AKAI PROFESSIONAL RHYTHM WOLF GROOVEBOX ANALOGICA

AKAI PRO RHYTHM WOLF GROOVEBOX ANALOGICA

Chi segue le mie avventure professionali avrà già sentito parlare dell’Akai Professional Rhythm Wolf, la groovebox analogica a 4 parti drum, più una synth, che ho presentato in anteprima mondiale dal MusikMesse 2014 a Marzo di quest’anno (clicca qui per vedere la foto dal meeting pre-fiera). All’epoca, Rhythm Wolf era poco più di un prototipo destinato agli  “interni”, che quasi per gioco venne estratto da un armadietto della fiera dall’amico Daniel, Product Manager della Akai Professional, da me fotografato e poi postato sui social nei giorni antecedenti all’evento. L’interesse suscitato nel settore è stato incredibile e da lì a poco, dopo l’apertura della fiera, la richiesta si è rapidamente estesa a tutto il mondo degli appassionati della strumentazione musicale elettronica, i quali erano ansiosi di sentire i suoni e scoprire le funzioni di questa groovebox della Akai. I primi demo audio del prodotto arrivano nel web solo dopo alcuni mesi, e, a pochi giorni dall’entrata in commercio, ecco il mio articolo dedicato a questo interessante gioiellino, che si posiziona sul mercato ad un accattivante prezzo di circa 200 Euro. 

 

Per info/acquisto Akai Pro Rhythm Wolf: clicca qui

Sito Web Distributore Italiano: http://www.ekomusicgroup.com

Sito Web Produttore: http://www.akaipro.com

 

 

LO STEP SEQUENCER

Come ogni drum machine e groovebox che si rispetti, Akai Pro Rhythm Wolf è fornita di un sequencer a 32 step, suddiviso in realtà in due pattern “A” e “B”, ciascuno da 16 step. I pattern “A” e “B” possono essere riprodotti continuamente in sequenza (modo A+B: premere Shift + Seq Variation), oppure alternandoli tra di loro premendo semplicemente il tasto “Seq Variation” ogni qualvolta si voglia passare da “A” a “B” o viceversa. Disponibile anche un tasto “Fill” utile a richiamare, quindi riprodurre un terzo e/o un quarto pattern da 16 step, dato che sia per “A”, sia per “B” potremo programmare due “Fill” differenti (Fill A e Fill B) nello stesso modo in cui si programmano/registrano i pattern principali. Ricapitolando, Akai ProfessionalRhythm Wolf permette di creare sequenze della durata totale di 32 step unendo 2 distinti pattern da 16 step ciascuno (A e B), con due Fill programmabili, uno per pattern, richiamabili in qualsiasi momento dall’utente. Queste sequenze (pattern e i rispettivi fill, cioè l’insieme di A, B, Fill A e Fill B) sono salvabili in 16 memorie mantenendo premuto il tasto “Shift” e premendo contemporaneamente il tasto “Step 16”, per poi - senza lasciare il tasto “Shift” - ruotare il potenziometro “Tempo” fino a selezionare ciò che si vuole salvare: All, cioè tutto dai pattern alle impostazioni globali, One, la sola sequenza creata, oppure Glo, cioè i soli settaggi Globali (MIDI Out/Thru, Sync, etc.). Importante segnalare che non si tratta di un salvataggio che consente la selezione di una specifica locazione come destinazione per la sequenza creata, ma di una sovrascrittura della memoria (sequenza) selezionata in origine; in altre parole, se seleziono la sequenza “3” e la modifico, all’atto del salvataggio andrò a sovrascriverla, non potrò decidere di salvarla in un'altra memoria. Le 16 sequenze sono selezionabili in modalità “Pattern Select” (premere il pulsante omonimo) mediante uno dei pulsanti numerati da 1 a 16, oppure ruotando il potenziometro “Tempo”, e riproducibili premendo il tasto “Play/Stop”. La sequenza verrà riprodotta in loop continuo. Durante la riproduzione potremo passare da una sequenza ad un’altra senza interruzione alcuna, avviando semplicemente la successiva mediante la pressione del rispettivo tasto “Step” corrispondente alla locazione di memoria nella quale è stata salvata. Lo stesso si verificherà passando dal pattern A a quello B della sequenza o viceversa, avviando i Fill, e così via.

