MPE - MIDI POLYPHONIC EXPRESSION

L’MPE. Storia, nascita, specifiche, aneddoti, strumenti hardware e software, ma soprattutto tante illustrazioni di applicazioni pratiche del MIDI POLYPHONIC EXPRESSION

Sotto l’acronimo MPE si cela il MIDI Polyphonic Expression, originariamente noto come Multidimensional Polyphonic Expression. Non si tratta di un vero e proprio linguaggio, ma di un impiego intelligente dei messaggi del protocollo MIDI che consente ai controller “multidimensionali” che lo adottano di fornire al musicista maggior espressività nell’esecuzione. Grazie ad un’interazione più dettagliata, “organica” su ciascuna nota suonata, il musicista “elettronico” potrà simulare il comportamento di strumenti acustici reali, in particolare quelli cordofoni, nonché avventurarsi nel controllo di timbriche evolutive programmate ad hoc. Tutto ciò è possibile riservando temporaneamente (dal messaggio di Note ON a quello di NOTE OFF) un singolo canale MIDI ad ogni nota suonata e facendo altresì in modo che ciascuna nota possa disporre di parametri di editing dedicati, cioè di messaggi di Velocity (On e Off), Control Change, Aftertouch e Pitch Bend trasmissibili, controllabili e modificabili individualmente. Presupposto essenziale per la compatibilità MPE è la possibilità per gli strumenti hardware e software (DAW, virtual instrument e app) controllati di ricevere messaggi MIDI da canali multipli su una singola traccia. Ogni canale/nota nell’MPE può essere definito “Voce di espressione”.

FOTO GALLERY MPE - MIDI POLYPHONIC EXPRESSION

Negli strumenti MIDI tradizionali i messaggi Note On e Off, Pitch Bend, Aftertouch e Control Change fanno parte della cosiddetta categoria Channel Voice Message e vengono trasmessi e ricevuti su un singolo canale. Pertanto, intervenendo sulla ruota del pitch bend di un controller tradizionale, tale messaggio di controllo influenzerà tutte le note suonate dalla tastiera dato che il tutto viene destinato ad un unico canale MIDI. In un controller hardware che impiega il MIDI Polyphonic Expression, come le ROLI Seaboard RISE (clicca qui), Seaboard Block e Lightpad Block (clicca qui), ogni singolo tasto (nota) gode di vita propria e va a trasmettere tutti i messaggi di controllo generati su un canale ad esso momentaneamente dedicato. Vista la superficie continua, interagendo con movimenti orizzontali (asse X) sul Keywave (così si chiama il “tasto” delle tastiere Seaboard) verranno generati messaggi di pitch bend simulando sostanzialmente il comportamento di una corda soggetta al bending; muovendosi invece sull’asse verticale (Y) di un Keywave si trasmetterà il CC 74 che nell’MPE è detto Timbre. Per quanto concerne la sensibilità alla pressione (nota ai più come aftertouch), l’MPE impiega il messaggio di Channel Pressure anziché quello di Poly Aftertouch. Per farvi un esempio d’uso pratico, suonando un accordo potremo applicare il bending (e altri controlli) in modo indipendente su ognuna delle singole note che lo compongono. Tutti gli altri messaggi MIDI come Program Change, Volume (CC7), Sustain (pedale: CC64), e altri control change generati da controlli MIDI fisici (touch pad, fader o knob) eventualmente presenti nell’hardware, incluso un Pitch Bend “generale” verranno invece convogliati su un unico canale indipendente detto Master, oppure Main Channel.

Probabilmente alcuni di voi si staranno chiedendo cosa possa accadere suonando più di 15 note in contemporanea, visto che i canali disponibili nello standard MIDI sono 16 e nell’MPE uno di questi viene designato come Master Channel. Ad esempio, quest’ultimo nella configurazione MPE di default delle ROLI Seaboard sfrutta il canale 1, mentre le note usufruiranno dei canali dal 2 al 16. Tranquilli, non accadrà nulla di particolare, qualora si dovessero riprodurre contemporaneamente 15 note - cosa rara, ma possibile - le note saranno distribuite su canali già in uso e l’unica limitazione sarà l’impossibilità di interagire sull’espressività individuale della singola nota dato che, trasmettendo su un canale condiviso, i messaggi di controllo influenzeranno tutte le note associate al medesimo canale.  

