MUOVERE I PRIMI PASSI NELLA COMPUTER MUSIC: LA POSTAZIONE

MUOVERE I PRIMI PASSI NELLA COMPUTER MUSIC: LA POSTAZIONE

Al giorno d’oggi con investimenti contenuti è possibile realizzare uno studio di registrazione “casalingo”, cosiddetto in gergo “home studio”. Il cuore del nostro studio sarà il computer, Apple, con sistema operativo MacOS, o PC con Windows. La definizione tra addetti ai lavori che viene data ad una piattaforma computer based per la produzione e registrazione musicale è quella di D.A.W.: Digital Audio Workstation. Per completare un discreto e funzionale home studio servono alcuni elementi essenziali: un software per la registrazione e produzione musicale, una scheda audio e una tastiera USB/MIDI. Elementi aggiuntivi a completamento e/o estensione della postazione possono essere uno o più microfoni, a seconda delle esigenze, una coppia di casse monitor, superfici di controllo MIDI e/o plug-in da integrare nel software principale, librerie di sample ed eventuali hardware esterni. L'articolo è aggiornato a Luglio 2017.

IL COMPUTER: CUORE DELLO STUDIO
Una delle domande che spesso ci si pone prima di allestire uno studio di registrazione, o una postazione musicale computer based è la classica: Mac, o PC? Con l’implementazione dei processori Intel, la piattaforma Apple dal punto di vista hardware è divenuta a tutti gli effetti un PC. Certo, un PC ben configurato… I computer Apple hanno infatti come punto di forza la standardizzazione dei componenti che li costituiscono. Questo consente di evitare spiacevoli problematiche legate ad incompatibilità hardware, che invece si verificano spesso in ambiente PC, specie nei portatili o negli assemblati di fascia bassa. Nell’allestimento di una postazione computer based desktop (fisso) PC/Windows dovremo  selezionare solo componenti di qualità, o meglio ancora rivolgerci a centri, o negozi specializzati per le applicazioni musicali, audio e video. Per quanto riguarda invece i PC portatili per produrre musica, questi devono disporre innanzi tutto di una scheda video dotata di RAM propria NON condivisa, Hard Disk da 7200 giri (spesso nei portatili i dischi viaggiano a 5400) o memorie di massa a stato solido, almeno 4GB di RAM (consigliati 8GB, 16GB il TOP; espandetela subito al massimo se potete), CPU Intel Core, meglio se i7 e il giusto numero e tipologie di porte per il collegamento di hardware esterno in base alle vostre esigenze (USB, Firewire, Thunderbolt, ecc.). Come potete vedere la componentistica elencata è molto simile a quella installata in un Mac. Purtroppo sarebbe inutile citare componenti specifici, marche, o modelli, in quanto il mercato si evolve velocemente e in pochi mesi i prodotti citati diverrebbero già obsoleti. La scheda madre del nostro computer deve fornirci un adeguato numero di porte di differenti tipologie, che serviranno a collegare le periferiche esterne: dall'interfaccia audio ai MIDI controller, dalle schede acceleratrici alle interfacce MIDI, etc.. A proposito vi invito a consultare questi miei articoli dedicati ai vari standard di collegamento: USB (clicca qui), Thunderbolt (clicca qui), e l'ormai abbandonato Firewire (clicca qui). Per quanto riguarda invece le memorie di massa Hard Disk e Solid State Drive vi suggerisco di consultare il mio articolo "Hard Disk Tips: Configurare il computer per fare musica" (clicca qui). Il computer è il fulcro del nostro studio di registrazione e non dobbiamo quindi lesinare in fase di acquisto, aspettiamo piuttosto qualche mese in più per raccimolare la somma che ci permetterà di acquistarne uno adeguato, senza scendere a compromessi. Quanto sto per scrivere sembrerà scontato a molti di voi che mi stanno leggendo, ma siccome sono numerosi gli utenti abituati ad utilizzare il computer per altre applicazioni che non richiedono notevoli risorse come invece accade nel mondo della produzione musicale, devo sottolineare l'importanza di spegnere il computer al termine di ogni sessione di lavoro, quindi scegliere "Spegni" e NON "Stop" o "Stand-by". Altro suggerimento che mi sento di darvi specie per le registrazioni multitraccia, nell'impiego live o in qualsiasi altra applicazione che necessiti di massima stabilità, è di utilizzare il portatile connesso alla corrente. Per i computer fissi (desktop) consiglio di dotarsi di uno stabilizzatore fornito anche di un piccolo gruppo di continuità (clicca qui per un elenco di quelli in vendita su Amazon) che ci permetta di salvare il lavoro qualora venisse a mancare la corrente. 

