iZOTOPE OZONE 7 E OZONE 7 ADVANCED MASTERING SUITE

iZotope Ozone 7 e Ozone 7 Advanced recensione

iZotope Ozone è senza dubbio uno dei più usati ed apprezzati tool per il mastering In-The-Box (ITB), che ha fatto breccia tra i professionisti grazie ad alcune accortezze e funzioni reperibili in passato solo in costosissimi sistemi hardware stand-alone, nonché per alcune peculiarità nella finalizzazione tra le quali spiccano gli algoritmi IRC e una esemplificata matrice per il processing Mid-Side (M/S). In questa versione la software house di Cambridge, Massachusetts, USA introduce nuovi strumenti che si vanno ad integrare nella suite di mastering, la quale oltre funzionare come software stand-alone è compatibile sotto forma di plug-in con gli standard RTAS, Audio Suite, 64-bit AAX, VST 2, VST 3 e Audio Unit, quindi utilizzabile nei software DAW più diffusi negli ambienti MacOs e Windows: Avid Pro Tools 10, 11 e 12, Logic Pro, Ableton Live, Steinberg Cubase, Nuendo e WaveLab, MOTU Digital Performer 8, Presonus StudioOne, Apple GarageBand, Adobe Audition, Cakewalk Sonar, Reaper, Sony Sound Forge, FL Studio, etc.. Sin dalla versione 6, iZotope Ozone ha modificato la concatenazione dei tool al suo interno, lasciando all’utilizzatore la piena libertà di selezionare, inserire e posizionare i vari moduli a seconda delle esigenze. In più, nella modalità stand-alone è data facoltà di inserire all’interno della catena di processing eventuali plug-in di terze parti installati nel nostro computer.

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FOTO GALLERY iZOTOPE 7 ADVANCE

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La finestra Codec Preview per il preascolto del nostro Master in formato MP3 o AAC. Esclusiva funzione di iZotope Ozone 7 Advanced.

iZOTOPE OZONE 7: ADVANCED VS STANDARD
La versione Advanced di iZotope Ozone si contraddistingue, come è semplice intuire dal nome, per la presenza di funzioni avanzate, che in questa release numero 7 comprendono i nuovi moduli Vintage Tape, Vintage EQ, Vintage Compressor e il comodo Codec Preview. Rispetto alla versione “Standard”, inoltre, gli utenti di iZotope Ozone 7 Advance potranno usufruire separatamente dei 10 moduli di processing come se fossero normali plug-in applicabili sui canali dei software DAW e disporranno della suite di analisi iZotope Insight Metering Plug-in. Entrambe le versioni dispongono del nuovo algoritmo IRC IV configurabile nel Maximizer, così come dell’esportazione nei formati MP3/AAC nell’applicativo stand-alone, fermo restando che la funzione Codec Preview sarà ad esclusivo appannaggio dei possessori della versione Advanced. A proposito dell’esportazione, tramite la voce “Export Audio Files” presente nel menù “File” accessibile nell’uso stand-alone di Ozone 7, sia Standard che Advanced, sarà possibile esportare una o più tracce contenute nella sessione di mastering nei formati Wav, Aiff, MP3, o AAC includendo nelle stesse i relativi metadati: artista, titolo, album, commenti, genere musicale, ID della traccia e anno di produzione. Il Dynamic Eq è ora usufruibile anche nella versione “Standard”.

