AKAI PROFESSIONAL FORCE - RECENSIONE E TUTORIAL

Akai Professional Force Video tutorial e recensione: Ableton Live senza computer

Dieci anni fa, Akai Professional diede una svolta epocale alle performance live presentando il MIDI USB controller APC40 (Ableton Performance Controller) ottimizzato per una perfetta interazione con la finestra Session di Ableton Live (clicca per info), consentendo grazie ad una matrice di pad la registrazione, il lancio delle clip e tramite fader e potenziometri rotativi una gestione semplificata e immediata del mixer e degli effetti del noto software dell’azienda tedesca. Nel 2012, la AKAI Professional si occupò della progettazione del primo controller hardware PUSH (clicca qui per l’articolo dell’epoca) commercializzato nel mondo dalla Ableton. Al Musikmesse 2014 vennero poi presentati al mercato i MIDI USB controller APC40 MKII, APCKey e APCmini (clicca qui per info). Al Winter NAMM 2019, Akai Professional, brand di proprietà del gruppo Americano InMusic, ha presentato FORCE uno strumento indipendente dal computer, basato sul motore hardware/software sviluppato e prodotto dall’azienda stessa per rispondere alle numerose richieste di libertà di utilizzo e di indipendenza dal computer, già noto nel settore perché impiegato nella serie di MPC standalone di cui fanno parte le MPC LiveMPC X e MPC One (clicca qui per info). 

VIDEO TRASMESSO IN DIRETTA DAL NAMM SHOW
 

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Sito web produttorehttp://www.akaipro.com
Distributore Italianohttps://www.algameko.com

È stata davvero dura non condividere con voi l’entusiasmo che mi ha coinvolto durante il mio primo approccio con questo strumento avuto durante un incontro nel novembre 2018 nelle campagne a sud di Londra. Akai Professional Force riassume in un unico strumento quanto attualmente i live performer di qualsivoglia estrazione necessitino. Dall’indipendenza dal computer al campionamento e looping in tempo reale, integrazione di sorgenti audio e strumenti MIDI e CV esterni nelle performance, sintetizzatori virtuali, supporto delle librerie di suoni AKAI (drum kit e Keygroup), effettistica, editing e mixaggio avanzato. Lo strumento si basa sull’ormai rodato, completo, aggiornabile ed espandibile motore hardware e software sviluppato dalla AKAI Professional per le MPC standalone Live e X, il quale garantisce l’indipendenza totale dal computer, pur essendo utilizzabile all’occorrenza in modalità controller per una perfetta integrazione della matrice di pad e del display multi-touch con il software Live della tedesca Ableton come avremo modo di scoprire in questa mia recensione dettagliata. Force basa la sua potenza di calcolo su un processore quad-core ARM Cortex A17 da 1.8 GHz, dispone di 2GB di RAM, monta una scheda di memoria SD interna da 16GB, di cui 10GB sono impegnati dalla libreria di suoni in dotazione e poco più di 2 allocati al sistema operativo, circa 4 i GB disponibili per salvare suoni, preset e progetti. Per il salvataggio dei progetti, dei campioni o tracce audio vi consiglio vivamente di utilizzare le memorie di massa di cui vi parlerò nel capitolo seguente, onde evitare la saturazione dell’SD integrata, quindi possibili instabilità dovute all’esaurimento dello spazio asegnabile al sistema e al progetto corrente. Per quanto riguarda la RAM 1,4GB sono riservati al sistema operativo, mentre 600MB sono disponibili per garantire il caricamento all’interno di un progetto di Force di circa 1 ora di materiale audio, di cui 20 minuti circa registrabili. 

VIDEO TUTORIAL AKAI PRO FORCE
I MODI NOTE E USO DI MIDI CONTROLLER ESTERNI

Con questo video ho risposto a circa una ventina di domande che mi avete posto relativamente alla struttura del Force
Dai tipi di traccia a come suonare quelle “melodiche” e spero di avervi tolto tutti i dubbi in merito ai modi NOTE
Con AKAI Professional Force possiamo suonare tracce e/o registrare sulle clip
delle tracce Key Group, Plug-in, MIDI e CV sia dalla matrice di PAD, sia da una tastiera MIDI esterna.  