FOTO GALLERY: MPE E SOFTWARE DAW

MPE, I SOFTWARE DAW ED EDITING DEGLI EVENTI
Come detto, l’MPE richiede hardware e software che supportino canali multipli sulla singola traccia, quindi per poter registrare eventi in questo standard sulla traccia MIDI o Virtual Instrument dovremo impostare come porta “In” quella omonima del nostro controller se è collegato via USB al computer, mentre per quanto riguarda il canale MIDI (In e Out) dovremo assicurarci che l’impostazione sia “qualsiasi”, “all”, oppure “any”; la maggior parte lo fa di default, non Cubase che richiede la configurazione del canale MIDI OUT su “qualsiasi”. Per sicurezza provvediamo sempre ad una verifica di questi settaggi. Per quanto riguarda l’editing, di norma, quando lavoriamo nelle finestre “piano roll” (o key editor) siamo soliti visualizzare e quindi intervenire sui messaggi di Control Change e Pitch Bend di un’intera regione (o clip) MIDI selezionata e non “nota per nota”. Questo è comprensibilmente limitativo quando dobbiamo operare su una traccia che riceve messaggi da un controller MPE e li indirizza ad un virtual instrument compatibile, o a un hardware esterno configurato ad hoc. Per quanto riguarda i software DAW, affinché sia possibile un editing completo sugli eventi MIDI registrati da un controller MPE si rende necessario un intervento sui messaggi MIDI trasmessi dall’interazione sulle singole note/canali differenti. Nel software Steinberg Cubase, ad esempio, possiamo sfruttare la funzione Note Expression. Vediamo come. Aggiungiamo una traccia Virtual Instrument al nostro progetto, sulla quale andiamo a caricare il VSTi multi-timbrico a 16 parti Halion Sonic SE2. Seguiamo quanto detto prima relativamente alle porte e canali MIDI. Ora, nell’Inspector della traccia apriamo il tab Note Expression per poi abilitare le voci “MIDI come NoteExp” e “Rotazione del Canale”. A questo punto basterà assegnare ad ogni parte del plug-in Halion Sonic SE2 lo stesso suono con le stesse impostazioni, come potete evincere dalle immagini a corredo di questo articolo, e saremo pronti per suonarlo in MPE. Utilizzando invece un VSTi compatibile MPE, ad esempio ROLI Equator, oppure FX Expansion Strobe 2 non sarà necessario configurare la “multi” perché, trattandosi di strumenti MPE compatibili sono già strutturati per ricevere gli eventi MIDI da canali MIDI multipli su un'unica parte (suono). In tutti i casi, l’editing degli eventi MIDI MPE all’interno della finestra “Key Editor” di Cubase saranno applicabili grazie alla funzionalità Note Expression: cliccando sulla singola nota compare un pop-up con gli inviluppi dei tre parametri Pitchbend, Aftertouch e CC74 (Timbre).

In Logic Pro X, selezionando una nota nella parte inferiore della piano roll verranno visualizzati gli eventi MIDI ad essa associati. Per selezionare gli eventi di controllo, ovvero l’inviluppo da visualizzare ed eventualmente modificare in punta di mouse, dobbiamo ricorre al menù a tendina sulla sinistra “Controller”. Cliccando sul pulsante alla destra del campo “Controller” possiamo passare in rassegna, visualizzandoli uno ad uno, tutti i messaggi di controllo registrati nella regione MIDI. In basso a sinistra sotto l’inviluppo troveremo indicato il numero del canale MIDI e il nome del parametro visualizzato nell’editor. In Tracktion Waveform (gratuito per chi acquista una ROLI Seaboard), attivando l’apposita funzione “Show Note Expression”, che troviamo in basso nelle impostazioni “MIDI Events” una volta selezionata una regione MIDI, ogni volta che selezioneremo una nota all’interno della piano roll questa verrà avvolta in un rettangolo all’interno del quale viene mostrato l’inviluppo del parametro di controllo. Nell’angolo in alto a sinistra del “rettangolo” troviamo un’icona menù (tre righe orizzontali parallele). Cliccando su detta icona ci comparirà un menù con i tre parametri MPE: Pitch Bend (X), Timbre (Y) e Pressure (Channel Aftertouch). Selezionato il parametro sul quale vogliamo operare, il relativo inviluppo verrà visualizzato all’interno del “rettangolo” per consentirci di modificarlo in punta di mouse. In Bitwig Studio e Bitwig 8-Track (quest’ultimo gratuito per gli utenti ROLI Seaboard RISE), la piano roll ci permette di visualizzare i messaggi di controllo standard dell’MPE mediante due semplici passaggi. Con un click sull’icona “micro-pitch expression” collocata nell’angolo in alto a sinistra della piano roll, appena sotto il nome della traccia visualizzata al suo interno, possiamo visualizzare direttamente in sovrimpressione su ciascuna nota i messaggi di pitch bend registrati sotto forma di inviluppo, quindi intervenire in punta di mouse per modificarli. Per mostrare, quindi editare i messaggi di Channel Pressure e Timbre (il CC 74, che corrisponde all’asse Y della dimensione di controllo “Slide” nelle Seaboard) basterà invece attivare la sezione “Note Expression” con un click sull’apposita icona sita nell’angolo in basso a sinistra. Nella piano roll di Reaper, invece, dovremo sfruttare i due menù a tendina collocati negli angoli in basso della schermata, per selezionare rispettivamente: in quello di destra il canale MIDI, in quello di sinistra il controllo (Pitch Bend, Channel Pressure, o altro). Aprendo i due menù vedremo che i canali MIDI e i parametri effettivamente utilizzati saranno segnalati da un pallino. Selezionando una delle note nella piano roll, i messaggi di controllo ad essa correlati verranno evidenziati. Una volta selezionato uno dei canali nell’apposito menù, al suo fianco apparirà una casella “Filter”, la quale, una volta spuntata, farà in modo che nella vista piano roll e nel rispettivo editor dei parametri compaiano esclusivamente le note e i messaggi di controllo presenti sul singolo canale selezionato.