IL SISTEMA OPERATIVO
Per ciò che concerne il sistema operativo, MacOS è senza alcun dubbio molto più snello, meno macchinoso, con un punto di forza fondamentale rispetto Microsoft Windows: la possibilità di passare a sistemi operativi più recenti senza dover obbligatoriamente ripartire da zero, ossia aggiornando semplicemente i software installati (OS, programmi, plug-in, ecc.) e i driver dell’hardware. Windows obbliga invece alla completa re-installazione da zero ad ogni upgrade di OS. In più, Windows, nonostante sia notevolmente migliorato negli ultimi anni, raggiungendo un ottimo grado di stabilità/prestazioni dalla versione “7” in poi anche con le impostazioni di default, richiede sempre e comunque un intervento diretto dell’utente nelle fasi di configurazione e ottimizzazione del sistema. In generale, dovete considerare che per una postazione DAW destinata alla produzione musicale o ai Live Set bisogna attivarsi sin da subito disattivando il risparmio energetico, al fine di ottimizzare le prestazioni ed evitare, ad esempio, che le porte USB e le memorie di massa (HD e SSD) vadano in stand-by. Dovrete altresì procedere alla disattivazione di tutte quelle funzioni superflue per il nostro scopo, che potrebbero introdurre problemi o artefatti (drop-out, glitch, etc.): dai software che operano in background (Dropbox, Skype, Messenger, Facebook e Antivirus) agli screensaver, così come il Bluetooth, AirPort, WiFi e LAN se non indispensabili. Quello che va evitato in una postazione professionale è la corsa al costante upgrade del sistema operativo. Prima di passare ad una versione più recente dell'OS assicuratevi che gli hardware e tutti gli applicativi software da voi utiilizzati siano effetivamente compatibili con la versione che andrete ad installare. 

I SOFTWARE DAW
Elemento essenziale in una postazione per produrre musica al computer è il software DAW, una volta chiamato Sequencer, in quanto limitato alla sola registrazione, composizione ed editing di eventi MIDI, oggi vero e proprio studio di registrazione virtuale completo di registrazione ed editing multitraccia audio e MIDI, mixer con estese funzionalità di routing, strumenti virtuali (virtual instrument) ed effetti integrati (detti in gergo "Stock" plug-in) o integrabili mediante i cosiddetti plug-in (VST, VSTi, AU, o AAX per Pro Tools) di terze parti. In commercio ve ne sono numerosi i tre più "noti" Ableton Live Steinberg Cubase, Apple Logic Pro (solo per MacOS), da Avid Pro Tools a Presonus Studio OneCakewalk Sonar (solo per Windows), Bitwig Studio (gira anche su Linux oltre che su Mac e Windows), i "popolari" FL Studio della Image Line e Reaper della Cockos Inc., e l'entry level Apple Garage Band. Vi sono poi nuovi applicativi che stanno sempre più evolvendo verso sistemi DAW, come l'AKAI PROFESSIONAL MPC SOFTWARE (clicca qui), Propellerheads Reason (PC e MacOS) e il recente Korg Gadget (solo per MacOS). Come freeware vi segnalo invece Ardour per Windows, MacOS e Linux. Le differenze tra un software e l'altro sono ormai minime, pertanto non voglio condizionarvi; scaricatevi una versione dimostrativa e quindi procedete alla prova e alla selezione di quello che troverete più adeguato alle vostre esigenze, verificando le differenze tra le varie versioni in cui viene proposto. Con computer potenti è possibile gestire interamente tutto il workflow della nostra produzione musicale all'interno del software DAW, quindi tutte le fasi dalla registrazione e composizione al mixaggio e mastering. 

