MIDI USB CONTROLLER: TASTIERA E MESSAGGI MIDI

I MESSAGGI MIDI GENERABILI DALLE MASTER KEYBOARD - TASTIERE USB E MIDI

Mai come oggi il mondo delle tastiere MIDI e dei pad controller è stato così variegato, mai come oggi è stato possibile suonare direttamente dalla tastiera del computer i vari strumenti virtuali installati nella nostra DAW, oppure suonare via touch le app del nostro iPad. Tutto questo è naturalmente positivo per certi versi, ma conosciamo realmente le differenze, i pregi e i difetti del mezzo che stiamo usando? Suonando direttamente dalla tastiera del computer non avremo sensibilità, mancando la risposta alla velocity non potremo gestire la dinamica e saremo notevolmente limitati per ciò che concerne l’estensione. Provate voi stessi. Per suonare i virtual instrument direttamente dalla tastiera del computer: in Steinberg Cubase premere i tasti “Alt” + “K”, in Ableton Live “CTRL” + “K” (Windows) o “CMD + “K” (MacOS), idem per Logic Pro X. Suonando invece dal touch screen un’app nell’iPad avremo la latenza intrinseca della trasduzione del tocco in messaggio di controllo. Questi limiti sono raggirabili, sia nelle postazioni computer based (a patto di esser dotati di driver audio a bassa latenza) sia per chi usa iPhone e iPad, usando una tastiera MIDI USB, una Master Keyboard di cui vi ho parlato in un altro articolo che potete leggere cliccando qui. Per “tastiera” in questo tutorial dedicato ai messaggi del protocollo MIDI intendo proprio i tasti bianchi e neri, quelli che una volta premuti inviano il messaggio di NOTE ON, quando rilasciati il NOTE OFF. Tra questi due messaggi se ne possono verificare altri, in base alle funzionalità di cui la tastiera o il pad controller sono stati dotati. Ho parlato anche di pad controller perché, al di la della forma differente, un pad espleta la medesima funzione di un tasto della tastiera, ovvero invia messaggi di nota MIDI. Tra i vari messaggi addizionali che si possono generare tra il note on e il note off, primo per importanza è quello della velocity del NOTE ON, ossia un messaggio MIDI (con valori da 0 a 127) che corrisponde alla velocità di discesa del tasto, quindi alla forza con il quale è stato premuto: più forte viene premuto il tasto più rapidamente scende, quindi più alto sarà il valore di questo parametro.

 

FOTO GALLERY: NOTE ON, NOTE OFF E LA VELOCITY MIDI

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I MESSAGGI MIDI TRASMESSI AL COMPUTER VIA USB DA UNA TASTIERA ANALIZZATI DALL'UTILITY MIDIOX

 

TASTI, CURVA DI RISPOSTA & VELOCITY

Molte tastiere dispongono di un’impostazione della curva di risposta dinamica dei tasti effettuabile tramite editor software, programmabile da display integrato, oppure applicabile mediante una combinazione di tasti direttamente dalla tastiera stessa (verificate nel manuale). Questo settaggio permette di far combaciare al meglio il nostro modo di suonare alla meccanica del tasto e ai relativi valori di velocity originati dalla differente pressione inferta, ottimizzando di conseguenza la risposta dell’eventuale suono riprodotto. Nel mondo MIDI, infatti, non ci troviamo di fronte ad un unico strumento che comanda e riproduce, ma incontriamo molteplici fattori che si interpongono tra la nota premuta e il suono generato: dalla fisicità del tasto al materiale in cui è prodotto, dalla curva della risposta dinamica alla programmazione della risposta alla velocity del suono (preset o patch) utilizzato nello strumento che stiamo controllando. Si tratta di variabili che spesso possono spiazzare l’utente meno esperto di MIDI. Per questo dobbiamo avere la mente aperta, non limitarci o preoccuparci di fronte ad eventuali incongruenze rispetto a quanto siamo stati soliti trovare in uno strumento, sintetizzatore o sampler stand-alone a tastiera “pre-configurato”, ma essere pronti ad avventurarci nelle varie impostazioni hardware e software al fine di ottimizzarne la risposta.