Ableton Live al momento non offre supporto MPE nativo, o meglio non è in grado di gestire messaggi MIDI da canali multipli su un’unica traccia, ma grazie ad alcuni trucchi basati su un’analisi delle specifiche MPE possiamo procedere come mi appresto ad illustrarvi. Per utilizzare un virtual instrument MPE compatibile, come ROLI Equator o FX Expansion Strobe 2, controllato da un controller MPE dovremo prima di tutto creare una traccia MIDI all’interno del nostro progetto di Ableton Live. In questa traccia andremo a caricare lo strumento plug-in e andremo a disabilitare la porta MIDI IN. Dovremo poi aggiungere al progetto tante tracce MIDI tante quante sono le voci di espressione (canali nota) di cui vogliamo usufruire. Ognuna di queste tracce andrà configurata per ricevere dalla porta MIDI del nostro controller MPE su un canale indipendente (traccia 1 canale MIDI 1, traccia 2 canale MIDI 2, traccia 3 canale MIDI 3, e così via.). Naturalmente tutte le tracce (eccetto quella dove risiede il virtual instrument) dovranno essere armate per poter suonare e registrare. La porta MIDI Out di queste tracce deve invece trasmettere verso lo strumento aperto in precedenza, mentre il canale dovrà corrispondere allo stesso impostato per la porta MIDI IN. Così facendo ogni canale MIDI andrà a registrare su tracce e relative regioni indipendenti, quindi sarà possibile intervenire su ogni messaggio di controllo trasmesso durante la registrazione.

Per quanto riguarda, invece, i virtual instrument che NON supportano nativamente l’MPE, in Ableton Live vale quanto detto in precedenza, con la differenza che anziché caricare lo strumento su una traccia a parte, ogni traccia MIDI “canale/nota” dovrà ospitare un’istanza dello stesso strumento virtuale con lo stesso suono (patch) e le medesime impostazioni. In sostanza: impostazioni di porta MIDI IN e canali di ingresso per le singole tracce come visto in precedenza, solamente che su ognuna delle tracce MIDI caricheremo lo stesso strumento virtuale. Come vedrete nel capitolo a seguire, questo modo di operare lo si può adottare anche con gli hardware multitimbrici. Ulteriori informazioni sull’uso dei Virtual Instrument ve le espongo nel capitolo dedicato “HARDWARE, SOFTWARE & APP MPE COMPATIBILI”.

MPE VS EXPANDER MULTITIMBRICI & SYNTH
È necessario ribadire e sottolineare, specie per chi non ha molta esperienza nell’uso del protocollo e dell’interfacciamento MIDI, che nell’applicazione pratica vi è una differenza importante tra MIDI MPE e il MIDI “normale”. Per questo suonando un expander (modulo sonoro) MIDI multi-timbrico tradizionale da un MIDI Controller configurato in modalità MIDI Polyphonic Expression senza prima provvedere ad apposite impostazioni, si potrebbe verificare un comportamento anomalo, in quanto ogni nota suonata dal controller riprodurrà un suono diverso del modulo. Questo comportamento è normale dal punto di vista tecnico e si verifica perché nei moduli sonori hardware multi-timbrici ogni parte (e il relativo suono, o patch) è di norma associata ad un canale MIDI univoco, per consentire al musicista di suonare differenti suoni (timbri) in contemporanea. Riflettendo però su quanto detto fino ad ora, possiamo dedurre che sfruttando i cosiddetti modi Perfomance, Combi o Multi presenti negli expander hardware multi-timbrici potremo comunque riuscire nell’intento di sfruttare l’espressività dei controller MPE. Come? Andando ad assegnare lo stesso suono (patch, o preset) su tutte le parti disponibili nel modo operativo multi-timbrico del nostro modulo sonoro; ovviamente, ad ogni parte dovrà essere destinato un canale MIDI esclusivo. Dovremo però fare attenzione al numero di parti disponibili, ovvero a configurare adeguatamente il controller MPE affinché convogli gli eventi generati sul giusto range di canali MIDI, dato che non tutti i moduli sonori offrono multitimbricità a 16 parti. Nei moduli ad 8 parti, ad esempio, basterà limitare la trasmissione sui canali dal 2 all’8. Per fare questo vi ricordo che per quanto riguarda i prodotti ROLI basterà intervenire nelle apposite impostazioni del software Dashboard. Resta inteso che, oltre ad aver cura di assegnare lo stesso timbro su ogni parte controllata da un canale MIDI dedicato, dovremo altresì applicare le stesse identiche impostazioni su tutti gli altri parametri delle parti (range del pitch bend, pan, volume, etc.), onde evitare che alcune note suonate si comportino in modo diverso. Per questo suggerisco ai possessori di generatori sonori multitimbrici e di un controller MPE di procedere alla creazione e al salvataggio di una Multi (Combi o Perfomance) presettata nella quale di volta in volta basterà attribuire semplicemente lo stesso suono a tutte le singole parti.

