SPECIALE: DJ, ESIBIZIONI DAL VIVO E FILE MUSICALI

siae_scf_190In Italia vige una latente sofferenza nel mondo dei DJ, una paura ad utilizzare ciò che la tecnologia al giorno d’oggi ci permette di utilizzare, a causa di una non chiara e forse poco articolata legislazione. Vari articoli pubblicati su magazine, webzine e forum vari sono prevalentemente spinti dalla voglia di polemica, più che da una reale voglia di informare gli interessati a questo delicato argomento, contribuendo a rendere l’argomento chiacchierato sì, ma senza trarre spunti costruttivi. Sono un amante del vinile, ne ho posseduti più di 6.000, poi per ragioni logistiche ho dovuto ridimensionare la mia “collezione”. Non nascondo che preferisco i DJ che sanno usare bene il vinile, ma allo stesso tempo adoro le nuove tecnologie dedicate all’utilizzo di file musicali e, come molti lettori sanno, sono coinvolto in prima persona nella progettazione di strumentazione a questo dedicata. Recentemente mi è capitato di leggere un articolo dove veniva citato il dott. Alfano della Sezione Antipirateria della SIAE, il quale forniva le stesse identiche risposte che diede a me in occasione di una ricerca che feci circa 7 anni fa per uno speciale dedicato ai nuovi formati digitali. Questo mi ha allarmato: possibile che in 7 anni non sia cambiato niente? Ogni mese escono vari prodotti per lavorare dal vivo con i file musicali, e in Italia da 7 anni non si è trovata una soluzione alla legalizzazione dell’uso dei file musicali legalmente acquistati? Ecco il perché di questo mio articolo…

 

NUOVI MODI DI ACQUISTARE MUSICA

Attualmente, per la maggior parte dei DJ è cambiato il modo di fruire musica, la quale viene spesso acquistata in formato digitale nei vari on-line store legali disponibili in rete. Allo stesso tempo, molti DJ che acquistano i supporti tradizionali (vinile e CD) hanno spesso la necessità di convertire il materiale audio contenuto in detti supporti in formato digitale per utilizzarlo su computer, o sui lettori multimediali di ultima generazione basati su memorie di massa. Oppure, più semplicemente, per evitare di rovinare il disco in vinile, o perché nei locali potrebbe non esser presente il giradischi… In più, l’80% di chi si avvicina oggigiorno al mondo della miscelazione musicale utilizza come materiale da miscelare brani in formato digitale, perlopiù MP3. Tralasciando le varie considerazioni da bacchettoni e le discriminazioni varie, ormai inutili perché la quasi totalità dei DJ usa, o vorrebbe utilizzare il computer nelle esibizioni dal vivo, con questo articolo cercherò di far fare agli intervistati un punto della situazione.

 

LA RISPOSTA DELLA SIAE

Insolito vero cominciare un’intervista dalle risposte… Beh purtroppo con la SIAE devo provvedere in questo modo, dato che ciò è quanto mi è stato risposto dal Servizio Antipirateria qui rappresentato da Carlo Iurgens: “Si fa riferimento alla Sua e mail di data odierna (23.03. 2007), per comunicare che, ai sensi della vigente normativa, non è consentito utilizzare i brani acquistati su Internet se non per uso personale e senza fini di lucro. L’utilizzo dei brani da Lei descritti è consentito solo previa autorizzazione da parte dei rispettivi Produttori Fonografici. Ove poi si volesse trasferire tali brani su CD da utilizzare nel corso di esecuzioni in pubblico, oltre alla suddetta autorizzazione del Produttore Fonografico, è necessario corrispondere il compenso per il diritto d’autore e acquistare il bollino di vidimazione SIAE.”

 

Effettivamente la risposta SIAE è perfettamente in linea con l’attuale legislazione, ma… Non soddisfatto chiamo telefonicamente Carlo Iurgens che in modo molto gentile e dandomi piena disponibilità ad ulteriori consulti mi spiega che la SIAE non è l’organismo più indicato per questo tipo di domande, dato che per quel che concerne i file, non vi è un supporto fisico.

 

SOCIETÀ CONSORTILE FONOGRAFICI, UNO SPIRAGLIO?

Ecco che allora mi rivolgo all’istituzione adeguata, ovvero alla SCF (Società Consortile Fonografici), che, sempre in modo molto gentile e disponibile, mi risponde per voce del RESPONSABILE AFFARI LEGALI, Andrea Maluccio. La SCF ci tiene a precisare che è compito del locale provvedere alla licenza, naturalmente il DJ deve utilizzare materiale audio legalmente acquistato. Ma veniamo alle domande…

 

Molti DJ, musicisti o cantanti (non dimentichiamo chi fa piano bar) acquistano legalmente brani, basi, ecc. su Internet in formato MP3, o altri formati digitali similari per poi masterizzarli su CD audio. Possono questi file essere utilizzati nelle esibizioni dal vivo?

