PLAYDIFFERENTLY MODEL 1 DJ, CLUB E STUDIO MIXER

PLAYdifferently Model 1 il mixer analogico per DJ ideato da Richie Hawtin e Andy Rigby-Jones, assemblato in Inghilterra dalla Allen & Heath

Se ne è parlato molto di questo prodotto, sin dall’annuncio della nascita del brand ufficializzata in una conferenza stampa al Winter NAMM 2016 (clicca qui) in occasione dell’avvio della collaborazione con Allen & Heath, la quale assembla a mano in Inghilterra ogni pezzo prodotto. All’epoca nulla si sapeva e tanti hanno speculato a lungo su quello che poteva essere il frutto di questa nuova partnership tra il DJ e produttore Richie Hawtin e Andy Rigby-Jones, che hanno dato vita al brand “Playdifferently”. Pochi mesi dopo, in quel di Francoforte ricevo l’invito a partecipare ad un meeting con Richie in occasione del Prolight + Sound 2016 (clicca qui per vedere la foto pubblicata su Facebook), ed ecco che in uno stanzino all’interno dello stand Digico/Allen & Heath ho modo di vedere, toccare e provare il primo modello di mixer di questo marchio, battezzato semplicemente come MODEL 1, e di scambiare alcune impressioni con chi lo ha ideato. Il PLAYDIFFERENTLY MODEL 1 racchiude in uno chassis dall’ingombro di 37x32x11.5cm e dal peso di 5,4KG una console di mixaggio a 6 canali completamente analogica, con pre e circuiti allo stato dell’arte che traggono ispirazione da console da studio di fascia alta, channel strip che si presentano con un particolare filtro/eq ibrido anziché il tradizionale eq 3 bande, e senza alcuna influenza digitale, quindi nessuna scheda audio e/o funzionalità MIDI. Il percorso del segnale è stato curato nei minimi dettagli, dai bus completamente bilanciati ai rivelatori di attraversamento dello zero, che consentono un filtraggio ed un routing immediato e privo degli artefatti tipici (click e pop) che solitamente si verificano negli altri mixer quando si attivano filtri ed altre funzioni. Non si è lesinato sui componenti, perché l’obbiettivo era quello di creare un mixer che fosse un vero e proprio strumento per i live dei DJ e al contempo potesse tornare utile in studio. Scopriamo quindi insieme i dettagli di questo mixer in questa mia recensione.

VIDEO IN DIRETTA DAL PROLIGHT + SOUND 2017

IL CHANNEL STRIP DEI 6 CANALI E I 2 CUE
PLAYdifferently-Model-1-cue-a.jpgAlla base del channel strip troviamo dei fader VCA a doppio binario della TKD con una corsa da 6cm, personalizzati con una curva di intervento ottimizzata in base ai suggerimenti degli ambasciatori del brand PLAYdifferently che hanno testato i primi prototipi. Alla sinistra di ogni fader vi è un LED meter a 10 diodi. In testa ai fader ecco una delle peculiarità di questo mixer, i due pulsanti CUE (A e B) rispettivamente dedicati all’invio del segnale in ingresso nei canali verso i due BUS di monitoraggio in cuffia indipendenti. Il PLAYdifferently Model 1 è infatti dotato di due distinti sistemi di preascolto, quindi di due uscite cuffia separate, con i rispettivi controlli di volume indipendenti uno dall’altro, entrambe disponibili sia su connettori jack da ¼”, sia su mini-jack da 1/8”. La presenza di due matrici di preascolto permette di soddisfare le esigenze degli attuali contesti club, ove è molto diffusa la collaborazione tra più DJ nello stesso set, il cosiddetto "Back2Back", oppure per agevolare il passaggio da un DJ ad un altro durante un evento. Il pulsante Cue A invia il segnale alla cuffia connessa sul lato destro del mixer, Cue B lo invia invece alla sezione di preascolto posta sulla sinistra. Sono supportate cuffie con impedenze dai 30 ai 150 Ohm, la potenza di uscita in mW calcolata con un segnale a 1kHz è di 850 RMS a 45 Ohm per il CUE A, 500mW RMS a 100 Ohm per il B. Sul CUE A sono disponibili la funzione split e il rotativo per la miscelazione Cue/Mix; il CUE B può eventualmente fungere da terza mandata FX, in quanto il segnale ad esso indirizzato viene inoltrato verso l’esterno tramite le uscite 7 e 8 del connettore D-Sub. Proseguendo verso l’alto troviamo il pulsante per l’invio del canale al Master Filter, i 4 potenziometri della particolare sezione ibrida di filtraggio/eq, il potenziometro Trim, il commutatore di ingresso, il piccolo controllo Drive e la sezione Aux con i due controlli di mandata; tutte funzioni che vi spiego nel dettaglio nei capitoli a seguire. Tra l’Aux 1 del canale 6 e il Master vi è un piccolo potenziometro che serve a regolare l’intensità dei LED presenti nei meter, nei potenziometri e pulsanti retroilluminati, al fine di adattarli alle differenti situazioni di luminosità.