 

FOTO GALLERY AKAI PROFESSIONAL RHYTHM WOLF

 

Click to enlarge image akai-professional-rhythm-box.jpg

Akai Professional Rhythm Wolf Box

 

Funzione molto utile per dare un tocco in più alle performance dal vivo è quella “Last Step” alla quale ci si approda premendo la combinazione di tasti “Shift” +  “Pattern Select”. Fatto questo, i 16 pulsanti step non controlleranno più le sequenze o i pattern memorizzati, ma consentiranno di variare in tempo reale la durata del pattern dando vita ad interessanti effetti ritmici in stile stutter e loop. Ad esempio, lavorando in modo standard, cioè con una quantizzazione impostata a 1/16, premendo il tasto “Step 1” verrà riprodotto in loop unicamente il primo 16eseimo della sequenza, mentre premendo “Step 4” riprodurrò in loop il solo primo quarto del pattern (4 sedicesimi); premendo “Step 16” ripristinerò la durata originale di una misura da 4 quarti (16 sedicesimi). E così via... Oltre all’uso dei pulsanti da 1 a 16 potremo usufruire del potenziometro rotativo “Tempo” per ridurre o ampliare la durata del pattern, un po’ come se stessimo gestendo la posizione del punto di loop out (in questo caso rappresentato dal last step) di un loop in una console da DJ. Il classico effetto Stutter o Repeat è altresì riproducibile mantenendo premuto il tasto “Velocity” mentre si preme ritmicamente a piacimento il pulsante “Play/Stop”; così facendo la sequenza ripartirà dal primo step (inizio) ad ogni pressione del tasto “Play/Stop”, per poi procedere normalmente una volta rilasciato lo stesso. Altre funzioni utili sono quelle mute e solo. La prima, mantenendo premuto il pulsante omonimo consente di azzittire le singole voci che compongono il pattern premendo il rispettivo Pad; la retroilluminazione del Pad indicherà le voci udibili. Quella “solo” la si attiva invece mantenendo premuti i tasti “SHIFT” e “MUTE” mentre si premono i pad relativi alle voci da mettere, per l’appunto, in “solo”. Il “Solo” si disattiva in automatico appena si rilasciano i tasti  SHIFT e MUTE, mentre il “Mute” persiste sulle voci fino a quando non le si riattivano mediante i rispettivi pad.   

 

PROGRAMMARE O REGISTRARE UN PATTERN: STEP O PERFORMANCE

Per la programmazione dei pattern, visto quanto scritto in precedenza, vi consiglio di partire selezionandone uno che non usiamo, o che non ci interessa mantenere in memoria. Eventualmente, selezionato il pattern, quindi premuto il tasto “Pattern Select” per poi premere uno dei tasti step che fungono da allocazioni di memoria, potremo cancellarne il contenuto mediante la funzione “Clear”, ovvero la combinazione di tasti “Shift” + “Step 15”. Così facendo potremo partire da zero nella programmazione del pattern. Due sono le modalità di composizione dei Pattern nel Sequencer, che, come vedremo in seguito, funziona anche come sequencer MIDI inviando verso la porta MIDI OUT (DIN e USB) le note da esso riprodotte. La classica modalità Step è richiamabile premendo “Shift” + lo Step “9” e consiste nella composizione mediante la pressione dei tasti step, i quali aggiungeranno, o toglieranno un evento di nota MIDI alla sequenza della parte precedentemente selezionata mediante la pressione di uno dei 6 Pad. A confermare la presenza di una nota MIDI sullo step vedremo il LED illuminarsi di luce rossa. Quando si vuole creare un linea melodica per la parte synth, l’intonazione delle note assegnate ai vari step sarà programmabile dal potenziometro “Tempo” seguendo l’identificativo di nota indicato sul display in notazione anglosassone.