L’HARDWARE DELL’AKAI PROFESSIONAL FORCE
Lo strumento pesa circa 4KG e ha un ingombro di 35cm di larghezza, è profondo 38,9cm per un’altezza di 72,5mm. Il display retroilluminato a LED multi-touch a colori è da 7” (15x9,3cm). La matrice di pad, configurabile in vari modi come vedremo nei vari capitoli di questa mia recensione, si compone di 64 pad sensibili alla velocity e alla pressione, tutti retroilluminati RGB. 8 sono gli encoder rotativi a 360° sensibili al tatto su ognuno dei quali troviamo posizionato un display OLED che ci informa sul parametro controllabile e il suo valore. Nell’angolo in alto a destra sulla plancia è presente un ampio encoder a 360° per la navigazione all’interno del display e per la selezione tramite pressione. 56 sono in totale i vari pulsanti funzione, anch’essi tutti retroilluminati. Force si alimenta da corrente con l’alimentatore da 19V incluso in dotazione (lo stesso delle MPC Live e MPC X). La porta Ethernet “LINK” permette di collegare il Force ad una rete o ad un hub di rete tramite un classico cavo con connettori RJ45 per connettersi ad Internet, ad esempio per accedere al proprio account Splice.com direttamente dello strumento, oppure per collegarsi direttamente al computer per usufruire della modalità controller per il software Ableton Live. La connessione di rete è fattibile anche senza cavo, dato che nello strumento è integrato un chip WI-FI per espletare le medesime funzioni illustrate in precedenza per la porta “LINK”. In entrambe le connessioni di rete è possibile sincronizzarci al software Ableton Live o ad altri software o app in uso su device connessi alla stessa rete sfruttando lo standard Ableton LINK (clicca qui per ulteriori info). Diciamo che il collegamento via cavo è consigliato quando ci troviamo in situazioni in cui la rete wireless potrebbe essere soggetta a variabili per noi incontrollabili, ergo instabilità della rete stessa. Per quanto riguarda il collegamento wireless, Force (come le sorelle MPC Live e MPC X) integra un chip Bluetooth che permette l’interconnessione con controller MIDI che supportano lo standard di collegamento senza cavo MIDI Bluetooth LE (BLE).

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Oltre a quanto vi ho citato nel capitolo precedente riguardo a CPU, memoria RAM e SD integrata, nel pannello posteriore dell’AKAI PRO FORCE troviamo due porte USB di tipo “A” che consentono il collegamento e l’alimentazione diretta di MIDI Controller esterni e/o di pennette USB per importazione/esportazione/salvataggio dei nostri progetti, suoni, preset e samples, e per l’aggiornamento del sistema operativo. Sul pannello frontale è presente uno slot compatibile con card SD e SDHC da destinarsi a quanto descritto in precedenza per le memorie di massa USB, eccezion fatta per il sistema operativo. Sempre sul fronte della memoria di massa, sotto la scocca del prodotto troviamo un comparto accessibile svitando 4 viti, che ci permette di aggiungere un Hard Disk o un SSD SATA (Serial ATA) per ampliare notevolmente (fino a 2TB max) la capienza interna dello strumento. Non ci sono particolari operazioni da effettuare, è come aggiungere un HD ad un computer: sviti il pannello alla base del Force, avviti l’HD o SSD al pannellino, colleghi lo spinotto SATA alla memoria di massa e riavviti il pannello. Quello di cui ti dovrai curare è la formattazione, cosa che tra l’altro vale anche per le altre memorie di massa collegabili alle porte USB o allo slot per SD Card delle MPC. Le MPC supportano drive formattati nei seguenti formati: exFAT, FAT32, NTFS, oppure EXT4. Se un utente usa sia MacOs che Windows, quindi se deve accedere o scrivere i contenuti da computer che usano entrambi gli OS, si consiglia la formattazione exFAT. La formattazione non è fattibile dalla macchina, ma tramite computer. Quando il Force opera in modo standalone, questa memoria di massa verrà identificata come secondo drive interno, mentre se si è collegati via USB al computer, questo disco verrà visto dal computer come un qualsiasi disco fisso esterno. È estremamente importante evitare di scollegare o estrarre le SD Card o le pennette USB senza prima aver effettuato l'Eject (click sull'icona dedicata nel Browser).