FOTO GALLERY PLAYDIFFERENTLY MODEL 1

Click to enlarge image PLAYdifferently-Model-1-booth-eq-level.jpg

PLAYdifferently Model 1: Controlli volume ed eq BOOTH

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INGRESSI, GAIN & DRIVE, USCITE
PLAYdifferently-Model-1-connessioniSui 6 canali troviamo ingressi line stereo su connettori RCA (L e R). Sui canali 3, 4 e 5 sono integrati dei preamplificatori RIAA ad elevate prestazioni attivabili mediante un apposito pulsante di colore rosso posto in prossimità degli ingressi RCA. Questi sono ottimizzati per l’utilizzo nei club grazie ad uno speciale circuito di attenuazione del rumble e progettati per avere la stessa sensibilità degli ingressi di linea, ovvero per evitare che vi siano dislivelli tra le differenti tipologie di sorgente. Tutti e tre sono affiancati da un apposito bulloncino per il collegamento della messa a terra dei giradischi. Altri due ingressi stereo, in questo caso su prese jack TRS da ¼”, servono i rispettivi ritorni. Restando in tema di ingressi, ciò che differenzia il PLAYdifferently Model 1 dai mixer tradizionali è la presenza di due ingressi denominati “DSub In” su connettori DB25 cablati in standard TASCAM, per un totale di 8 canali stereo: 6 ingressi e i 2 ritorni. Questi connettori agevoleranno le installazioni fisse nei club e in studio di registrazione consentendo il collegamento diretto delle uscite di schede audio dotate di questa tipologia di connettori (come le Apollo 16, clicca qui per info), ad esempio per sfruttare il mixer come sommatore analogico, oppure di patch-bay professionali alle quali collegheremo direttamente giradischi, lettori e altre sorgenti installate nel locale, lasciando così liberi gli ingressi RCA per un agevole collegamento di eventuali strumenti portati dagli ospiti di turno. Per selezionare l’ingresso da utilizzare sul channel strip sfrutteremo il commutatore a pulsante RCA Line/DSub; per i ritorni il collegamento di connettori jack sostituisce automaticamente il DB25. Il connettore DSUB IN 1 ospita gli ingressi dei primi 4 canali, quello DSUB IN 2 provvede invece ai canali 5, 6 e ai due ritorni. Per ulteriori informazioni sui connettori DB25 vi consiglio di leggere il mio articolo tecnico dedicato alle connessioni audio: clicca qui. Su ogni canale sono disponibili un potenziometro TRIM (Gain), il quale ci consente di compensare le differenze di livello tra le varie sorgenti connesse, e un piccolo controllo rotativo zigrinato denominato DRIVE, semi-trasparente, con retroilluminazione di colore rosso (proporzionale al suo intervento) utile a gestire la saturazione indotta dal circuito in topologia feedback inserito sul preamplificatore di canale. Trim e Drive operano quindi in combinazione tra loro. Tale stadio è disponibile anche sui canali Return dove però non è controllabile separatamente, ma viene innescato contestualmente al superamento della soglia pre-impostata, ovvero dal momento in cui incrementando il livello con il potenziometro Level si accenderà il LED di picco. Ma cosa fa in sostanza il DRIVE sul nostro segnale?