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Vintage Limiter è un nuovo modulo condiviso dalle due versioni nato dall’estensione della modalità valvolare (Tube) introdotta sul Maximizer nella versione 6.1 e ora divenuta indipendente e utilizzabile sia per la finalizzazione dei master, sia per processare, a settaggi più leggeri, gli STEMS, gruppi, o BUS che dir si voglia. Garantita è la compatibilità con preset e sessioni nei quali è stato impiegato il “vecchio” modo TUBE del Maximizer: una volta caricati in Ozone 7 (Standard o Advance) verranno aperti con il nuovo modulo che ne erediterà le impostazioni. Il Vintage Limiter prende spunto dal glorioso limiter hardware Fairchild 670 noto nel settore per il suo intervento rispettoso della dinamica, ma rigoroso, al quale si aggiunge in coda un algoritmo di limitazione (IRC I) necessario alla prevenzione del clip. Un mix, dunque, tra le peculiarità della processazione ad emulazione analogica con la precisione della finalizzazione digitale. I controlli di questo modulo sono ridotti al minimo indispensabile, come è del resto usuale nei processori hardware vintage di questo genere. Prima di tutto occorre selezionare una delle tre modalità operative, ognuna delle quali si contraddistingue per carattere e sonorità. Quella Analog impiega un attacco molto rapido e un rilascio variabile che si adatta al materiale processato garantendo il rispetto dei transienti sulle basse frequenze senza rinunciare alla caratteristica amalgama. Operando in modo Tube si ottiene un intervento più bilanciato con tempi di attacco e di rilascio variabili e un risultato che varia a seconda del segnale in ingresso, Modern è invece una sorta di limiter ibrido che unisce la precisione dell’algoritmo IRC all’emulazione dell’intervento non-lineare rispettoso dei transienti tipico della circuitazione analogica. Come in ogni Limiter moderno troviamo i parametri Output Ceiling e Threshold, rispettivamente dedicati all’assegnazione di un valore massimo della scala in dBFS che non verrà mai superato, e all’impostazione del punto di innesco del limiter e dell’intrinseco incremento di gain inversamente proporzionale rispetto all’impostazione della soglia: più la soglia scende, o sarebbe meglio dire più segnale supera la medesima, maggiore sarà l’aumento di volume (effetto maximizer). Il fader “Character” serve ad adattare l’intervento alla sorgente da noi processata, una sorta di macro utile a regolare i tempi di attacco e di rilascio che si comporteranno diversamente a seconda della modalità operativa selezionata. La funzione “True Peak Limiting”, la quale richiede un leggero sforzo in più alla CPU, quando è attiva aiuta ad ovviare eventuali distorsioni che si potrebbero originare in fase di conversione D/A. Come da tradizione Ozone, sono numerosi i meter (input, gain reduction) e i grafici di analisi (Gain Reduction Trace) operanti in tempo reale che, osservandoli, ci permetteranno di regolare con maggior precisione i parametri del Vintage Limiter. 

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IL NUOVO ALGORITMO IRC IV NEL MODULO MAXIMIZER
IRC IV è uno dei quattro algoritmi Intelligent Release Control selezionabili sul limiter del modulo Maximizer. Sviluppato per guadagnare ulteriore potenza pur preservando i transienti e minimizzando artefatti quali pumping e distorsioni che sovente si verificano quando si porta all’estremo il livello di un brano in fase di Mastering, IRC IV opera in modo intelligente sfruttando un sistema sottotraccia composto da numerose bande tarate sulla base di principi di psicoacustica, pronte a reagire a seconda del materiale processato. IRC IV si concentra prevalentemente sulla limitazione del livello delle bande di frequenza effettivamente oltrepassanti la soglia impostata, evitando così intermodulazioni e compressioni eccessive, trattando il segnale con maggior precisione rispetto ai tradizionali limiter multibanda che di norma suddividono lo spettro in massimo 4 bande. Tre sono le modalità di configurazione dell’algoritmo IRC IV selezionabili da un apposito menù a tendina: Classic, per un processing simile ai precedenti algoritmi della storia di Ozone, Modern, per un suono che rispetti i dettagli e goda di maggior chiarezza rispetto al precedente settaggio, e Transient, ottimizzato al fine di preservare il più possibile i transienti del materiale processato dando più vitalità a tutto il mix.

