
Nato
nel 1985 come successore del Juno-60, dal quale ha ereditato
il motore di sintesi,
il Roland Juno-106 è un
synth analogico a
tastiera (61 tasti) con oscillatori controllati
in digitale, dal suono “pieno” e “caldo”.
L'interfaccia di controllo include numerosi slider,
ed è stato
uno dei primi synth a implementare lo standard
MIDI, includendo
pitch/mod
wheel, dumping delle patch e
programmazione tramite
Sysex. La polifonia
del synth è di 6 voci, e può memorizzare
fino a 128 patch.
La sezione di sintesi comprende un DCO con forma
d'onda pulse, triangular, PWM, noise e sub-oscillator. Dell'LFO con
forma d'onda triangolare è possibile
controllare il rate ed il delay, mentre i filtri
comprendono un passa alto e un passa basso con controllo
di frequenza, risonanza, modulazione di inviluppo tramite
LFO e keyfollow.
Sono presenti due inviluppi ADSR con
gate sia per il filtro, sia per il VCA,
e un chorus
stereofonico. Vista la semplicità dell’architettura
di sintesi e il totale controllo manuale dei parametri, il
Roland Juno-106 è senza alcun dubbio uno dei sintetizzatori
ideali per chi vuole cominciare ad entrare nel mondo della
sintesi sonora. Questo non va a discapito della timbrica,
ma è un’ulteriore elemento che lo ha affermato
come uno dei synth tra i più usati e diffusi al mondo.
Il Juno 106 è utilizzato da tantissimi artisti di
musica dance ed elettronica, tra cui: Apollo
440, Biosphere,
Chemical
Brothers, Depeche
Mode, William Ørbit, Uberzone,
Norman
Cook (Fatboy Slim), Autechre, BT, Vince
Clarke, Moby,
808 State, Underworld, Leftfield, Fluke, Josh
Wink, Todd
Terry, Eat
Static, The
Prodigy, Faithless,
Pet
Shop Boys,
Rabbit
in the Moon, Laurent
Garnier. Per
la lista artisti si ringrazia Vintagesynth.com.