PLUG-IN E VIRTUAL INSTRUMENT
Con plug-in si intende un applicativo software che si apre all’interno di un altro software detto “host”. Nell’ambito della produzione musicale i plug-in si suddividono in due famiglie: effetti e virtual instrument. Tramite plug-in potremo espandere la nostra postazione di produzione musicale con ulteriori strumenti e processori virtuali. Per capire se il nostro software DAW è compatibile con un determinato plug-in dobbiamo verificare lo standard per il quale quest’ultimo è sviluppato e se lo stesso standard è contemplato dall’host. I formati attualmente più diffusi sono: VST o VSTi per gli strumenti virtuali (Virtual Studio Technology; Windows e MacOS), AU (Audio Units, un’architettura per MacOS), AAX (Avid Audio eXtension; Windows e MacOS). Consultate le specifiche del vostro software DAW per ulteriori informazioni in merito all’architettura plug-in supportata. Steinberg Cubase supporta sia in ambiente Windows che in ambiente MacOS l’architettura VST/i in quanto l’azienda produttrice del software è anche la sviluppatrice del formato. Studio One Professional e Ableton Live sui sistemi operativi Windows supportano VST/i, idem in ambiente MacOS dove sono altresì supportati i plug-in AU; non ci sono particolari differenze tra l’uso di un VST e di un AU in Ableton Live, la più evidente è che aprendo un plug-in VST nel modulo dell’effetto o dello strumento virtuale avremo accesso alla lista preset dall’apposito menù a tendina, cosa che non accade invece nelle versioni Audio Unit. Logic Pro X supporta esclusivamente il formato Audio Unit in quanto sviluppato dalla Apple per MacOS. Avid Pro Tools supporta invece il formato AAX sviluppato dalla stessa Avid. FLStudio supporta il formato VST/i. Di ciascun plug-in possiamo caricare più istanze, compatibilmente con le risorse disponibili nel nostro computer. Per “istanza” si intende ogni volta che apriamo un singolo plug-in, ad esempio, se apro ReFX Nexus su due tracce del mio progetto, avrò due istanze del plug-in. Esistono poi i plug-in DSP based, cioè quei plug-in utilizzabili nello stesso modo in cui si utilizzano i plug-in “nativi”, solamente che anziché pesare sulla CPU del computer si appoggeranno alla potenza di calcolo di appositi DSP integrati in interfacce audio, o schede acceleratrici di cui vi parlo in un capitolo dedicato. Per capire la distribuzione del peso dei plug-in sulle risorse del nostro computer, possiamo generalizzare dicendo che tutti gli effetti peseranno sulla CPU del computer, mentre per gli strumenti virtuali oltre alla CPU giocheranno un ruolo importante la RAM (specie per i Rompler) e l’Hard Disk o SSD, questi ultimi sfruttati in particolar modo dai campionatori virtuali o strumenti wave-table based con samples dimensioni importanti che sfruttano lo streaming da disco.

Pochi ma buoni e mirati, questo è quello che mi sento di consigliare specie a chi muove i primi passi nella produzione musicale al computer, e, soprattutto, non credete ai plug-in “risolutori”. Un plug-in, sia esso di effettistica o un virtual instrument è uno strumento che in quanto tale bisogna saper utilizzare. In più, ogni sua applicazione va contestualizzata e deve avere un suo perché. In sostanza, non dobbiamo pensare che visto che i computer attuali ci consentono di caricare decine e decine di equalizzatori, compressori e via dicendo, siamo per forza obbligati a caricarli. Nell’80% di progetti che mi vengono sottoposti o che mi arrivano da altri per preventivi, o lavori di ottimizzazione, circa il 60% dei plug-in caricati non solo sono inutili, ad esempio compressori dove la soglia non viene mai superata o eq nei quali si enfatizzano frequenze inesistenti sul materiale processato, la maggior parte è addirittura controproducente: bande di eq con campanature strettissime, o ampissime, oppure shelving con gain spinto al massimo, oppure decine di riverberi caricati in insert diretto sulle tracce. Il tutto spesso scusato con un “ma ho visto un tutorial che diceva che…”. Ecco, come accenavo dobbiamo contestualizzare, cioè valutare il segnale originale della traccia e il suo inserimento nel mix prima di procedere. Partendo poi dal presupposto che utilizzando librerie di sample o i preset nei virtual instrument “commerciali” che sono già processati, spesso in modo quasi eccessivo per piacervi al primo ascolto, l’ulteriore applicazione di effettistica potrebbe dar vita al cosiddetto “overprocessing” da evitare come la peste, specie se lavoriamo su materiale che necessita di “realtà”, come strumenti veri, acustici. Per quanto riguarda i virtual instrument, invece, averne troppi ci porta spesso a perdere molto tempo nella ricerca di quello adeguato, per questo vi suggerisco di studiarveli bene uno ad uno, oltre che appuntarvi per le varie categorie di suoni quei preset che vi possono tornare utili più spesso come punto di partenza per la generazione del vostro suono.  