Per l’acquisto di una SD Card da 512GB: clicca qui - da 1TB: clicca qui
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Per ciò che concerne le connessioni audio dell’Akai Professional Force, nel pannello posteriore troviamo due ingressi di tipo combo che accettano connettori XLR o Jack da ¼” (6,35 mm) TRS (bilanciati) e 4 uscite (2 coppie stereo) su prese Jack TRS (bilanciate) da 1/4" (6,35 mm). Gli ingressi al connettersi di XLR si configurano in modo microfonico, mentre quando si collegano cavi con connettori jack il circuito di preamplificazione microfonica viene automaticamente disabilitato e mediante l’interruttore Line/Inst è possibile selezionare l’impedenza a noi adeguata: line per sintetizzatori, uscite di mixer, lettori audio e altre sorgenti a livello di linea, Inst per chitarre e bassi elettrici. Con alcuni synth vintage possiamo provare a switchare tra “line” e “inst” per verificare quale delle impedenze ci garantisce una miglior resa. Gli ingressi XLR possono ospitare sia microfoni dinamici, sia microfoni a condensatore attivando l’alimentazione phantom a +48V tramite l’apposito interruttore posto in prossimità. Su ciascuno degli ingressi troviamo un potenziometro rotativo per impostare il guadagno sul segnale in ingresso. L’uscita cuffia su jack standard da ¼” è collocata sul pannello frontale e affiancata dai potenziometri “Phones” per regolarne il volume e “CUE MIX” per bilanciare i livelli di ascolto in contemporanea del segnale Master (uscita audio 1/2) e di quello indirizzato alle uscite secondarie 3 e 4. 

Per quanto riguarda la connettività MIDI (clicca qui per leggere un mio articolo dedicato alle connessioni MIDI), Force offre varie opportunità di collegamento. Dai classici MIDI DIN sfruttando la tradizionale triade In, Out e Thru qui disponibile su porte mini-jack che rispettano la piedinatura recentemente standardizzata dalla MMA (MIDI Manufacturers Association) e per le quali troviamo in dotazione i rispettivi adattatori con presa DIN femmina, MIDI via USBMIDI via Bluetooth e via rete di cui vi ho parlato in precedenza. Grazie alla presenza di 4 uscite mini-jack configurabili CV/GATE, i possessori di synth modulari gioiranno nel poter integrare nel loro set-up basato sul Force i sintetizzatori esterni controllabili mediante questi due segnali. A chiudere l’elenco di connessioni presenti nel Force troviamo una porta USB 3 di tipo “B” per il collegamento a computer PC e Mac. 

