di Simonazzi
Federico, 12/05/2005
Ottimizzare
gli HD per una PC D.A.W. più stabile...
Al giorno
d’oggi, gli HD hanno costi estremamente
contenuti, con prestazioni e capienze impensabili fino
a pochi anni fa, quando si prediligevano i sistemi SCSI
all’epoca più performanti, ma molto costosi
e poco capienti seppur molto espandibili. I
fattori determinanti le performance di un HD sono principalmente
due: la quantità di
dati trasferibili simultaneamente (Transfer rate: MB
per secondo) e la velocità di rotazione (RPM:
giri al minuto). Vi espongo subito due esempi per capire
a cosa queste caratteristiche si riferiscono. Se stiamo
registrando un progetto audio multitraccia la registrazione
diretta su HD (Hard Disk Recording) di tutte le tracce
in contemporanea richiederà un valore superiore
di “Transfer rate” rispetto alla registrazione
di una singola traccia. Se nel progetto vi sono poi altre
tracce che devono essere riprodotte in contemporanea
alla registrazione di altre, è naturale che la
capacità di trasferimento dovrà essere
ancor più elevata. Il dato espresso in MB è spesso
riportato nel nome dell’interfaccia utilizzata
dall’HD per la connessione al computer. Ad esempio,
ultra ATA 133 sta per un trasferimento di 133 MB al sec..
Il Serial ATA si attesta sui 150 MB per secondo, il SATA
II 300MB e l’ultimo Serial ATA III 600MB, mentre
lo SCSI offre allo stato attuale trasferimenti di 320MB.
Come sempre nel mondo del personal computer, ad un HD
capace di trasferire tot dati per secondo deve corrispondere
un controller capace dello stesso transfer rate, al fine
di evitare il classico e spiacevole collo di bottiglia,
o imbuto che dir si voglia. I dati sopraespressi sono
comunque teorici e molto raramente si riesce a raggiungere
le prestazioni riportate nel manuale, soprattutto quando
la tecnologia è agli albori. La velocità dell’HD è…
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