PLAYdifferently-Model-1-channelstrip-drive-trim-riaa.jpgIntroduce distorsione armonica di secondo ordine, da molti percepita come più gradevole, in quanto interviene enfatizzando gli armonici pari: secondo, quarto, ottavo, e così via… Ai più il termine distorsione potrà far storcere il naso, ai professionisti addetti ai lavori che hanno una preparazione tecnica da giustificare tale appellativo si aprirà invece un mondo, in quanto, come noto, si tratta di un fenomeno di “colorazione” del segnale molto ricercato, specie nella produzione musicale, nelle fasi di tracking, sound design e mixaggio. Questa accortezza nel circuito può tornare utile sia nelle applicazioni nei club, ad esempio quando si riproducono brani non passati da uno studio di mastering, o con un livello basso rispetto alla media, ivi incluse tracce di alcuni anni fa. Richie Hawtin ha voluto introdurre questa funzione proprio perché spesso durante i suoi set si trova a dover suonare tracce promo inviategli all’ultimo minuto, non sempre finalizzate al meglio. Passando alle uscite, il mixer Model 1 offre due uscite Master stereo con controlli rotativi di volume indipendenti: la "1" su connettori XLR, la "2" su connessioni Jack TRS da 1/4". Il Master è monitorabile visivamente da un LED meter stereo a 10 lampadine presente in prossimità della sezione ad esso dedicata che è collocata sulla destra della plancia del mixer. Come indicazione di massima, si raccomanda di mantenere il meter accesso tra lo 0 e i +6dB, con rari picchi intorno ai +9, senza però far accendere il LED bianco PK (+12dB) in quanto si potrebbero danneggiare i diffusori del vostro impianto audio. Segnalazione importante per confermare la qualità di questo prodotto, il mixer Model 1 ha un headroom di ben 28dB, ciò significa che anche se si opera con il LED PK (+12dB) acceso non sarà udibile alcuna distorsione generata dal mixer, fenomeno che per verificarsi richiede, per l’appunto, il superamento di ben 28dB rispetto lo 0 del mixer. L'uscita Booth usa prese Jack TRS da 1/4" e oltre al classico controllo di volume rotativo indipendente rispetto ai due master, può contare su un equalizzatore a due bande. L'uscita Record su connettore mini-jack TRS da 3,5mm, dal livello nominale di uscita di -2dB è collocata nell'angolo in alto a destra sulla plancia del Model 1. A questa possiamo collegare registratori esterni che riceveranno in ingresso il segnale Master (pre-fader e post Master Eq) del mixer. L'uscita DSub consente invece il collegamento delle uscite Master (a monte del controllo Level e post eq), Aux 1, Aux 2 e del Cue B ad una patch-bay o ad un'interfaccia audio fornita di ingressi DB25 mediante un unico cavo standard TASCAM DB25 (Per ulteriori informazioni su questo standard di connessione leggi il mio articolo dedicato: clicca qui). Due sono le mandate, ovvero le uscite Aux stereo su prese Jack da ¼” TRS di cui vi parlo nel capitolo dedicato a mandate e ritorni.

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EQUALIZZATORI E FILTRI
PLAYdifferently-Model-1-channelstrip-eq-filtriL’equalizzatore presente sui channel strip dei 6 canali del mixer PLAYdifferently Model 1 è diverso rispetto agli standard che siamo soliti trovare nei mixer da DJ. Anziché adottare il classico tre bande con filtri shelving su basse e alte, campana sulle medie tutti con range prefissati, Ritchie Hatwin e Andy Rigby-Jones hanno optato per una configurazione ibrida composta dallo Sculpt EQ e da due filtri. Lo Sculpt è un equalizzatore di tipo sweep con campanatura ampia e gain asimmetrici, ovvero un semi-parametrico con frequenza impostabile dall’utente mediante l’apposito potenziometro tra i 70Hz e 7000Hz. Con il potenziometro Cut/Boost si interviene aumentando (fino a +8dB) o diminuendo (max -20dB) il livello della frequenza selezionata. Sopra allo Sculpt vi è il cut-off del filtro passa basso (LPF), sotto invece quello del passa alto (HPF); questi sono detti Contour. Si tratta di due potenziometri di ampie dimensioni che permettono di spostare il punto di roll-off del filtro da una posizione di assoluta neutralità (FLAT: tutto verso destra) fino ai 500Hz (tutto verso sinistra) per il passa basso, (FLAT: tutto verso sinistra) fino ai 1000Hz (tutto verso destra) per il passa alto. Questi sono filtri estremamente lineari, con un roll-off morbido e senza risonanze apprezzabili, pensati esclusivamente per il taglio delle frequenze (kill) sia a scopo artistico come effetto, sia per prevenire nei passaggi tra un brano all’altro il fisiologico incremento del volume generale causato dall’interferenza costruttiva. Il Master Filter processa tutto ciò che gli viene inviato in ingresso mediante la pressione degli appositi pulsanti presenti sui singoli canali e sui ritorni. Rispetto ai filtri implementati nei channel strip, questo tende a “colorare” di più il segnale e nella sua sezione ospita un passa alto (HPF) con controlli di cut-off (fino a 1kHz) e risonanza separati, e un passa basso (LPF) controllabile dal rispettivo cut-off (fino a 500HZ). Da segnalare che la risonanza dell’HPF decresce automaticamente all’abbassarsi in frequenza del punto di roll-off al fine di evitare saturazioni eccessive. Grazie all’assenza totale di rumori e di altri artefatti udibili quando si attiva il filtro sulle varie sorgenti che gli vengono indirizzate in ingresso, il Master Filter può essere utilizzato sia come un classico filtro, cioè “sweeppando” lungo lo spettro con i controlli di Cut-Off, ma può altresì essere preimpostato in una posizione fissa per applicare Kill istantanei usufruendo del suo tasto On/Off. Sul Master è presente un equalizzatore a 3 bande con guadagno asimmetrico (-20/+6dB), che influenzerà il segnale di tutte le uscite della somma, incluse quelle Booth e Record. Su questo eq è disponibile un interruttore on/off che non introduce alcun rumore o click quando viene premuto, quindi utilizzabile sia per un’equalizzazione fissa, sia come strumento artistico attivabile/disattivabile al volo nelle nostre performance. Sull’uscita Booth vi è un ulteriore equalizzatore, in questo caso a due bande (alte e basse) shelving +/-10dB.

