di Simonazzi
Federico,
22/11/2004
Ogni
volta che clicchiamo su uno degli 8 tasti dedicati alle
parti, questo diventerà di colore azzurro per segnalare
la selezione della rispettiva parte, e di conseguenza avvertire
che le modifiche apportate nella sezione di editing soprastante
saranno ad essa applicate. Ad esempio, se seleziono la
parte 1, e mi trovo nella sezione “EDIT”, modificando
i parametri a disposizione in detta sezione intervengo
sul campione assegnato alla parte 1, e così via.
Il viaggio alla scoperta della zona “Footer” si
conclude con il display riportante il nome del campione
caricato, affiancato da un’icona raffigurante una
cartella che se premuta richiama il browser per la ricerca
e il caricamento dei campioni, e tre menù a tendina
che mi appresto a descrivervi. Il primo menù a tendina
dei tre è dedicato alla selezione della modalità MIDI
che può essere “Groove”, oppure “Slice”.
Nel primo caso troveremo mappati sulla tastiera i vari
pattern che compongono il groove, in stile Construction-Kit:
alla nota C3 corrisponde il groove completo, salendo nei
semitoni superiori troveremo invece le sequenze ritmiche
dei singoli suoni che lo compongono. Nel modo Slice, invece,
troveremo il nostro groove spezzettato in tanti campioni
one-shot mappati cromaticamente sulla tastiera in ordine
temporale a partire dalla nota C1. Il secondo menù a
tendina permette invece di impostare il modo di riproduzione
(trigger), che può essere condizionata al prossimo
sedicesimo, al prossimo quarto, oppure libera ed immediata
alla pressione della nota MIDI. La presenza di questa opzione
sarà di estrema utilità nell’uso live.
Ultimo menù è quello che appare cliccando
sull’icona raffigurante un floppy, nel quale potremo
aprire e salvare le multi e/o le parti, oltre che copiare
e incollare queste ultime, e attivare la funzione MIDI
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