In generale, quando operiamo con generatori sonori (software o hardware) che non supportano nativamente l’MPE e non hanno un modo dedicato, è sempre utile come primo step impostare il controller in modo “Single Channel”, per poi procedere alla selezione del suono su una singola parte della multi e quindi passare alle varie assegnazioni dei messaggi di controllo trasmissibili dalle varie dimensioni, nonché dai vari controlli fisici aggiuntivi se disponibili. Fatte le varie assegnazioni, procedete a copiare la patch (suono) su tutte le parti della multi, quindi riportate il controller alla modalità MPE. Naturalmente, tutti questi passaggi non sono necessari con gli strumenti MPE compatibili, in quanto le patch sono già programmate ad hoc ed eventualmente modificabili dall’utente all’occorrenza.

Utilizzando invece un MIDI Controller MPE con un sintetizzatore monotimbrico MIDI compatibile potrebbe accadere che suonando alcune note queste non vengano riprodotte in suono, in quanto la maggior parte dei synth sono strutturati per ricevere su un unico canale MIDI. Per questo motivo i controller MPE possono essere configurati all’occorrenza in modo tradizionale, ovvero “Single Channel”, per garantire la compatibilità con strumenti hardware e software che non sono predisposti al MIDI Polyphonic Expression. Se fate parte dei cultori della sintesi modulare, vi segnalo che a conferma della buona diffusione del MIDI Polyphonic Expression sul mercato è reperibile in formato Eurorack il Polyend Poly, un convertitore di eventi MIDI polifonici (quindi che supporta MPE) in 8 distinti gruppi CV con uscite Gate, Pitch, Velocity e Modulation.