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IL RESEARCH MANAGER DI iZOTOPE PARLA DELLA REALIZZAZIONE DI OZONE 7

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MODULO VINTAGE EQ
Il Vintage EQ disponibile nella versione Advanced è un equalizzatore che unisce in un unico modulo il frutto dell’emulazione dei circuiti di due storici equalizzatori prodotti negli anni ’50: Pultec EQP-1A (uno dei miei preferiti per l’intervento sulle basse) e Pultec MEQ-5. La pastosità e le peculiarità timbriche di questi due gioielli della tecnologia dei tempi che furono associati ad alcune accortezze e funzioni specifiche per il mastering, quali la presenza di un’impostazione a 45Hz nell’eq sulle basse non presente nell’originale, la visualizzazione della curva di intervento in sovraimpressione all’analisi spettrale e le tre configurazioni di processing Stereo, Left e Right separati e Mid/Side ne fanno uno strumento davvero interessante. Pultec EQP-1A dedicato alle basse e alte frequenze occupa la parte superiore della schermata, mentre il clone del Pultec MEQ-5 si posiziona alla base del modulo e fornisce due distinti interventi di guadagno, uno applicabile su una delle 5 frequenze selezionabili nelle medio-basse (200, 300, 500, 700 e 1000Hz) e l’altro sulle medio-alte (1500, 2000, 3000, 4000, o 5000Hz), oltre ad un attenuatore con punto di centraggio variabile a seconda della frequenza selezionata: 200 Hz, 300 Hz, 500 Hz, 700 Hz, 1 kHz, 1.5 kHz, 2 kHz, 3 kHz, 4 kHz, 5 kHz, o 7 kHz.

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VIDEO: IL VINTAGE EQ IN OZONE 7 ADVANCED

IL MODULO VINTAGE TAPE
Nonostante i tempi del digitale “freddo” siano ormai un lontano ricordo, la iZotope ha deciso di introdurre in questa nuova versione di Ozone Advance un modulo dedicato all’emulazione del nastro analogico, con tutte le sue doti peculiari quali distorsione armonica, colorazione, saturazione e sfasamenti capaci di dare all’audio processato maggior profondità e calore. Questo modulo trae ispirazione da ambiti registratori a bobina come lo Studer A810, per consentirvi di simulare il classico transfer che i fonici di mixaggio effettuavano prima di passare il testimone nelle mani dell’ingegnere di mastering: la registrazione su nastro. Naturalmente in questo caso si tratterà di una simulazione, non di una vera e propria registrazione, che introdurrà nel materiale processato quelle caratteristiche uniche del nastro analogico di qualità, senza però incorrere negli spiacevoli artefatti tipici di queste apparecchiature e del nastro come il crosstalk, il fruscio, o le fluttuazioni. Appena caricato nella catena di iZotope Ozone 7 Advanced, il modulo Vintage Tape si configura di default con dei settaggi che ricalcano il comportamento di un registratore a nastro ottimizzato per il mastering, con una leggera saturazione, un incremento degli armonici e una spintarella sulle basse. Utilizzando i vari controlli a disposizione nel modulo potremo adattare la sonorità alle nostre esigenze, intervenendo sulla saturazione in ingresso mediante il parametro Input drive, che in posizione centrale si comporta come un registratore ben calibrato, mentre abbassandone il valore consente di diminuire la saturazione, la quale invece incrementa proporzionalmente mano a mano che si sposta il potenziometro verso l’alto. Con il parametro Bias interagiremo congiuntamente sulla distorsione e sulla risposta alle alte frequenze. Il valore del parametro è inversamente proporzionale all’influenza sulle frequenze alte: diminuendone il valore aumenteremo l’energia, viceversa incrementandolo la attenueremo. Il parametro Speed permette di simulare registrazioni a 15IPS, dal suono più denso, caldo e pastoso, oppure a 30IPS per una maggior fedeltà solitamente apprezzata nelle registrazioni acustiche. Il controllo Harmonics ci permette di uscire dalla classica distorsione che la registrazione su nastro apporta agli armonici dispari, sperimentando sonorità più ricche e particolari introducendo variazioni anche sugli armonici pari, mentre il parametro Low Emphasis ci permetterà di enfatizzare o limitare il classico effetto “Head Bump” introducendo all’incrementare del valore un picco nell’area bassa dello spettro di frequenza variabile di posizione in base alla velocità del nastro: 50Hz a 30IPS, 25Hz a 15IPS. Quando lo si imposta su un valore prossimo al 4.0, il controllo High Emphasis corrisponde ad una risposta in frequenza lineare sulle alte, mentre incrementandolo o diminuendolo permette di ricercare un suono più o meno “brillante”.