SAMPLES, ONE-SHOT & LOOP
Una buona dotazione di sample audio (loop e one-shot) non guasta, in particolare per quanto riguarda la composizione della parte ritmica o l'effettistica sonora (sound FX, upriser, downriser, etc.) dei nostri progetti musicali. Per i generi elettronici un portale di riferimento dove acquistare librerie di campioni è senza dubbio LoopMasters (clicca qui), per quanto riguarda invece le batterie acustiche e altri strumenti "veri" suonati consiglio https://www.thelooploft.com. In questi portali è possibile ascoltare, ricercandoli per genere, tipologia e altri filtri di ricerca dei demo dei contenuti che si andranno acquistare. Ottimo il sistema adottato da Noiiz di cui vi parlo dettagliatamente in un articolo e in un video che potete consultare cliccando qui. Si tratta di un portale che offre abbonamenti, in particolare segnalo l'ottimo annuale "Unlimited" a 99$, che vi consentirà di consultare sia via web, sia da un plug-in caricabile direttamente nel vostro software DAW, che si sincronizzerà alla velocità in BPM del progetto, tutti i contenuti (loop, one-shot, preset) disponibili per poi caricarli direttamente nel vostro progetto. Il tutto Royalty-free, cioè utilizzabile liberamente anche in produzioni commerciali senza restrizioni. Ecco una cosa importante, quando acquistate delle librerie di suoni dovete accertarvi, leggendo le caratteristiche e l'eventuale documentazione allegata, che si tratti di materiale poi utilizzabile senza restrinzioni. 

4 ESEMPI DI POSTAZIONE
In collaborazione con EKO MUSIC GROUP S.P.A., in questo capitolo vi illustrerò 4 differenti postazioni dall’entry level al pro, giusto per darvi un’idea  - computer e software a parte - di come sia possibile allestire senza particolari problemi di budget uno studio di registrazione home, project, o pro. Si tratta di riferimenti di massima, giusto per indirizzarvi nella realizzazione della vostra postazione di registrazione e produzione musicale basata su computer. Potrete eventualmente approfondire l’argomento leggendo i vari articoli della sezione “Tips & Tricks” all’interno dell’aera “Music & Tech” di questo sito. Negli esempi a seguire non citerò i software, ai quali è dedicato un articolo a parte. Basti sapere che in dotazione con le schede audio o le tastiere MIDI/USB di fascia medio/bassa vengono fornite in dotazione delle versioni LE di software come Ableton Live, Steinberg Cubase, ecc. Queste, pur essendo notevolmente limitate, consentono comunque di muovere i primi passi per capire il programma, per effettuare le prime registrazioni audio; oppure, se integrate con librerie di samples e virtual instrument di terze parti (non in dotazione) possono rappresentare una buona base di partenza per la produzione di brani al computer. Sicuramente il punto di forza delle versioni LE è che ci permettono di acquistare direttamente on-line sul sito del produttore la versione completa del software a prezzi spesso molto scontati.

ENTRY LEVEL: 300/500 Euro

computer-music-postazione-entry-level-800Una postazione conveniente per muovere i primi passi potrebbe essere rappresentata da un’interfaccia Alesis I/O 2 Express (circa 100 euro), una tastiera con controlli Alesis QX49 (circa 150 Euro) e una coppia di casse amplificate Alesis M1Active 520. Questa postazione si aggirerà sui 500 Euro di spesa, e nel caso volessimo anche registrare da microfono potremmo andare ad aggiungere un Fidelity BM700 (circa 100 Euro). Per completare possiamo aggiungere 3 cavi: due Jack per collegare le casse e un XLR per il microfono. Un ulteriore risparmio di circa 200 Euro lo si potrebbe ottenere sostituendo la tastiera con una Alesis Q49 (versione senza controlli, risparmio di circa 50 Euro) e le casse con delle M1 Active 320, o delle AKAI PRO RPM3, o RPM500. Se volessimo risparmiare ulteriormente, lo si potrebbe fare passando a tastiere USB/MIDI dalle dimensioni più contenute, come la Korg microKey, l’AKAI PRO LPK25, o il nanoKey sempre della Korg.

