce un suono interessante, ma molto debole, considerando anche che il filamento è dentro la lampadina. La difficoltà è stata quindi trovare delle posizioni dove la risonanza si sentiva meglio tenendo anche conto dell'allineamento della fase dei microfoni, cosa abbastanza complessa visto che i microfoni erano a circa 2 / 3 centimetri uno dall'altro, tutt'intorno alle varie lampadine che ho usato. Successivamente ho lavorato di fino con i denoiser per ripulire la registrazione da rumori di fondo vari.
Qual è il tuo set-up hardware e software?
Come workstation uso Pro Tools HD, per il mio modo di lavorare è l'ideale perché ho bisogno di gestire decine di forme d'onda in maniera chiara ed ordinata. Oltre alla qualità del suono ovviamente. Come microfoni uso Røde NT4 e NT5, Audiotechnica, Neumann, Studio Projects, Groove Tube, Joemeek. Quando registro fuori dallo studio uso un Edirol R-4, va come un treno ed ha 4 canali a 96KHz disponibili. Software ne uso diversi ma ce ne sono alcuni che mi piacciono particolarmente. Izotope Trash e Izotope Ozone sono molto interessanti, parecchio flessibili in termini di opzioni. Tutto il pacchetto Pluggo è utilissimo (nonostante l'interfaccia sia spartana offrono delle cose interessanti). Uso anche Logic 8, ma solo per fare mappature veloci in EXS24. Infine come interfacce uso Apogee e come ascolti Gelenec e Blue Sky.
Di che attrezzatura non potresti mai fare a meno quando lavori?
Direi Pro Tools e le Genelec, perché essendo abituato da anni a lavorare con questi mi troverei scomodo a cambiare sistema.
Molti sound designer/producer stanno realizzando live-set nei club, pensi di sperimentare qualcosa di simile?
Non credo, la vedo un po’ distante come cosa da quello che faccio io. Non faccio sound design come performance, il mio è più un lavoro di ricerca, sperimentazione e soprattutto calibrazione dei dettagli. Però penso sia una direzione interessante quella dei live-set, per esempio la scena del Circuit Bending cresce sempre di più, ma sono ambiti che non necessariamente si incastrano con la produzione vera e propria di samples.
Hai comunque mantenuto rapporti professionali con l’Italia?
Ho mantenuto degli ottimi rapporti di amicizia con persone con cui ho avuto il piacere di lavorare per anni, in particolare con un musicista di grande talento come Mario Saroglia, produttore e proprietario della OmniaBeat, Milano. Con Mario ho partecipato a progetti che mi hanno dato modo di crescere sotto aspetti che non avevo ancora sviluppato, come per esempio in pubblicità e nella gestione di grandi eventi dal vivo. Inoltre c'è un ottimo rapporto anche con Roberto Lajolo di Midimusic, il distributore Italiano dei prodotti Spectrasonics.
Qualche suggerimento per i nostri lettori producer?
Fate più casino che potete e registrate il tutto, probabile che venga fuori qualcosa di interessante!
SITO
WEB DI DIEGO STOCCO - SPECTRASONICS - ALTRI SPECIALI & INTERVISTE