FOTO GALLERY MPE E VIRTUAL INSTRUMENT

E CON I VIRTUAL INSTRUMENTS NON MPE?
Spectrasonics Trilian e Omnisphere grazie alla loro modalità “Multi” si prestano particolarmente bene all’MPE. Visto che la Multi è “limitata” a 8 parti (pre-assegnate ai canali MIDI da 1 a 8), prima di tutto dovrai configurare il tuo controller MPE affinché trasmetta dal canale 2 all’8, con Master Channel 1. Intanto che ci sei imposta anche il range del pitch control dell’hardware a +/-24. Torna alla schermata di Trilian e carica il suono che vuoi utilizzare sulla “Parte 1”. Procedi alle impostazioni del pitch bend che trovi in basso a destra nella schermata “Edit”: come anticipato usa i valori massimi 24 Down e 24 Up. A questo punto devi copiare il suono e le relative impostazioni su tutte le altre “Parti” della “Multi”, per farlo clicca sul pulsante “Utility” (in alto a sinistra nella schermata del plug-in) poi clicca sulla voce “Clone Part 1” nel menù che ti compare. Sei pronto a suonare Trillian in MPE. Non potevo esimermi dal parlarvi dell’uso di Native Instruments Kontakt controllato da un hardware MPE, in quanto esistono numerose librerie di campioni e strumenti di ottima qualità basati su questo formato. Prima di tutto dovremo caricarlo su una traccia di un software DAW, quindi, se necessario, consultate il capitolo a questi dedicato. Il noto virtual instrument non dispone di un modo operativo MPE, e limita il pitch bend in un range massimo di un’ottava (12 semitoni), ma ci consente di caricare al suo interno più istanze dello stesso strumento (banco) di campioni, che saranno automaticamente assegnate a canali MIDI di ricezione differenti. Prima di tutto, impostiamo il Pitch bend del nostro controller MPE a +/-12. Ora carichiamo uno strumento in Kontakt e procediamo all’assegnazione delle dimensioni di controllo, primo su tutti il Pitch Bend (asse orizzontale, detta glide nelle Seaboard). Clicchiamo sull’icona raffigurante una chiave inglese (in alto a sinistra di fianco al nome della patch) per far comparire la finestra di editing nella quale andremo a cliccare su “Group Editor”, poi su “Edit all Group”; questo è necessario perché le patch di Kontakt sono spesso composte da più gruppi, pertanto le impostazioni devono essere applicate su tutti. Clicchiamo sulla prima voce “Mod” che troviamo nelle configurazioni e portiamo il range del pitch bend al massimo consentito (+/-12). Questo potrebbe non bastare perché alcuni strumenti di Kontakt hanno ulteriori impostazioni, quindi clicchiamo nuovamente sulla chiave inglese per tornare alla schermata principale dello strumento e verifichiamo nei tab, ad esempio in quello “Options” se per caso sono presenti controlli per il Pitch Bend (PB); nel caso vi fossero, impostateli affinché rispondano anch’essi alla massima escursione di pitch bend (Down -12, Up +12). Torniamo ora alla finestra dei settaggi, dove possiamo aggiungere effetti, etc. tutti assegnabili a sorgenti di modulazione. Possiamo caricare un filtro in uno degli slot FX, quindi una volta impostato, clicchiamo sul pulsante “Mod” in prossimità per aggiungere (click su add modulator) una sorgente di modulazione. Nel nostro caso dal menù “External Source” dove troviamo le voci MIDI Control Change, Velocity, Release Velocity (dimensione di controllo Lift nelle Seaboard), After Touch, etc. selezioneremo MIDI CC. Fatto questo, vedrete di fianco a MIDI CC due campi numerici nei quali inserire rispettivamente il numero del control change (ad esempio il 74, che è la dimensione di controllo verticale, asse Y) e il valore di partenza del controller (noi mettiamo 64). Bene, possiamo ora dare un nome alla nostra patch, quindi salvarla per poi caricarla più volte, tanti quanti sono i canali di espressione che vogliamo. Possiamo ora disattivare il modo “Single Channel”, ovvero attivare quello MPE nel nostro controller per poi impostare il range di “canali nota” da utilizzare in base a quante “voci di espressione” vogliamo utilizzare/quante parti con lo strumento abbiamo caricato in Kontakt.

HARDWARE, SOFTWARE & APP MPE COMPATIBILI
Controller MIDI: ROLI Seaboard RISE (clicca qui), Seaboard Block e Lightpad Block (clicca qui), Linnstrument, Soundplane, K-Board Pro 4, Eigenharp, Joue e Touchkeys. Digital Audio Workstations (DAW): Steinberg Cubase, Logic Pro X, Tracktion Waveform, Reaper, GarageBand e Bitwig 8-Track e Bitwig Studio. Virtual Instrument: ROLI Equator ed Equator Player, FXpansion Strobe2, Native Instruments Reaktor, Cycling '74 Max, Softube Modular, Admiral Quality Poly-Ana, KV331 Audio SynthMaster, Madrona Labs Aalto e Kaivo, UVI Falcon, MainStage, UVI Falcon, The Music Room, Symbolic Sound Kyma, Spitfire BT Phobos, Stagecraft Addiction. Gli strumenti virtuali “stock” (inclusi) con Logic Pro X e Mainstage che sono compatibili con il MIDI Polyphonic Expression sono i seguenti: EXS24 Sampler, ES2 Subtractive Synth, EFM1 Frequency Modulation Synth, Sculpture physical modeling synth, Alchemy synth, Retro Synth e Vintage Clav. Per attivare la compatibilità MPE in questi virtual instrument di Logic basta cliccare sul piccolo triangolo collocato in basso a sinistra nella schermata dello strumento, abilitare (ON) il “MIDI Mono Mode” (common channel 1) e impostare il parametro Mono Mode Pitch Range sullo stesso range impostato nel vostro controller (ad esempio, 48 se usate le impostazioni di default delle Seaboard Rise). I virtual instrument inclusi in Bitwig Studio che supportano MPE sono Polysynth, FM4, Organ e Sampler. In Steinberg Cubase, i VST Halion, Halion Sonic 2, Halion Sonic SE2, Retrologue e Padshop sono compatibili MPE in quanto rispondono alle specifiche VST Note Expression che supportano il “Channel-Per-Note”; negli Halion dovrete assegnare lo stesso suono a tutte le parti della “Multi” (vedi foto gallery). Sintetizzatori Hardware: ​​​​​Axoloti, Deckard's Dream, Endorphin.es Shuttle Control, Expert Sleepers FH-1, Futuresonus Parva, Haken Contiuum, MOD Duo, Modal Electronics 001, 002 e 002R, Modor NF-1 e NF-1m, e Polyend Poly (convertitore da Polyphonic MIDI a CV sotto forma di modulo Eurorack). Applicazioni: ROLI NOISE e Seaboard 5D, Wizdom Music GeoShred, GarageBand iOS, Geo Synthesizer e SampleWiz, Moog Music Model 15 Modular e AniMoog, PPG WaveGenerator e WaveMapper, Christophe Duquesne SpringSound, Jesper Nordin Gestrument, KV331 Audio Synthmaster Player, Ngo Minh Ngoc iFretless Bass, SaxiFretless Guitar​, One Red Dog Media Arctic ProSynth, Sonosaurus ThumbJam e DrumJam.