 

LIVELLO MEDIO, OTTIMO PER I PRODUCER HIP-HOP E DANCE: CIRCA 1000 EURO

computer-music-postazione-livello-medio-800

Saliamo di qualità e funzioni, e quindi anche di prezzo. Una scheda audio AKAI PRO EIE PRO (solo per chi usa MacOS), EIE (per chi usa PC/Windows e Apple/McOS) una tastiera AKAI PRO MPK249 e delle casse amplificate da studio Akai Professional RPM500. Questo terzetto ci porta ad una spesa di circa 1000 Euro e rappresenta una soluzione ottimale per la registrazione e produzione musicale. Come microfoni per la registrazione potrete optare per un Fidelity BM700, un Fidelity S-1007. Per completezza d’informazione, vi segnalo che entrambi questi microfoni sono a condensatore, il primo con pattern cardioide, il secondo variabile  (cardioide, omnidirezionale, o figura 8). Nell’articolo dedicato ai microfoni vengono spiegate queste differenze.

 

LIVELLO MEDIO (2a OPZIONE) PER DJ & PRODUCER: CIRCA 1300 Euro (casse escl.)

akai-professional-mpc-renaissance-max49MPC Renaissance rappresenta l’evoluzione della famosa serie di Music Production Center della AKAI Professional, impiegata in numerose produzioni musicali di successo. Si tratta di un MIDI Controller con scheda audio integrata con cui viene fornito un software dedicato ricco di campioni e strumenti virtuali in dotazione. Questo software fornito in dotazione funziona sia in stand-alone, ovvero in modo indipendente sui computer Mac e PC, oppure è utilizzabile - grazie alla compatibilità VST e Audio Unit - come plug-in all’interno delle DAW più diffuse in ambito di produzione musicale: Ableton Live, Cubase, Pro Tools, Logic, ecc.. Installati i driver e collegata via USB la MPC Renaissance al nostro computer potremo disporre di unascheda audio con 4 ingressi e 4 uscite analogiche (Jack da ¼”), oltre che di un’interfaccia MIDI (2 In e 4 Out su connettori DIN standard) per il collegamento di apparecchiature hardware esterne (sintetizzatori, drum machine, ecc..). I 4 ingressi si suddividono in due di tipo Mic/Line su connettori combo (XLR e Jack), con alimentazione phantom attivabile nel caso dovessimo utilizzare dei microfoni a condensatore, e in altrettanti su connettori RCA pin (L/R) per il collegamento di sorgenti line, o phono. In più, l’hub USB integrato ci consente di collegare direttamente alla MPC Renaissance eventuali altri MIDI controller, come ad esempio la tastiera/superficie di controllo Akai Professional MAX49. Per quanto riguarda casse e microfoni utilizzate come riferimento  quanto suggerito nelle altre postazioni.

LIVELLO ALTO: STUDIO DI REGISTRAZIONE PRO MULTI-TRACCIA

POSTAZIONE ALTO LIVELLO CON UNIVERSAL AUDIO APOLLO E FOCAL CMS65Una postazione professionale potrebbe essere composta da una tastiera AKAI PRO MPK261, un’interfaccia audio Universal Audio Apollo, un microfono  Fidelity S-1007 e una coppia di casse Focal CMS65. Qui la cifra totale si aggira intorno 4/5000 Euro, ma ci troviamo di fronte ad una postazione multi-traccia importante, di alto livello, dove l’interfaccia audio non solo si occupa della registrazione con i suoi ingressi ed uscite, ma funge anche da processore di segnale per i rinomati plug-in UAD. Ciò significa che potremo applicare dei plug-in di alta qualità sia in fase di registrazione sia in fase di produzione, senza che questi vadano a pesare sulla CPU del computer, la quale sarà libera per altre operazioni di calcolo, per altri plug-in “nativi”. Per ulteriori informazioni su Apollo leggi questo nostro articolo: clicca qui.