 

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LA VELOCITY NON SEMPRE È DINAMICA

Nei banchi di sample, o negli strumenti software o hardware wavetable based è facile imbattersi in preset che una volta suonati via MIDI possono originare differenti sfumature o addirittura diverse tipologie di suono in base alla pressione inferta al tasto della tastiera, quindi ai diversi valori di velocity. Si va dalla semplice correlazione tra velocity e volume (colpisco delicatamente il tasto/il timbro suona piano, colpisco forte/suona forte) quindi una sorta di dinamica simulata, fino al verificarsi, in quelli programmati come si deve, della riproduzione di diversi campioni (sample audio) registrati con dinamiche o tecniche esecutive differenti. Questa programmazione detta “multi-layer” consente di ottenere – a patto di suonarle adeguatamente - delle tracce realistiche ed è fondamentale per quanto concerne gli strumenti acustici simulati. Ad esempio, chi suona la batteria o le percussioni acustiche ben sa che colpendo più o meno forte un tamburo il suono varierà non solo dal punto di vista del volume. Percuotendolo con intensità differente possono infatti mutare in modo importante le sonorità delle varie fasi che compongono il suono generato: l’attacco (colpo della bacchetta, battente della cassa), la risposta - quindi il suono - della pelle, della cordiera (nel rullante), nonché le varie risonanze, che si comporteranno in modo diverso all’interno del fusto dando vita ad una sonorità complessa dalle differenti sfumature. In una perfetta simulazione degli strumenti, a differenti valori di dinamica (velocity nel tasto MIDI) non corrisponderà pertanto un banale più alto più basso di volume. Lo stesso vale per il basso elettrico, che nei vari strumenti MIDI hardware e software ad elevati valori di velocity potrebbe (se è stato programmato per farlo) riprodurre il suono “slappato”; una programmazione della patch (preset, o suono) che tiene conto in questi casi anche delle modalità esecutive dello strumento originale. Idem per la chitarra e il piano acustico. In detti contesti, il sound designer prima registra per ciascuna nota, o ad intervalli (multi-sampling) il suono riprodotto dallo strumento reale con differenti dinamiche, intensità, o tecniche esecutive (multi-layer). Poi, procede all’assegnazione dei singoli samples sulle note della tastiera, mappando - come si dice in gergo – non solo le note (mappatura orizzontale), ma anche i differenti samples della stessa nota (o suono) registrati con differenti dinamiche esecutive a differenti range o regioni di velocity (mappatura verticale). Ad esempio, il virtual instrument SoniVox Eighty Eight Ensemble si basa su campionamenti di un grand piano Steinway 9’ CD 327 e vede impiegare fino a ben 16 layer di velocity (16 dinamiche differenti) per ogni nota su alcuni dei preset in dotazione. Nel tempo sono stati poi realizzati anche degli strumenti a modelli fisici - per i suoni di pianoforte cito il Modartt Pianoteq - nei quali queste nuance, ma non solo… sono state sapientemente calcolate e riprodotte sotto forma di algoritmo, quindi senza la presenza del benché minimo campione, ma sempre azionabili e gestibili durante l’esecuzione in base ad eventi, a messaggi MIDI. Nelle foto a corredo di questo mio articolo vedrete due esempi di campionatori virtuali software, quali la mappatura a 4 layer di velocity dell’Akai Pro MPC Software e uno screen shot di un banco di batteria del Native Instruments Kontakt 5.    