 

RISPOSTA SCF:

"Qualora il locale ove il DJ presta la propria attività sia in regola con il pagamento dei diritti connessi al diritto d’autore (artt. 72, lett a) e 73 L.d.A.) e i supporti (fisici o liquidi) siano di provenienza lecita non vi sono problemi all’utilizzo degli stessi."

 

La tecnologia di oggi fornisce al DJ degli strumenti che sfruttano memorie di massa (HD, pen drive, iPod, computer, ecc.). Nelle esibizioni dal vivo, il DJ come può dimostrare in caso di un controllo che il materiale utilizzato sia legale e regolarmente acquistato. Se sì, come può il DJ dimostrare all’addetto SIAE, alla GDF, o ai NAS in caso di un controllo l’originalità dei file utilizzati, senza per forza doverlo fare in tribunale come spesso accade?

 

RISPOSTA SCF:

"Il DJ (e conseguentemente il locale nel quale egli presta la propria opera) può dimostrare l’acquisizione lecita dei file stampando la ricevuta di pagamento rilasciata dal negozio di musica on line."

 

Come scritto nella premessa, alcuni DJ convertono i loro vinili in digitale per poi masterizzarli su CD, principalmente per tre motivi: avere una copia del vinile nel caso questo si rovinasse, utilizzo del brano in formato digitale per la realizzazione di programmi radiofonici, o per usufruire del brano inciso su vinile anche in quei locali dove non è presente il giradischi. Prendendo come riferimento l’ultima forma di utilizzo, stando alla logica, il DJ ha acquistato il vinile e ha comprato il CD vergine pagando i relativi diritti alla SIAE e in teoria dovrebbe avere il cuore in pace. Stando a quanto dice la legge però non potrebbe utilizzare il CD in oggetto, perché? E, se possibile, Come potrebbe il DJ regolarizzare questo/i CD?

 

RISPOSTA SCF:

"Poiché il supporto acquistato da un rivenditore (tradizionale e/o on line) è destinato alla fruizione esclusivamente personale (e ad una “copia privata”) non è possibile né effettuarne la comunicazione al pubblico (ex art. 73 Lda) né effettuarne una riproduzione tecnica (ex art. 72 lett. a) lda) ai fini della successiva comunicazione al pubblico, senza corrispondere i relativi compensi ai produttori fonografici."

 

CONCLUSIONI & IDEE

In America, Inghilterra, o Germania quando vado su questo argomento nelle varie fiere del settore strumenti per DJ, i colleghi esteri ridono della situazione Italiana, trovandola assurda. In Inghilterra, e in altri paesi del mondo, molti di questi problemi sono stati risolti introducendo una “licenza digitale” annuale che consente, pagando tot, l’utilizzo di un qualsiasi file multimediale legalmente acquistato. Un’idea per una soluzione similare da adottare in Italia, ancor più il linea con il periodo storico visto che più del 65% dei DJ in Italia attualmente si diletta nel fare musica al computer potrebbe essere un’iscrizione ad hoc che comprenda la classica quota di iscrizione alla SIAE per la tutela delle opere, la licenza all’uso dei file multimediali audio/video nelle esibizioni dal vivo in collaborazione con la SCF e una licenza all’utilizzo delle proprie opere sul web a scopo di promozione, o vendita. Ed eventualmente perché non includere nella stessa l’iscrizione all’ENPLAS? Questo semplificherebbe notevolmente sia le fasi di iscrizione, sia quelle di controllo da parte delle autorità competenti. Mi piacerebbe che le varie associazioni prendessero in considerazione questa proposta, nonché ricevere un vostro parere via e-mail. Per scrivermi cliccate qui.

 

LA SIAE, COMUNQUE UN'ALLEATA PER MOLTI

Pur riconoscendo una certa lentezza e superficialità nel trattare la questione da parte della SIAE, voglio ricordare a chi l’attacca in ogni situazione, che, pur avendo i suoi limiti e i suoi problemi, come ogni istituzione e ogni azienda di grandi dimensioni, questa rimane l’unica fonte “certa” di un introito per molti DJ/Producer. In Italia infatti da alcuni anni a questa parte c’è la moda di non riconoscere le royalty sul venduto al DJ/Producer, o artista che dir si voglia, da parte di alcune case discografiche almeno che non si superino le 300 copie vendute. Pur sembrando poche, le 300 copie per la musica elettronica in Italia sono comunque difficili da superare per tante delle produzioni su vinile. Dal momento che però il brano viene inciso su un supporto sul quale viene, o verrà apposto il bollino SIAE, all’autore sarà riconosciuta una percentuale in 24esimi variabile in base agli accordi presi con l’editore e altri eventuali produttori e autori. Stessa cosa sarà valida nel caso in cui il brano venisse inserito nella track list di una o più compilation. Inoltre, ma è una questione un po’ più complessa, la SIAE corrisponderà anche i diritti di pubblica esecuzione, ovvero riconoscerà tot ad ogni esecuzione pubblica del brano documentata nell’apposito bordero’. Il passo da DJ a produttore è breve, quindi teniamolo presente.

Pubblicato in: Speciali & Interviste

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