INTRODUZIONE: DISTINZIONE TRA CONNESSIONI ANALOGICHE E DIGITALI
Al giorno d’oggi, quando si parla di collegamenti e connessioni in ambito audio, è d’obbligo specificare la differenza sostanziale tra quelle di tipo analogico e quelle digitali (dati). Come vedremo, nel mondo analogico possiamo incontrare lo stesso tipo di segnale (ad esempio, line) che sfrutta un cavo con connettori RCA, oppure Jack da ¼”, o Jack da 1/8” (miniJack). Restando sempre in ambito analogico, con un segnale “line”, spesso ci capiterà di dover usare un cavo che alle due estremità utilizza dei connettori differenti: ad esempio un RCA ad un capo e un Jack all’altro. In ambito digitale ciò non accadrà. Nel mondo digitale, infatti, ci troveremo di fronte a dei cosiddetti standard, ovvero a collegamenti che sfruttano determinate specifiche di codifica dei dati audio che richiedono, sia in uscita, sia in ingresso, lo stesso connettore e lo stesso standard. Detto questo, ora vi risulterà scontato che non potrete mai collegare un’uscita line analogica ad un ingresso digitale S/PDIF coassiale, pur se entrambe le connessioni sfruttano lo stesso connettore di tipo RCA.
CONNETTORI: TIPOLOGIE E IMPIEGO
IL CONNETTORE RCA
Detto anche “pin”, può essere maschio (cavi) o femmina (ingressi, uscite, o prolunghe), ed è disponibile in quattro colori differenti: rosso, bianco, nero e giallo. Il connettore rosso è di norma impiegato nel collegamento del canale destro nelle connessioni stereo di tipo line o phono. Per ricordarselo usate come riferimento le iniziali del colore “Rosso” e del canale destro in lingua inglese “Right”. Il bianco, o il nero (non fa nessuna differenza) vengono invece utilizzati per distinguere il canale sinistro (Left). L’RCA giallo lo si utilizza nelle connessioni video analogiche di tipo composito, oltre che nei collegamenti digitali S/PDIF coassiali, di cui parleremo di seguito. Quando i connettori RCA non sono interamente colorati, per distinguere i canali destro e sinistro vengono utilizzati dei cerchietti di gomma, oppure delle serigrafie che richiamino i colori su citati. Nel caso dovessimo distinguere il canale destro da quello sinistro in un collegamento stereo (L/R) che usa connettori RCA privi di colore o di segnali identificativi, potremmo svitare il connettore per verificare il colore del conduttore, che andremo poi ad usare come riferimento. Di norma, nei collegamenti stereo L/R il colore dei conduttori (cavo che porta il segnale) segue quanto detto sopra per i connettori. I connettori RCA inviano il segnale audio mediante lo spinotto sporgente e usano il corpo per la messa a terra (calza).
L’INGRESSO PHONO
Pur impiegando lo stesso tipo di connettore RCA, gli ingressi “Phono” presenti nei mixer da DJ e negli amplificatori si differenziano da quelli di tipo line (DAT, MiniDisc, CD-Player, Synth, schede audio, ecc.). Negli ingressi Phono è presente uno stadio di preamplificazione detto RIAA. Introdotta come standard nel 1954 dalla Recording Industry Association of America, oltre ad amplificare il volume del segnale trasdotto dalla puntina per portarlo al livello di linea, la preamplificazione RIAA compensa il taglio sulle basse frequenze e l’incremento nelle alte frequenze applicati ai brani in fase di incisione su disco in vinile. Collegando quindi un segnale line, per esempio un CD-Player, ad un ingresso Phono avremo un segnale distorto. Viceversa, collegando l’uscita Phono di un giradischi ad un ingresso line otteniamo un segnale basso di volume e carente nelle basse frequente. Nei giradischi professionali per DJ di ultima generazione possiamo incontrare sia uscite a livello di linea (line), sia uscite Phono, nonché uscite digitali, di solito S/PDIF coassiali, e vere e proprie schede audio integrate USB. In questi ultimi casi citati, il giradischi è dotato di un pre-amplificatore RIAA integrato (come il Numark TTX, ad esempio).