 

Nei sintetizzatori la velocity può essere assegnata alla modulazione di alcuni parametri, come il cut-off del filtro, o altro a discrezione del programmatore del preset. Se pertanto ci sentiamo “disturbati” dal variare del suono, o dall’intervento di un parametro di editing che si aziona in base alla differente forza inferta al tasto della tastiera (o del pad) basterà disabilitare la velocity come sorgente di modulazione per i parametri (destinazioni) che ne fanno uso. Nel caso in cui la traccia MIDI fosse già registrata e presente nel nostro progetto, basterà correggere, oppure pareggiare, portando tutte le note MIDI presenti nella traccia allo stesso livello di velocity usufruendo della sezione di editing presente nella parte bassa della finestra piano roll o nel list editor MIDI di una qualsiasi DAW. Questa è tra l’altro una prassi ben nota a chi si occupa di musica elettronica più commerciale, o “pop” dove sappiamo bene che per strumenti come il basso, o il lead difficilmente vi saranno delle variazioni di dinamica, anzi spesso vi è un abuso del compressore proprio per correggerle nel caso ve ne fossero; qualitativamente parlando farlo via MIDI potrebbe migliorare il risultato “alla fonte” senza indurre eventuali artefatti e distorsioni tipiche di un abuso della compressione sul materiale audio. Se dovessimo associare dei valori di velocity alla semiografia musicale tradizionale, considerando che il MIDI offre un range che va da 0 a 127, potremmo così approssimare: 

-          20: Piano pianissimo

-          31: Pianissimo

-          42: Piano

-          53: Mezzo-piano

-          64: Mezzo forte

-          80: Forte piano

-          96: Forte

-          112: Fortissimo

-          127: Forte fortissimo

 

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AFTER TOUCH O SENSIBILITÀ ALLA PRESSIONE

after-touch-cme-xkeyAltro messaggio MIDI che può essere trasmesso dai tasti di una tastiera e dai pad è quello di Aftertouch, che viene generato dalla pressione aggiuntiva che il tastierista infligge al tasto una volta che questo ha già raggiunto la fine della sua corsa. Può tornare utile per generare, ad esempio, degli effetti “vibrato” sulle note tenute lunghe, per modulare eventuali parametri  dello strumento che stiamo suonando dalla tastiera MIDI. Questo messaggio pur se contemplato dalla tastiera, potrebbe comunque non dar luogo ad alcun effetto “concreto” nel caso in cui lo strumento (virtuale o hardware) che stiamo suonando non sia stato programmato ad hoc. Nel caso la nostra tastiera fosse dotata di Aftertouch e ne volessimo sfruttare il messaggio, basterà andare nelle impostazioni del synth, nella matrice di modulazione, o in prossimità dei singoli parametri, per impostarlo come sorgente di modulazione, quindi assegnarlo ad una destinazione. Nelle foto a corredo dell’articolo vedrete come ho configurato l’Aftertouch (nel mio caso usavo una tastiera Akai Pro MPK249) come sorgente di modulazione per differenti parametri all’interno di vari synth virtuali: Sylenth 1, Retrologue, Massive e Nexus 2. Se la vostra tastiera è sensibile all’Aftertouch, provate voi stessi a sperimentare con queste modulazioni. Di aftertouch ne esistono di due tipi: mono e polifonico. Il primo, detto più comunemente “channel aftertouch”, o a volte indicato come “channel pressure” o “mono pressure”, fa sì che il messaggio di aftertouch generato da una o più note venga trasmesso a tutto il canale MIDI, quindi influenzi indistintamente tutte le note suonate dalla tastiera. Il secondo detto anche “key aftertouch”, o “polyphonic key pressure” indentifica invece quelle tastiere dove ogni tasto invia un messaggio di aftertouch univoco per ciascuna nota suonata. Come detto all'inizio di questo capitolo, questo messaggio vale sia per i tasti di una tastiera, sia per i pad, a patto che siano predisposti, ovvero sensibili all'aftertouch. 