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LA STRUTTURA DELL’AKAI PRO FORCE
Force consente di creare dei progetti da un massimo di 128 tracce che si articolano sulla classica matrice di pad che ricalca lo stile della finestra Session di Ableton Live, senza dover ricorrere al computer. Di queste 128 tracce solo 8 possono essere audio e altrettante 8 plug-in (virtual instrument integrati nello strumento); nessun limite per gli altri tipi di traccia. Le tracce sono quelle che si articolano sull’asse orizzontale dello schermo. Per aggiungere una traccia basta premere il “+” visualizzato sul display touch in testa alla medesima. Fatto questo, ci comparirà un pop-up dove potremo scegliere il tipo di traccia che vogliamo creare. Ognuna delle tracce può ospitare innumerevoli clip. Le clip sono gli slot, le cellette disponibili in verticale su ogni singola traccia. Per ogni traccia sarà possibile riprodurre una sola delle clip per volta. Non ci sono limiti particolari per la quantità di clip che possono essere ospitate su una traccia, eccezion fatta per le tracce audio, dato che un progetto di Force può contenere un massimo di 20 minuti totali di audio registrato, circa 1 ora in totale di materiale audio distribuito su varie clip considerando anche quello importabile/caricabile. La matrice di pad, come visto nel capitolo precedente si compone di 64 pad e sulla destra, a fianco di ogni riga di pad, abbiamo il pulsante di lancio per la scena. Per scena si intendono tutte le clip presenti su una riga di pad. Qualora dovessimo gestire un progetto più complesso premiamo “Navigate” e, osservando sullo schermo il nostro progetto stilizzato, potremo spostarci più rapidamente con i tasti “freccia” per selezionare le 8 tracce e la sezione da 8 clip che vogliamo gestire dalla matrice di lancio. Questa finestra è sempre accessibile, in qualunque momento premendo il tasto “MATRIX”.

I TIPI DI TRACCIA DELL’AKAI PRO FORCE
Quelle Drum servono per caricare e suonare i classici kit di campioni audio one shot (colpo singolo) stile MPC, quindi kit con suoni di batteria assegnati e controllabili dai singoli pad nel modo Step Sequencer ad esempio. I Keygroup sono banchi di sample ‘melodici’ con suoni mappati cromaticamente sulla tastiera sempre derivati alla serie MPC. Quelle Plugin, che ricordo possono essere massimo 8 all’interno del nostro progetto, ci consentono di caricare e suonare su ciascuna di esse uno dei 4 virtual instrument integrati sviluppati dalla Air Music Technology: Hype, Tubesynth, Bassline ed Electric. Di questi strumenti ve ne parlerò in un capitolo dedicato. Le tracce MIDI e quelle CV/GATE servono per suonare e controllare strumenti esterni via MIDI, come synth, expander, drum machine, o i sintetizzatori modulari controllabili tramite segnali CV/Gate. Questi due tipi di traccia si distinguono per le impostazioni e le uscite alle quali gli eventi ricevuti in ingresso, o quelli registrati o scritti nelle clip del Force saranno destinati. Quelle MIDI trasmetteranno i dati MIDI verso la porta MIDI OUT, mentre quelle CV/GATE convertiranno gli eventi di nota MIDI nei segnali Gate e Control Voltage che saranno distribuibili verso strumenti esterni compatibili con questo standard di controllo tramite le apposite porte mini-jack. Dal Force possiamo controllare un massimo di due sintetizzatori modulari che adottano questo metodo di controllo, in quanto queste porte sono configurabili individualmente in modo CV oppure GATE e, come probabilmente saprete, per suonare un synth occorrono entrambi i segnali: quello GATE per attivare l’inviluppo sull’amplificatore e quello Control Voltage per intonare l’oscillatore. Le tracce Audio permettono di caricare sulle loro clip dei loop, oppure di connettere sorgenti esterne (microfoni, inclusi quelli a condensatore, chitarre o bassi elettrici, sorgenti line) per registrare loop in tempo reale, quindi fungere da vero e proprio looper, etc.. Come possiamo suonare le tracce MIDI, quelle Keygourp, quelle CV/GATE oppure quelle Plugin? Possiamo farlo sia accedendo al modo Note della matrice di Pad o dallo step sequencer, ma anche da tastiere MIDI collegate via USB - che il Force alimenterà direttamente - o che trasmettono i dati MIDI generati tramite lo standard MIDI Bluetooth LE, ad esempio la LPK25 Wireless della AKAI Professional, o le Korg microKey Air. In più, posso collegare anche masterkeyboard tradizionali dotate di uscita MIDI su connettori DIN; quindi dall’uscita MIDI OUT della tastiera mi collegherò alla porta MIDI IN del Force. 