IL JACK DA UN QUARTO DI POLLICE (¼”)
Il Jack da ¼ di pollice (6,3 mm di diametro) è disponibile in due differenti formati, quello classico detto “mono” e identificabile dalla presenza di un solo anello, e quello TRS, volgarmente detto stereo, identificabile perché dotato di due anelli. Questi anelli servono per schermare i segnali. Sia nel Jack mono, sia nel TRS la punta del Jack invia il segnale audio, mentre il corpo del Jack serve per la messa a terra. Nel Jack TRS lo spazio tra i due anelli trasmette il secondo segnale audio.
TRS è l’acronimo di Tip Ring Shield. Tip, la punta del jack, è usata per l’invio del segnale positivo nelle connessioni bilanciate, per il canale sinistro nelle connessioni stereo, per l’uscita nelle connessioni Insert. Ring (spazio tra i due anelli di isolamento) è usato per il segnale negativo nelle connessioni bilanciate, il canale destro nelle connessioni stereo e per l’ingresso (ritorno) nelle connessioni Insert. Shield (schermo, parte superiore del Jack TRS) è usato per la messa a terra. Il Jack mono è usato per il collegamento di synth, chitarre, bassi, microfoni dinamici, ecc.. Il Jack TRS è invece impiegato nelle connessioni Insert, in quelle Stereo su un solo connettore (per le cuffie, ad esempio), oppure nelle connessioni mono bilanciate (vedi capitolo dedicato).
HI-Z O INSTRUMENT
“Hi” sta per high (alta), “z” per impedenza. Possiamo trovare queste connessioni tra gli ingressi di mixer, schede audio, amplificatori per chitarra e basso e DI-Box (Direct Inject Box). A questi ingressi (femmina) di tipo Jack mono da ¼” possiamo collegare strumenti musicali dotati di pick-up, come le chitarre e i bassi elettrici. Questa categoria di strumenti offre in uscita un segnale ad alta impedenza, la quale va di conseguenza adattata alla bassa impedenza degli ingressi di tipo line. Per questo motivo, se la nostra scheda audio non dispone di ingressi Hi-z, ma solo di ingressi line, dovremo dotarci di un D.I. Box., o di un preamplificatore dedicato. Nella foto l’ingresso Hi-z/Instrument del Millenia STT-1 Origin installato all’Alar’s Recording Studio.
IL MINI JACK O JACK DA 1/8”
Stesse caratteristiche viste per il Jack da 1/4”, solo che il connettore è di dimensioni inferiori. Nella versione “TRS” sui prodotti consumer viene impiegato prevalentemente nelle uscite per le cuffie ed è probabilmente uno dei più diffusi negli ultimi anni grazie ai computer portatili dove lo troviamo sia come ingresso, sia come uscita stereo. In più non dobbiamo dimenticarci tutti quei device come i lettori mp3, i telefonini, ma soprattutto iPod e iPad dove diventa fondamentale per poterli collegare agli impianti audio al fine di sfruttare le nuove applicazioni musicali che l’Apple Store propone. Per collegare le uscite del portatile o un iPod ad un mixer per DJ basterà quindi dotarsi di un cavo ad “Y” dove ad un capo abbiamo i due RCA (L e R) e all’altro il miniJack TRS.
L’XLR O CANNON
Esistono vari connettori di tipo XLR che si differenziano per la presenza di + o meno pin, ma in campo audio con XLR si identifica il più diffuso XLR3 (dotato di 3 contatti). Lo standard EIA (Electronic Industries Alliance) RS-297-A stabilisce l’uso dei tre pin dell’XLR nelle connessioni line bilanciate: il polo 1 è utilizzato per la massa (o calza), il 2 per il segnale positivo (+, o caldo) e il 3 per il segnale negativo (-, o freddo). Il connettore XLR è disponibile sia maschio (uscita), sia femmina (ingresso) ed è impiegato nei collegamenti analogici line bilanciati (amplificatori, diffusori, uscite dei mixer pro), negli ingressi microfonici per microfoni a condensatore (in questo caso il segnale audio è affiancato da un’alimentazione di 48v, detta Phantom) e nei collegamenti digitali AES/EBU (vedi capitolo dedicato). Curiosità, l’appellativo Cannon con il quale spesso questi connettori vengono identificati deriva dal nome dell’azienda che li produsse per prima. Il nome di questi connettori è un acronimo che sta per X, nome originale della serie del connettore nel catalogo Cannon, Latch, che segnala la presenza di un aggancio utile ad evitare scollegamenti accidentali, e Rubber per via della gomma di protezione che circonda i contatti.