 

FOTO GALLERY AFTERTOUCH NEL MIDI

Click to enlarge image after-touch-cut-off-ni-massive.jpg

Impostare l'aftertouch come sorgente di modulazione per un parametro di Massive della Native Instruments, nello specifico per il cut-off del filtro

 

SEPARARE LA TASTIERA PER SUONARE + STRUMENTI DIFFERENTI

Funzione che torna spesso utile (soprattutto dal vivo) è il “Keyboard Split”, disponibile solitamente nei modelli di Master Keyboard MIDI dalle 5 ottave in su, vista però recentemente anche in una Keytar MIDI USB a 3 ottave, l’Alesis Vortex di cui potete leggere una recensione dettagliata cliccando qui. Questa funzione consente di dividere in due o più parti (raro) la tastiera associando a ciascuna sezione un canale MIDI di trasmissione dedicato, per consentire così al tastierista di suonare contemporaneamente due differenti strumenti assegnati a due diversi canali/tracce MIDI. Nei pad controller spesso l’impostazione del canale MIDI è disponibile singolarmente su ciascun pad. Questo vale a maggior ragione anche negli eventuali pad inclusi come dotazione aggiuntiva in una tastiera MIDI, perché in questo caso sarà necessario evitare che la tastiera e i pad inviino i messaggi di controllo MIDI allo stesso suono, alla stessa traccia onde evitare spiacevoli conflitti. Nella serie di tastiere Advance della Akai Professional (clicca qui per info) la funzione “split” è contemplata dal software dedicato VIP (Virtual Instruments Player) quando lo stesso opera in modo stand-alone. L’utente può infatti caricare fino ad 8 distinti strumenti virtuali installati nel proprio computer, ognuno individualmente assegnabile all’occorrenza ad una specifica area della tastiera. 

 

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TASTIERE NANO, MINI, NORMALI E DIFFERENTI MATERIALI

studiologic-numa-nero-tastiere-midi-usb-controllerDi tastiere MIDI USB il mercato ce ne propone ormai di tutte le forme e tipologie, dalle più intelligentemente congegnate ai più rudi prodotti OEM presi, marchiati e commercializzati dai brand privi di reparti ricerca e sviluppo. Il marchio Korg fu precursore con la sua linea di nano controller, lanciando sul mercato nell’ormai lontano 2008 i tre moschettieri nanoKey, nanopad e nanoKontrol. Ricordo ancora un baco che io stesso scoprii durante il Beta Test dei nanopad,  e me lo ricordo molto bene! dato che poi mi costò la faticata di aggiornare il firmware di ben 400 pezzi al fine di calibrare e correggere la risposta dinamica di tre dei 12 pad… Al di là dei miei ricordi professionali, la serie nano ha fatto breccia nel cuore di molti adepti della computer music, dai DJ ai producer, dai musicisti ai live performer di tutto il mondo. Le dimensioni ridotte non mancano infatti di fornire i controlli utili allo scopo, specie nella più recente versione 2 della linea (clicca per info). A conferma di questo le numerose copie, belle o brutte, funzionanti o meno, che hanno successivamente saturato il mercato. La tastiera dei primi Korg nanoKey era si sensibile alla dinamica, ma non molto gestibile visto che come meccanica era similare a quella dei tasti di una tastiera dei computer portatili. Akai Professional si ritagliò quindi una fetta di mercato importante con i modelli LPK25 e MPKmini (ora MPKmini II) grazie al tasto “mini”, ma dal feeling comunque “realistico”, o per meglio dire in linea con gli standard delle classiche tastiere da synth. Buona anche l’iCon iKey, una 2 ottave dal tasto mini, con pitch bend e modulation touch. Korg introdusse nel 2010 anche la microKey 37 (clicca per info e demo video), la prima di una serie che dal 2012 venne affiancata da altri due modelli a 25 e 61 tasti. In questo caso la tastiera “Natural Touch”, nonostante le piccole dimensioni dei tasti, offre un’ottima suonabilità nell’esecuzione di accordi, glissati e frasi melodiche veloci grazie ad una proporzione tra i tasti bianchi e neri studiata appositamente dagli ingegneri Nipponici. La CME ha invece speso gli ultimi anni nel design della sua tastiera USB/MIDI XKey: ultra-sottile, dal tasto grande (dimensioni standard) e ultra-programmabile grazie all’editor disponibile per computer PC/Mac e su iPad. L’azienda singaporense ha realizzato un ottimo prodotto, esteticamente accattivante e robusto (basamento in alluminio), ma dal particolare sistema di generazione dell’aftertouch: si deve in pratica “staccare” leggermente dal fine corsa del tasto per avviare il messaggio di after touch. Il rischio è che uscendo da questo “punto morto” per avviare l’aftertouch si rilasci la nota (msg note off). Basta farci l’abitudine. Ad un’azienda Italiana spetta invece la leadership per qualità del tasto e peso contenuto, sto parlando della Numa Nano della Studiologic (clicca per info), dei suoi 88 tasti e dei soli 10Kg di peso. Sempre la Studiologic, che altro non è che il marchio adottato dalla storica e nota produttrice di tastiere Fatar, nel suo catalogo può vantare la presenza della Master Keyboard 88 tasti Numa Nero equipaggiata di tasti in legno, una tastiera che aggrada anche psicologicamente l’utilizzatore grazie alla sensazione tattile, in particolar modo utile a coloro che, avendo esperienza con i grand piano, ricercano la massima similitudine al tatto. 