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MANDATE E RITORNI
PLAYdifferently-Model-1-channelstrip-aux.jpgSu ognuno dei 6 canali del mixer sono disponibili 2 potenziometri rotativi “Aux”, che servono ad indirizzare verso gli ingressi di processori di segnale esterni, di campionatori, o sistemi di monitoraggio alternativi il segnale di ciascun canale tramite le uscite omonime (Jack o DB25). La mandata Aux 1, che di default opera in post-fader, grazie ad uno switch sito in prossimità di ogni potenziometro può essere configurata in pre-fader, individualmente su ciascun canale. L’Aux 2 opera in post-fader, ma mediante un’apposita impostazione interna è possibile fare in modo che segua la stessa configurazione (pre o post) applicata dallo switch operante su Aux 1. Nell’angolo in alto a sinistra della plancia del mixer PLAYdifferently Model 1 è disponibile la sezione dedicata ai due Return, che altro non sono che due ulteriori canali di ingresso con funzioni essenziali ai quali solitamente si usa connettere l’uscita di eventuali multi-effetti esterni presenti nel nostro set-up. Ognuno dei ritorni è dotato di un potenziometro rotativo TRIM (ve ne ho già parlato nel capitolo dedicato agli ingressi, visto che ad impostazioni elevate attiva il Drive) e di quello Level per l’attivazione e l’impostazione del volume. Abbiamo un tasto “Cue” per l’invio del segnale in ingresso ad entrambi i bus di monitoraggio in cuffia (A e B) e di un LED meter a 4 diodi (-15, 0, +6 e PK:+8dBu). Vi sono poi due pulsanti rispettivamente dedicati all’invio del segnale in ingresso nei due ritorni verso il Master Filter e all’attivazione di un filtro passa alte fisso a 320Hz, con una pendenza di 6dB per ottava; entrambi i pulsanti influisco su tutta la sezione, cioè su entrambi i ritorni.

ESPANDIBILITÀ DELLA CONSOLE: LINK
I due connettori DSub a 9 pinLink In Link Out consentono di connettere in cascata più mixer Model 1, per allestire performance a due mixer, oppure per espandere il numero di canali della vostra console. Connettendo tra di loro due mixer sarà possibile condividere i bus Master, booth e CUE. Per questo, occorre applicare un settaggio sul mixer che non sarà connesso all’impianto audio, ma che entrerà in quello principale tramite connessione Link. Tale settaggio consiste nella pressione di un piccolo pulsante (con un cacciavite sottile) che è collocato in un foro da 3mm accessibile spostando leggermente il piedino in gomma che si trova nell’angolo in alto a destra sul fondo del mixer. Per connettere tra di loro i due mixer mediante i connettori LINK si possono utilizzare normali cavi RS232 per computer, qualora la qualità non fosse soddisfacente è possibile ricorrere a cavi audio dedicati, intestati con connettori DSub a 9 pin saldati rispettando la configurazione dei PIN illustrata nel manuale del Model 1.