SPEAKON
Questo tipo di connettori prodotti dalla Neutrik è usato in ambito professionale, soprattutto negli impianti di diffusione sonora per i live e nelle grandi installazioni, per il collegamento tra amplificatori e diffusori, ecc.. Il cavo può essere saldato oppure fissato mediante un vite ai vari poli del connettore. Lo Speakon è preferibile in queste situazioni perché garantisce una perfetta schermatura e nel collegamento deve essere inserito e leggermente ruotato fino al blocco che ne evita lo scollegamento involontario. All’Alar’s Recording Studio sono stati impiegati dei connettori Speakon per collegare le Genelec 1032A al loro amplificatore dato che, per consentire il montaggio a parete (flush mount) dei diffusori, l’amplificatore Genelec è stato collocato nei mobili a rack. Clicca per vedere le fasi di montaggio dello studio.
BANTAM
Connettore poco diffuso, di difficile reperibilità, che si può ancora trovare nelle patch bay degli studi di registrazione professionali. Similare come forma al Jack TRS (di cui ne condivide le caratteristiche: +, - e massa), ma di diametro inferiore. All’Alar’s Recording Studio i connettori Bantam sono impiegati nella patch bay principale, la Neutrik Easy Patch NPPA-TT-PT.
CONNETTORE D-SUB
Abbreviazione di D-Subminiature. Prodotto originariamente dalla ITT Cannon, questa tipologia di connettore è disponibile in vari formati. La lettera “D” identifica il tipo di connettore, mentre la lettera che la segue ne identifica il numero di pin: A=15 pin, B=25 pin, C=37 pin, D=50 pin. Tra i connettori più diffusi di questa famiglia vi sono il DB25, usato nelle connessioni RS232, e il DB15 impiegato nel collegamento dei monitor. Quando il codice identificativo del connettore è seguito da una “M”, significa che il connettore è maschio, se seguito da una “F” è invece femmina. Due esempi: DB25M è un connettore maschio a 25 pin, DA15F connettore 15 pin femmina. I connettori D-Sub sono impiegati in campo audio per i collegamenti digitali T-DIF e nei cavi DIGISNAKE utili nel collegamento tra periferiche audio hardware nei sistemi Digidesign. All’Alar’s Recording Studio sono state impiegate fruste DIGISNAKE con connettori DB25 per collegare gli ingressi delle periferiche di I/O DIGIDESIGN 192 e 96 I/O alle patch-bay, e le uscite al controller DigiDesign Control 24.
ADATTATORI & ADATTAMENTI
Come detto nell’introduzione a questo articolo, in campo analogico non vi sono particolari limiti nell’uso di adattatori o di cavi che impiegano differenti connettori alle due estremità. L’unica cosa alla quale occorre fare attenzione è la polarità. Ad esempio, se dobbiamo realizzare un cavo con un RCA, o un Jack mono da un capo e un XLR dall’altro, dobbiamo tenere presente che il conduttore saldato nell’RCA o nel Jack dovrà essere saldato sul polo n°2 dell’XLR. La massa o calza sul polo 1 dell’XLR. Se dobbiamo realizzare un cavo bilanciato da XLR a Jack TRS seguiamo alla lettera quanto scritto in precedenza per questi connettori e usiamo come riferimento le foto a corredo dell’articolo per rispettare le polarità in entrambi. Invertire la polarità in un cavo bilanciato significa ottenere un segnale invertito di fase. Ad esempio, se abbiamo effettuato un collegamento stereo bilanciato sbagliando la polarità in uno dei due cavi/connettori (L o R), otterremo un segnale stereo sfasato, riconoscibile all’ascolto perché si fatica a comprendere la provenienza dei suoni e il loro collocamento nello spazio stereo. In più, ascoltando questo segnale stereo in mono (per verificare la mono compatibilità fondamentale per produzioni audio destinate alla programmazione radio/televisiva e telefonica) percepiremo un annullamento di molte frequenze, in particolare di quelle basse.
I CORSI TENUTI DA FEDERICO SIMONAZZI ALL’ALAR’S RECORDING STUDIO
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