MPE PER SVILUPPATORI E PRODUTTORI HARDWARE
Per quanto riguarda l’utilizzo pratico penso di avervi illustrato un po’ tutte le peculiarità, possibilità e le configurazioni necessarie. Nel caso aveste delle domande vi invito a porle nel campo commenti che trovate in coda all’articolo. Per ciò che concerne invece lo sviluppo di strumenti e applicativi è bene segnalare che l’MPE è predisposto per operare eventualmente in modalità multi-timbrica. Per questo nelle specifiche sono contemplate le cosiddette “Zone”. Pur potendone creare teoricamente fino a otto (suddividendo i 16 canali MIDI in 8 master channel e altrettanti canali “nota”), nel documento si suggerisce ai costruttori di evitare di andare oltre le due. La configurazione di queste zone nei primi documenti rilasciati era eseguibile mediante il Channel Mode Message 127, mentre nel più recente la si dichiara fattibile trasmettendo il messaggio RPN 6 (si attende però conferma ufficiale dalla MMA) sul canale dal quale la zona avrà inizio, seguito dal Control Change N°6 che dovrà contenere un valore pari al numero di canali per nota da destinare alla zona. Ad esempio, trasmettendo sul canale 2 l’RPN 6 seguito dal CC 6 con valore 7 si creerà una zona dal canale MIDI 2 all’8. In questo caso il Master Channel della zona sarà il canale 1; questo perché il ruolo di Master Channel viene assegnato automaticamente al canale che precede quello sul quale viene trasmesso l’RPN 6. Qualora si volesse creare un’altra zona, compresa tra il canale MIDI 10 e il 16, con il 9 come Master Channel, si dovrà trasmettere il Registered Parameter Number 6 seguito dal CC6 con valore 7 sul canale MIDI 10. Ci sono poi alcune regole per la configurazione delle zone, che vi invito ad approfondire qualora aveste velleità da sviluppatori o per curiosità. Anche l’impostazione della risposta ai messaggi di pitch bend trasmessi dalle singole note (canali) rientra tra le specifiche. Tramite l’RPN (Registered Parameter Number) “00” trasmesso al primo canale di una zona sarà possibile configurare gli strumenti MPE affinché rispondano ad un range determinato mediante un valore multiplo di 12 compreso tra 0 e 96; di default si usa un range di 4 ottave (48 semitoni) per ciascuna nota/canale. Ad esempio, trasmettendo un RPN 00 seguito dal CC6 con valore 24, il range del pitch avrà un’estensione di +/-24 semitoni. Anche il pitch bend “generale”, ossia quello trasmesso sul Master Channel, si configura con l’RPN 0 indirizzandolo però al medesimo canale. In questo caso il valore è espresso in semitoni: di default +/- 2 semitoni. Nelle specifiche MPE troviamo anche dei messaggi di Control Change assegnabili ad ulteriori dimensioni di controllo, sono quelli dal 70 al 79 [MSB] eventualmente configurabili in modalità 14-bit usufruendo degli LSB dal 102 al 111. Attenzione, perché il 74 (106 LSB) viene già usato dalla dimensione Y, mentre il 70 (MSB) e il relativo LSB 102 sono stati predisposti come alternativa al Channel Pressure nel caso servisse una risoluzione a 14-bit. Per tutte le specifiche nel dettaglio ricordo che le aziende e gli sviluppatori iscritti alla MIDI Manufacturers Association possono accedere al documento completo nell’area loro riservata del sito.

