A
cura di: Federico
Simonazzi
...primi
modelli dedicati alle applicazioni musicali. Nel 1971,
il Vocoder si fa conoscere al grande pubblico grazie alla
compositrice Wendy
Carlos (precedentemente conosciuta come Walter Carlos,
in quanto transessuale), che sotto l’invito
di Kubrik realizza la colonna sonora di Arancia Meccanica
(“A Clockwork Orange”). Prima traccia del CD è “Timesteps”,
nella quale la Carlos sperimenta per la prima volta il
Vocoder, strumento che la compositrice ebbe l’opportunità di
provare di persona presso la NY World's Fair nel 1964-65,
in seguito a varie letture sulle riviste tecniche. Proprio
per questa particolare produzione la Carlos chiede la consulenza
del grande Robert (a.k.a. Bob) Moog (23 Maggio, 1934 -
21 Agosto, 2005) ed insieme danno vita al primo Vocoder
prettamente musicale, chiamato originariamente “Spectrum
encoder-decoder”. Si trattava di un Vocoder a 10
bande basato sul principio originario inventato dal Prof.
Homer Dudley. La compositrice e Moog impiegarono come sorgente
carrier il synth Moog Modular, come modulatore un microfono.
Il Vocoder nella musica Pop
Alla
fine degli anni 60 è la band di San Francisco Sly & The
Family Stone a realizzare l’album “Stand”,
dove il Vocoder viene impiegato nei brani “Don't Call
Me Nigger, Whitey” e “Sex Machine”. Dal 1970
in poi, tra gli artisti che resero famoso questo strumento
in campo musicale vi furono i Kraftwerk
("The Robots"),
Herbie
Hancock con l’album “Feets Don't Fail me
now”, Alan
Parsons Project (ottimo uso del Vocoder in “The
Raven”), Buggles
(“Video killed the radio star”),
Styx
(storica la frase “Domo Arigato” nella song “Mr
Roboto”)...
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