VIDEO: iZOTOPE OZONE 7 AVANCED MODULO VINTAGE TAPE

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MODULO VINTAGE COMPRESSOR
Il Vintage Compressor è un compressore di tipo feedback, quindi progettato emulando il circuito implementato nei processori analogici di una volta, che agisce prelevando il segnale da impiegare come fonte (side-chain) per la compressione direttamente dallo stadio di uscita. Una topologia apprezzata per la particolare musicalità, dato che plasma i tempi di attacco e rilascio in base al segnale sorgente, ma atipica per un compressore digitale in ambiente nativo in quanto la latenza potrebbe giocare brutti scherzi. Problema questo che gli ingegneri della iZotope hanno saputo raggirare sviluppando un algoritmo ad hoc nel quale è stato integrato anche un avanzato filtro applicabile sull’analisi del segnale. Si tratta di tre distinte bande di intervento controllabili graficamente in punta di mouse nella sezione di testa della schermata del Vintage Compressor: un filtro passa alte con roll-off posizionabile tra i 40 e i 400Hz, un filtro a campana stretta impostabile a +/-8dB tra gli 800Hz e i 9000Hz, e uno shelving sulle alte operante nel range 4/12kHz con guadagno variabile dai +8 ai -8dB. Con questi tre punti di intervento si riesce bene o male ad emulare i circuiti di filtraggio di qualsiasi omologo analogico, ad esempio i filtri “Thrust” dell’API 2500, oppure i due “Detector Mode” integrati del Distressor (clicca qui per leggere una recensione). In sostanza, grazie alla regolazione di questi filtri potremo fare in modo che determinati range di frequenza vengano compressi più o meno di altri. Il risultato del filtraggio sul segnale di rilevamento è all’occorrenza ascoltabile in “solo”. Giusto per non farsi mancare nulla, abbiamo poi 3 modi di configurazione: Sharp, Balanced e Smooth. Il primo attribuisce enfasi ai transienti e mantiene il resto del segnale omogeneo, il secondo offre un intervento bilanciato tra la dinamica originale e il risultato compresso, mentre l’ultimo risulterà più aggressivo sulla dinamica tendendo ad una maggior potenza generale. Come consuetudine in tutti i compressori software, anche nel Vintage Compressor è presente la compensazione automatica del guadagno, attiva di default e disattivabile a discrezione dell’utente. A chi volesse provare l’effettivo comportamento di questo strumento e dei suoi parametri, nonché esercitarsi nella compressione il consiglio che do è sempre il solito: disattivatelo e usate il gain post compressione manuale. Per il resto i parametri disponibili sono i classici threshold, ratio, attack, release e, se necessario, anche questo modulo (stereo di default) può operare in modalità Mid/Side. 

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FUNZIONE CODEC PREVIEW IN TEMPO REALE
A chiudere la dotazione di nuove funzioni della versione Advanced di iZotope Ozone 7 – ma assicuratevi sia disattivato quando esportate il vostro master - ecco una vera chicca per chi fa Mastering professionale: la possibilità di sentire come la nostra traccia suonerà una volta convertita nei formati compressi MP3, o AAC. Il tutto in tempo reale, all’interno della tua DAW o nell’applicazione stand-alone, consentendoti di apportare eventuali modifiche nei vari moduli della catena di mastering affinché il file compresso che andrai a creare suoni il più possibile simile al master originale, quindi compensando – nel limite del possibile – eventuali incoerenze dovute alla perdita di qualità intrinseca di questi formati di file compressi. Per attivare il Codec Preview dovrete cliccare sul pulsante raffigurante un altoparlante collocato sotto i meter I/O della sezione Master, mentre per variare il codec e relative impostazioni dovrete visualizzare l’apposita schermata che appare cliccando sull’adiacente pulsante “Codec”. I Codec a Bit Rate costante usati da Ozone per il preascolto sono quello Fraunhofer per il formato AAC e il LAME per l’MP3. Selezionato il formato, potremo poi impostare il Bit Rate selezionando una delle opzioni dai 96 ai 320kbps. Molto utile è la possibilità di ascoltare in solo tutte quelle informazioni audio che verranno perse a seguito della conversione: click su “Solo Codec Artifacts”. È importante ribadire che questa funzione è esclusivamente limitata all’ascolto, non permette l’esportazione dei file nei formati compressi selezionati e per questo andrà sempre disabilitata quando procederete al rendering (o bounce) del master tramite il vostro software DAW o la versione stand-alone di Ozone. 

VIDEO: CODEC PREVIEW IN OZONE 7 ADVANCED

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