 

ACCORGIMENTI E CONSIGLI PER I NOVELLI “MIDICISTI”

Il non rispetto dell’estensione originale dello strumento è uno tra i più comuni errori nei quali si imbattono i principianti della tastiera MIDI. Anche se questo può esser voluto in ambito sperimentale, non deve esser una scusante per chi invece ha nei suoi obbiettivi l’emulazione dello strumento originale. Gli strumenti acustici, a fiato, a corda, ecc. hanno dei range limitati di note, che nella maggior parte di strumenti – specie nei virtuali inclusi di base in molte DAW - non viene rispettata in fase di mappatura del suono sulla tastiera. Questo si traduce in un suono disponibile su tutte le ottave quando invece nella realtà lo strumento suonato difficilmente si estenderebbe così tanto. Se non stiamo attenti, se non ci informiamo sulla reale estensione dello strumento e se non ne studiamo il comportamento ascoltando delle registrazioni reali, difficilmente riusciremo ad emularlo via MIDI usufruendo dei vari controlli di cui vi ho parlato in questo mio articolo. Altro errore del genere che avviene invece sovente negli home studio dei Producer di musica elettronica alle prime armi è il suonare il basso al di fuori del range che gli compete. Come dice il nome stesso, il basso in quanto tale va suonato nelle ottave basse e dovremo altresì considerare che trattandosi di uno strumento ritmico, che serve a costruire – insieme alle parti di batteria - il groove, il “tiro” del nostro brano, dovremo pertanto evitare di suonare melodie o successoni di note troppo arzigogolate. Attenzione poi alle cosiddette in gergo stuck note, ossia a quando una nota rimane incantata. Questo problema è dovuto alla mancanza di ricezione del messaggio MIDI di NOTE OFF. I fattori scatenanti possono essere vari, tra cui prevalgono l’aver deselezionato una traccia nel software DAW prima di rilasciare il tasto della tastiera, oppure l’aver interrotto la riproduzione di una traccia tra un messaggio MIDI di “note on” e uno di “note off”. Le soluzioni sono: premere nuovamente il tasto corrispondente alla nota “incantata”, scorrere la mano su tutta la tastiera nel caso non si riconoscesse la nota da interrompere, ricorrere alla funzione/trasmissione del messaggio MIDI Panic presente in tutte le tastiere, nonché anche all’interno dei software sequencer e  DAW.

 

CONCLUSIONI

Giunge al termine un’altra puntata del mio viaggio di approfondimento teorico/pratico sul MIDI e l’universo che gli ruota intorno. Vi ho cercato di spiegare alcune funzionalità essenziali dei vari device che fungono da estensione fisica nella nostra postazione e che usiamo nelle esibizioni dal vivo o nella produzione musicale. Oggi abbiamo l’imbarazzo della scelta per ciò che riguarda le tastiere MIDI o i pad controller, ce ne sono di diversi formati e per tutte le tasche, dal tasto mini alle più particolari che usano nuove tecniche di trasduzione del controllo fisico in evento MIDI come la nuova tastiera Seaboard interamente in silicone prodotta dalla ROLI (clicca qui per info). Ah, una cosa importante, prima di acquistare o usare uno strumento conosciamo almeno le note e la loro corrispondenza sulla tastiera e all’interno della piano roll, a proposito potrebbe tornarvi utile quest’altro mio articolo: clicca qui.   

