A
cura di: Federico Simonazzi
La
tastiera si divide in più tasti. Ogni tasto corrisponde
ad una nota. La distanza che separa ogni nota è detta
semitono, o intervallo di un semitono. Come
possiamo vedere ingrandendo l’immagine a corredo
con questo articolo, la tastiera ha dei tasti neri e dei
tasti bianchi: indipendentemente dal colore, la distanza
(intervallo) tra una singola nota e l'altra è detta
semitono. Detto
questo, per cominciare a conoscere nel dettaglio la correlazione
tra
lo strumento
e l’applicazione pratica possiamo cominciare dalle
scale, ossia da quelle successioni ascendenti o discendenti
di suoni. Prima di tutto va detto che il “nostro” sistema
temperato (nostro in quanto alla base della musica occidentale
dal 1600 ad oggi), suddivide un’ottava in 12 suoni
(note) ognuna intonata ad una determinata frequenza (in
acustica detta fondamentale). La frequenza di riferimento
per l’intonazione delle varie note ha sede nell’ottava
centrale (quarta ottava) è pari a 440Hz (440 cicli
o periodi al secondo) e corrisponde alla nota LA4 (A4 nella
notazione anglosassone). L’intervallo che intercorre
tra una nota e l’altra è il succitato “semitono”.
Le tastiere hanno più ottave, da un minimo di due
in su. I tasti neri sono dedicati alle cosiddette alterazioni:
# (diesis) quando la nota è suonata in successione
ad una più bassa (in scala verso l’alto),
b (bemolle) quando suonata in seguito ad una più alta
(in scala verso il basso). Attenzione però, anche
le note bianche possono avere funzione di alterazione,
ad esempio il bFA cade su un tasto bianco, ossia il MI,
il bDO sul tasto SI, e così via. Le cosiddette scale
si compongono grazie a determinati intervalli, ossia a…
|-CONTINUA>>>