FOCUSRITE: LEADER NELLE INTERFACCE AUDIO

focusrite-chrisFocusrite è un’azienda che progetta e produce apparecchiature audio dal 1985, anno in cui venne fondata da Rupert Neve, il quale, su richiesta del pluripremiato compositore/fonico/produttore George Henry Martin (Beatles e tanti altri…), si trovò a dover espandere una console di mixaggio Neve per gli Air Studios. Da questa commissione presero vita gli storici moduli ISA (Input Signal Amplifier), poi implementati nei vari canali del mixer Focusrite Forte (1988), da cui deriva il logo delle due “ff”. Nel 1989 Phil Dudderidge acquista l’azienda, proseguendo nella produzione di prodotti per gli studi di registrazione professionali seguendo l’evoluzione del mercato audio. Oggi Focusrite è leader mondiale nella commercializzazione di interfacce audio per la computer music e ha esteso la produzione anche verso l’universo “prosumer” con le interfacce per device iOS. Due sono le famiglie di interfacce audio nel catalogo Focusrite, quella USB denominata Scarlett e quella Firewire (Thunderbolt compatibile) che porta il nome di Saffire Pro. Vi è poi la serie di interfacce Rednet collegabili via Ethernet basata sul protocollo Dante (clicca qui per informazioni su Focusrite RedNet). Le interfacce prodotte dalla Focusrite offrono varie configurazioni di I/O analogici e digitali, per tutte le esigenze e disponibilità economiche, che si contraddistinguono per la buona conversione A/D-D/A, e, considerato il prezzo, per la presenza di ottimi preamplificatori. Clicca qui per conoscere nel dettaglio dotazioni e funzioni delle interfacce audio by Focusrite.

Sito web Focusrite: clicca qui
Guarda un video che narra la storia Focusrite: clicca qui
Distributore Italiano: http://www.ekomusicgroup.com/focusrite   

CONCLUSIONI
Questo articolo, che viene costantemente aggiornato, ha il solo scopo di informarvi su possibili soluzioni adottabili per allestire una postazione dedicata alla registrazione e produzione musicale basata su computer. Per far comprendere a chi sta muovendo i primi passi, o vuole espandere il proprio studio di registrazione, home o project che sia, che esistono varie possibilità. Un punto di partenza per una guida che comprende altri articoli linkati a seguire, che si addentrano più nei dettagli dei vari componenti utili alla creazione di uno studio di registrazione moderno. Se hai trovato utile questo articolo ricordati di condividerlo sui social, e se hai dubbi o domande non esitare a scriverli nel box commenti sottostante.

 

SE VUOI APPROFONDIRE PUOI LEGGERE ALTRI ARTICOLI
Hard Disk Tips: array di HD o SSD per  computer music & DJing 
Connessioni, connettori, cavi e collegamenti
Gli standard di collegamento: USB, FIREWIRE, THUNDERBOLT

Pubblicato in: Tutorial, Tips & Tricks

3 commenti

  • Jerry

    inviato da Jerry

    Mercoledì, 24 Aprile 2013 16:41

    Ciao,

    innanzi tutto complimenti per il sito!

    Scusate se faccio una domanda stupida,ma sono "novello" in produzioni musicali ed ho bisogno del vostro aiuto!!

    Da 5 anni circa, utilizzo il "TRAKTOR" (vinil control) per i set nei locali......da poco mi sono avvicinato alle produzioni musicali (Logic) e volevo sapere se come scheda audio esterna potevo utilizzare la scheda "NATIVE INSTRUMENTS" AUDIO8DJ.

    Nel caso si possa fare,mi risparmierei l'acquisto di un'ulteriore scheda audio.

    Il mio problema è che dopo aver configurato la scheda audio a Logic, non sono capace di fare i collegamenti con gli RCA.........OUTPUT?????? INPUT?????

    Devo passare da un mixer ,oppure devo andare direttamente ai monitor??

    So che per voi possono sembrare domande stupide,ma ho bisogno di voi!

    Grazie per l'attenzione

    Jerry

    Rapporto
  • Maryann Murphy

    inviato da Maryann Murphy

    Martedì, 25 Settembre 2012 04:09

    Wow, amazing blog layout! How long have you ever been blogging for? you made blogging look easy. The full glance of your web site is excellent, as neatly as the content!

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    Rapporto

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