 

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Pubblicato in: Tutorial, Tips & Tricks

6 commenti

  • Alarmusic

    inviato da Alarmusic

    Sabato, 23 Settembre 2017 20:15

    Buonasera Sergio,
    ci sono 8 curve di risposta alla velocity impostabili nel suo controller, ne parliamo nell'articolo dedicato alla Vortex Wireless che può consultare cliccando su questo link: http://www.alarrecordingstudio.com/midi-controller/music-tech/music-technology-news-recensioni/midi-controller/alesis-vortex-wireless-tastiera-midi-a-tracolla.shtml

    Rapporto
  • sergio gatto

    inviato da sergio gatto

    Venerdì, 22 Settembre 2017 07:15

    ho acquistato Alesis Vortex wireless keytar, ma i tasti suonano soltanto se spinti a fondo, non sono sensibili ad un leggero tocco , creando problemi di sequenza di suoni. Puo' dipendere dalla velocity 0-127 .? In tal caso come regolare il valore per avere un touck sensibile alla pressione del tasto? grazie

    Rapporto
  • Alarmusic

    inviato da Alarmusic

    Sabato, 20 Febbraio 2016 19:59

    Ciao Raffaele, grazie per i complimenti.
    Le note MIDI trasmissibili dai pad dell'LPD8 sono modificabili tramite l'apposito editor software scaricabile dal sito del produttore: http://www.akaipro.com/product/lpd8#downloads

    Per ulteriori informazioni puoi consultare questo mio articolo dedicato alla MPKMini, LPK25 e LPD8 dove spiego la configurazione dell'MPKmini per controllare dalla tastiera un virtual instrument, dai pad un altro virtual instrument, consulta questo link: http://goo.gl/lw18te

    In sostanza, in Ableton Live, una volta attivati alla voce "Track" nelle "Preferenze" le porte "MIDI IN" della tua tastiera e del tuo LPD, basterà semplicemente che tu selezioni nell'impostazione "MIDI FORM" nella traccia che vuoi suonare da tastiera la porta MIDI In della tastiera, mentre per la traccia MIDI (virtual instrument) che vuoi suonare dall'LPD8 andrai invece a selezionare nel menù a tendina "MIDI FROM" quella omonima del controller Akai Pro.

    Di default, infatti, Ableton Live fa in modo che tutti i controller MIDI collegati e attivati alla voce "Track" trasmettano a tutte le tracce MIDI indistintamente, cioè "MIDI FROM: ALL INs". Come in tutti i software DAW l'utente ha assoluta libertà di assegnazione e configurazione.

    Ti segnalo inoltre il nostro Corso Ableton Live DJing dove viene spiegata la configurazione e l'uso di controller multipli, acquistabile nella pagina web visitabile cliccando su questo link: http://goo.gl/gDFXWy

    Rapporto
  • raffaele

    inviato da raffaele

    Martedì, 16 Febbraio 2016 10:24

    ciao
    complimenti per l'articolo, molto accorto ed approfondito. Vorrei solo un chiarimento relativo all'utilizzo in contemporanea di tastiera midi e controller midi (il mio e l'alai lpd8), quando dici che appunto possono andare inc conflitto se assegnati alla stessa nota. Come mapparli per evitare tale problema nel caso in cui avessi bisogno sia di quei tasti da suonare fisicamente sulla tastiera sia di tutti ipad del controller (nello specifico con albleton live9)?
    grazie mille:-)

    Rapporto
  • SERJ

    inviato da SERJ

    Martedì, 14 Luglio 2015 11:21

    Imparo sempre molto dai tuoi articoli, non vedo lora di frequntare uno dei vostri corsi

    Rapporto

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