MPE E IL FUTURO DEGLI STRUMENTI MIDI AL NAMM SHOW 2016

L’UNIONE FA LA FORZA
Il MIDI Polyphonic Expression rispetto ad altri linguaggi, protocolli, variazioni o standard che abbiamo visto nascere senza però evolvere in applicazioni pratiche, deve la sua nascita, il suo sviluppo e la sua affermazione alla caparbietà di Roland Lamb (fondatore e CEO di ROLI), che dal 2015 ha coinvolto il musicista e programmatore Geert Bevin (Roger Linn Design, Eigenlabs, Moog Music e Uwyn) per redigere le specifiche di questa estensione del protocollo MIDI. Come spesso accade per il nostro settore, il NAMM SHOW (clicca qui) è il momento nel quale i professionisti e gli addetti ai lavori si incontrano e la collaborazione tra Lamb e Bevin prende forma proprio dopo un meeting tra i due in quel del Namm Show 2015. Nel giro di un anno, le specifiche MPE si vanno via via completando, grazie ad un consorzio di aziende del settore che mettono a disposizione i seguenti professionisti: Chris Adam, Gerhard Lengeling e Markus Sapp della Apple, Roger Linn (Roger Linn Design), Lippold Haken ed Edmund Eagan della Haken Audio, Amos Gaynes di Moog Music, Claes Johanson di Bitwig, Randy Jones dei Madrona Labs, Keith McMillen (Keith McMillen Instruments), Ben Supper e Jean-Baptiste Thiebaut della ROLI. Ma è nel Gennaio 2016 che il MIDI Polyphonic Expression (MPE) vede l’istituzione di un gruppo di lavoro dedicato presso la MIDI MANUFACTURERS ASSOCIATION, l’associazione no-profit a cui fanno capo tutte le aziende che producono e sviluppano strumenti che adottano il protocollo MIDI. Proprio all’MPE MMA Working Group è stata dedicata una tavola rotonda in occasione del WINTER NAMM SHOW 2016 (clicca qui), evento che vi ho personalmente documentato in diretta sulla mia pagina Facebook e con un video pubblicato sul nostro canale youtube (clicca qui).

CONCLUSIONI
Grazie alle specifiche sopradescritte il MIDI Polyphonic Expression permette di superare i limiti dei controller tradizionali offrendo agli strumenti multidimensionali con superficie continua la possibilità di simulare in modo organico, in tempo reale, il comportamento di alcuni strumenti acustici; cosa fino ad oggi possibile ricorrendo a meticolose programmazioni MIDI in punta di mouse. Per questo motivo strumenti come le Seaboard sono entrati nel set-up di molti musicisti e produttori di colonne sonore per il cinema e il gaming. Senza dubbio, poi, questa espressività si presta anche nelle applicazioni più elettroniche, dalla gestione di pad evolutivi al controllo diretto dalla superficie delle tastiere di parametri e modulazioni varie. Come ho avuto modo di dimostrarvi in questo articolo, essendo basato sul protocollo MIDI, l’MPE permette agli strumenti che lo adottano di funzionare anche con hardware, software e applicazioni musicali che non lo supportano, andando semplicemente ad apportare alcune modifiche nella configurazione degli strumenti, utilizzando ad esempio le cosiddette “Multi”, oppure disabilitando la trasmissione multicanale (da cui deriva MIDI polifonico) per operare in modo tradizionale. Suonando da un controller MPE generatori hardware e virtual instrument nei quali non vi è un modo operativo dedicato, l’unica limitazione che si è a volte presentata durante i test da me svolti per la stesura di questo articolo è stata la mancanza di risposta al pedale sustain, dato che detto messaggio viene trasmesso al Master Channel. L’MPE è una delle recenti evoluzioni del protocollo MIDI che ha riscontrato maggior successo vista l’adesione di numerose aziende e considerato il suo inserimento nelle librerie Audio Unit per OSX. Probabilmente, questo successo rimarrà tale fino all’arrivo del MIDI HD al quale la MIDI Manufacturers Association sta lavorando ormai da 10 anni… Ottimo il fatto che nelle specifiche sia contemplata la configurazione delle impostazioni del range di pitch e delle zone, cosa che in futuro consentirà un’interazione tra controller e generatore sonoro controllato più conforme a quanto programmato dal sound designer, visto che l’hardware si adatterà a quanto programmato nelle patch, o viceversa.

L'MPE - MIDI POLYPHONIC EXPRESSION IN SINTESI

Cosa significa MPE?
Originariamente l’acronimo stava per Multidimensional Polyphonic Expression. Per un breve periodo (Agosto/Ottobre 2015) venne battezzato come Expressive MIDI, ma dopo pochi mesi questo nome venne accantonato e si tornò al precedente. Nell’estate 2017, la MIDI Manufacturers Association ha pubblicato un articolo dove all’acronimo MPE viene associata l’estensione - probabilmente definitiva - MIDI Polyphonic Expression

Cos’è il MIDI Polyphonic Expression - MPE?
Nel Gennaio 2015 Roland Lamb (ROLI) e Geert Bevin si incontrano per discutere della necessità di creare uno standard per gli strumenti multi-dimensione a superficie continua. Geert Bevin redige le prime specifiche MPE. Si costituisce un consorzio indipendente di aziende, tra cui vi è anche la Apple, che sviluppa e adotta l’MPE nei vari strumenti hardware e software. Apple lo inserisce nelle librerie Audio Unit per OSX. Nel Gennaio 2016 la MIDI Manufacturers Association dà vita ad un gruppo di lavoro dedicato.