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IL DOPPIO ALIMENTATORE (PSU)
Per evitare interferenze e rumori indesiderati, massimizzando al contempo headroom e rapporto segnale rumore, il Model 1 si alimenta con un alimentare esterno (90W/24V). Il mixer consente il collegamento di due alimentatori in contemporanea (connessioni PSU 1 e PSU 2), per garantire la ridondanza necessaria in grandi eventi (festival, etc.) e nelle applicazioni broadcast professionali. Questa permette in caso di problemi ad uno dei due alimentatori, che l’altro subentri automaticamente, senza perdere l’alimentazione necessaria al funzionamento, evitando di restare senza segnale audio in console.

GLI AMBASCIATORI
Un team di tutto rispetto per questo mixer, che ha visto coinvolti vari storici collaboratori dell’entourage di Hawtin, incluso il graphic designer Inglese Ben Slater, da anni al fianco di Richie nella gestione dell’immagine coordinata delle label e degli eventi, e con il quale condivide anche l’avventura nel team dell’azienda sviluppatrice di app musicali https://liine.net. Numerosi sono i DJ che hanno preso parte ai test dei primi prototipi e ad un tour promozionale, molti dei quali sono poi entrati a far parte del team di ambasciatori che usano costantemente il mixer PLAYdifferently Model 1 nelle loro serate: Chris Liebing, Dixon, DJ Pete, Dubfire, Ean Golden, Frank Weidemann, Gideon Rathenow, Josh Wink, Krischan Makswitat, Maceo Plex, Marcel Dettmann, Louie Vega, David Morales, Mark Ernestus, Pete Tong, RØdhad, Tiga, tINI, Adam Beyer, Apollonia, Ben Klock, Carlo Ruetz, Diego Krause B2B Cinthie, DJ Tennis, Fabio Florido, Francois K, Frank Wiedemann, Henrick Schwarz, Hito, Joris Voorn, Joseph Capriati, Krischan Makswitat, Loco Dice, Matrixxman, MOtt Karmil, Mike Servito, Paco Osuna, The Martinez Brothers, Whyt Noyz.

CONCLUSIONI
Ci troviamo di fronte al primo prodotto “boutique” in ambito DJ, un mixer dal costo di 3500 Euro che sta riscuotendo un buon successo di vendita e ha suscitato notevole interesse in tutta la comunità dei DJe Producer, non solo quella techno oriented. A chi si aspettava un prodotto digitale, visto che Richie è stato un pioniere delle nuove tecnologie, dei controller e dei software in console, bisogna probabilmente segnalare che in quanto tale avrà lui stesso imparato che difficilmente si riesce ad imporre uno standard su questo fronte e quindi ha preferito, almeno per questo primo modello, “limitarsi” a fornire un mixer dall’ottimo suono analogico e dotato di alcune accortezze utili a semplificare la vita dei tecnici audio e dei DJ. In particolare i tecnici dei locali e dei service apprezzano - e non poco - l’assenza di un EQ incrementale sui channel strip. Collegandolo a giradischi e lettori CD/multimediali presenti in loco mediante patchbay o fruste con connettori DB25 si fa si che le prese RCA presenti nel retro rimangano libere, quindi facilmente accessibili per tutti i DJ che una volta giunti in console vogliano collegare la propria attrezzatura. Altra chicca è il doppio bus di preascolto (A e B), che permette a due differenti esecutori di ascoltare su due cuffie i canali a loro utili, in modo indipendente, senza disturbarsi l’un l’altro: “DJ caio” seleziona il canale o i canali da inviare al BUS “A”, mentre “DJ tizio” invece può inviare gli stessi o altri canali al BUS “B”.  I DB25 giocano un ruolo fondamentale anche in studio, per il collegamento diretto ad interfacce audio o patch bay professionali equipaggiate di tali connettori. Ecco che qui il mixer diventa utilizzabile come sommatore per le fasi di mix, oppure come mixer per la strumentazione hardware stand-alone, vista la matrice analogica e il particolare stadio di saturazione sugli ingressi di cui si pregia il mixer in questione. Sia in studio, sia dal vivo, collegando tra di loro più mixer Model 1 mediante le dedicate porte LINK sarà possibile estendere il numero di canali creando un ambiente unico di lavoro, con bus di preascolto, uscite per cassa spia e master condivisi dai vari mixer connessi in cascata.

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