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I VARI MODI NOTE DELLA MATRICE DI PAD
La matrice di PAD del modo NOTE si può configurare premendo SHIFT insieme al tasto NOTE e di conseguenza accedere alle varie impostazioni. Da quella Cromatica dove ogni pad corrisponde ad un semitono a quella Scales dove ogni pad suonerà una nota inclusa nella scala che abbiamo impostato (tipo di scala e rispettiva tonica) omettendo tutte le note che non sono contemplate nella scala. Nel menù a tendina PAD ROWS posso impostare la prima nota che troveremo alla sinistra di ciascuna riga di pad. Di default è impostata la quarta nota della scala. Per comodità, ad esempio, posso far cominciare ogni riga di pad dalla tonica, quindi nello sviluppo verticale mi ritroverò sempre come prima nota della riga la prima nota della scala, che si articola in verticale per ottave.

Altro modo è quello Harmonize che permette di riprodurre degli accordi premendo un singolo pad. Questi accordi saranno composti da note che rispetteranno gli intervalli prefissati dal parametro Scale Chords: dalla classica triade fondamentale terza quinta, agli accordi di minore settima e maggiore settima, ai vari sus e dominante. Gli accordi avranno come fondamentale la tonica corrispondente al pad suonato: SI, DO#, che è la seconda nota della scala di SI minore da me impostata nella demo, RE e così via… Gli accordi riprodotti, quindi tutte le note che li costituiranno rispetteranno la scala impostata. Il modo Chords si distingue dal precedente perché in questo caso si seleziona il tipo di accordo, ma gli accordi riprodotti suonando il singolo pad rispetteranno gli intervalli dell’accordo selezionato, indipendentemente dal fatto che questi contengano o meno note coerenti con la scala impostata. In questo caso, dove è selezionato maggiore, tutti gli accordi saranno composti da note che rispettano gli intervalli della triade maggiore a partire dalla nota fondamentale controllata dal pad. Il modo Progressions, invece, offre dei preset di progressioni armoniche, quindi i classici giri armonici come vengono detti volgarmente. Puoi suonare liberamente in qualsiasi ordine gli accordi riproducibili dai singoli pad, per riprodurre il giro a te più congeniale.

C’è poi il modo Tonnetz che nello sviluppo orizzontale vede un intervallo di 7 semitoni tra un pad e l’altro, quindi una quinta giusta tra un pad e quello alla sua destra, mentre nello sviluppo verticale avremo un intervallo di terza minore (tre semitoni) tra un pad e quello a lui sovrastante. Le sole note incluse nella scala saranno illuminate. I modi Guitar e Bass mantengono sempre la disposizione di note prefissata perché ripropongono sulla matrice di pad del Force il classico manico, quindi i tasti corrispondenti alle note suonabili nella chitarra e nel basso; le note presenti nella scala impostata sono illuminate. Il modo Piano ci offre una rappresentazione di una tastiera cromatica tradizionale, che si articola sulla matrice di pad in un’estensione da 4 ottave. Come accennato, in questo caso la scala non viene rispettata, perché viene riproposta una classica tastiera con do, re, mi, fa, sol, la, si e le alternazioni per un totale di 12 note per ogni ottava. Le note saranno predisposte esattamente come su una tastiera, senza alcuna influenza dell’impostazione della scala. Solamente la tonica della scala impostata sarà evidenziata da un colore diverso del pad e si troverà esattamente laddove si troverebbe su una tastiera cromatica. In tutti i vari modi illustrati, per aumentare o diminuire le ottave basta semplicemente mantenere premuto SHIFT e premere il tasto OCT + se vogliamo salire con le ottave OCT - se vogliamo scendere. Oppure, possiamo direttamente impostare la trasposizione di ottave tramite l’apposita impostazione presente sullo schermo touch.

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