MPE garantisce maggior espressività, in quanto:
- Ogni nota suonata viaggia su un canale MIDI dedicato
- Ogni canale/nota può essere definito “Voce di espressione
- Possiamo impiegare da un minimo di 2 (consiglio di non scendere però sotto le 4) fino a max 15 voci di espressione (settaggio default nell’MPE)
- Sullo stesso canale vengono inviati i messaggi di controllo generati dall’interazione sul singolo tasto/pad
- Questi messaggi di controllo sono generati dall’interazione su più assi di ogni singolo tasto, o pad di un controller MPE.
- Ogni nota ha quindi vita propria, un canale MIDI dedicato: ogni tasto è un po’ come una corda
- I messaggi di controllo “generali”, ad esempio i Program Change o i CC generati da controlli fisici aggiuntivi (fader, knob o touch pad X/Y) hanno un canale dedicato detto Main, o Master
- Per registrare e modificare eventi e messaggi MIDI MPE dobbiamo utilizzare software DAW che supportino la ricezione, l’invio e la gestione di canali multipli su un’unica traccia
- Nell’articolo vi ho illustrato come potete utilizzare i controller MPE con DAW, virtual instrument e hardware MIDI tradizionali che - teoricamente - non lo supportano
- Un controller MPE può essere eventualmente configurato in modo tradizionale “Single Channel” per suonare synth monotimbrici

Per costruttori e sviluppatori:
- Nelle specifiche MPE sono contemplate le Zone per applicazioni multitimbriche
- Le specifiche MPE contemplano la configurazione mediante l’RPN “0” del range del pitch bend di controller e generatore sonoro
- I messaggi di Control Change (dal 70 al 79) dispongono di eventuali LSB (CC dal 102 al 111) per risoluzioni a 14-bit

Pubblicato in: Tutorial, Tips & Tricks

2 commenti

  • Andrea Lentullo

    inviato da Andrea Lentullo

    Mercoledì, 20 Settembre 2017 06:38

    GRAZIE! chiarissimo anche per me che non sono avvezzo all'uso di software. sto davvero pensando di prendermi una seaboard per controllare i miei synth hardware

    Rapporto
  • Luciano

    inviato da Luciano

    Giovedì, 17 Agosto 2017 19:13

    Grazie Federico, grazie, grazie e GRAZIE! Ce ne fossero di articoli in Italiano così completi

    Rapporto

Lascia un commento

Per info e domande su questo articolo: NON telefonare, NON inviare e-mail. Usa il campo commenti a seguire.



Articoli correlati (da tag)

Corso Ableton Live DJing

ableton-live-djing

ALLIEVI CORSI PRODUCER

allievi-corsi-producer-dx

Cubase - Ableton Live - Logic

GENNAIO 2018 cbcm

LOOP, SAMPLES & PLUG-IN

Segui il Titolare su LinkedIn

linkedin-federico-simonazzi-alar

SEGUICI SU FACEBOOK

DAL NOSTRO YOUTUBE

Strumenti per DJ e Producer

akai-advance-promo

Banner Pubblicitario AdSense

SEGUICI SU TWITTER

Vai all'inizio della pagina

Copyright 1999-2017. All Rights Reserved, Tutti i Diritti Riservati.

Alar's Recording Studio di Simonazzi Federico - Parma - Italy - P.IVA 02115850345

Professionista di cui alla Legge n°4 del 14 gennaio 2013 pubblicata nella GU del 26/01/2013

Produzione/Informazione/Insegnamento in ambito musicale

Our Mission: To spread new technologies in DJs and Musicians Wor(l)ds

Tel/Fax +39 0521258446 - e-mail: studio@alarmusic.com - Web Site: http://www.alarmusic.com

 

www.corsidj.com - www.corsoabletonlive.com - www.studiodiregistrazione.info - www.studiodiregistrazione.pro

Il materiale presente in questo sito non può essere copiato, duplicato, venduto, o utilizzato in altri documenti, prodotti, ecc.

This material may not be sold, duplicated on other websites, incorporated in commercial documents or products, or used for promotional purposes.

Nel nostro sito troverai annunci pubblicitari e/o link pubblicati da terzi, con i quali NON abbiamo nessun rapporto di partnership diretta e/o controllo sugli annunci pubblicati.

Pertanto, quando accedi a siti esterni tramite link, o banner qui pubblicati, noi NON siamo responsabili del contenuto e/o dei servizi, o prodotti da essi offerti.

 

Per ulteriori informazioni consulta la

Privacy Policy