 

Gli step di un sequencer analogico sono solitamente pensati come sedicesimi, per intenderci 16 sedicesimi o step compongono una misura da 4 quarti (4 sedicesimi ogni quarto: 4x4=16). Nella Akai ProfessionalRhythm Wolf potremo variare la divisione metrica, quindi impostare la durata di ogni step selezionando tra valori quali: 1/4, 1/8, 1/16 e 1/32. Abbiamo poi la possibilità di comporre terzinati, eccezion fatta per i trentaduesimi, e di attivare la funzione Swing derivata dalla serie MPC, la quale ci consente sostanzialmente di de-quantizzare, di disallineare dall’ipotetica griglia l’attacco degli eventi MIDI al fine di dare maggior groove ai pattern ritmici. Queste impostazioni vengono applicate all’intera sequenza, non sono quindi disponibili singolarmente su ogni parte, ma vengono applicate indistintamente a tutti i pattern: A, B e i rispettivi FILL. Per impostare ed attivare queste funzioni basterà premere il tasto Shift e uno dei tasti step da 3 a 8; la serigrafia sottostante ai pulsanti ci aiuterà a selezionare la funzione a noi utile. L’altra modalità di composizione dei pattern è quella performance (Shift + 10: Rec Perf), che consente di suonare e quindi registrare in tempo reale le parti drum percuotendo direttamente i rispettivi pad, mentre per la parte Synth potremo utilizzare i 16 pulsanti che assumono in questo caso il ruolo di tasti, di note di una tastiera (nei successivi capitoli troverete informazioni più dettagliate riguardo l’estensione, etc.). Volendo, per comodità potremo suonare le varie parti direttamente da una tastiera MIDI, ma anche questo aspetto viene affrontato  nel capitolo dedicato.

 

Per info/acquisto Akai Pro Rhythm Wolf: clicca qui

Sito Web Distributore Italiano: http://www.ekomusicgroup.com

Sito Web Produttore: http://www.akaipro.com

 

LE PARTI DRUM

Quattro sono le voci drum da un punto di vista di generazione sonora, mentre 5 sono invece le parti sequenziabili. Per l’Hi-Hat ci ritroviamo un unico suono generabile a mezzo dell’intervento su due semplici parametri quali tune e decay, ma ben due pad, open e close, che consentono di suonare lo stesso identico suono nella sua durata normale (open), oppure dimezzata (close). Entrambi i pad/suoni possono essere programmati ritmicamente e/o registrati individualmente all’interno del pattern: come se fossero due suoni distinti. La cassa, oltre al volume, può essere modificata intervenendo sull’intonazione (tune), sull’intensità del transiente nella fase di attacco (attack) e sulla durata del corpo con il parametro decay, che in realtà ingloba in se anche il rilascio. Il rullante si compone dei due classici elementi quali il tune, che interviene sull’ipotetico fusto, e il noise che ne definisce il contenuto nelle alte frequenze, nonché l’incisività. Vi sono poi il volume e il decay, quest’ultimo per variare la durata nel tempo dell’elemento noise. La parte percussion è costituita da due componenti sonore, ad alta e bassa frequenza, che miscelati insiemi al noise consentono di generare percussioni elettroniche.

 

LA PARTE SYNTH

Vista la fascia di prezzo in cui si colloca Rhythm Wolf, le sue funzioni già descritte e quelle che ancora dobbiamo trattare, è sicuramente un valore aggiunto che assume una certa importanza la presenza sulla parte synth di due forme d’onda. Su questa voce potremo decidere se generare una timbrica di basso basata su una forma d’onda quadra, oppure sfruttare una dente di sega discendente. Con il parametro “Tune” potremo variare l’intonazione della forma d’onda generata nel caso ve ne fosse bisogno, per scopi artistici o per compensare eventuali fluttuazioni non certo rare negli oscillatori analogici. La durata del suono è controllabile mediante il potenziometro “Decay” che, come visto in precedenza per la cassa, assume in realtà funzioni multiple nell’intervento sull’inviluppo di ampiezza occupandosi di incrementare non solo il decadimento, ma anche il tempo di rilascio. Qui troviamo un buon filtro passa basso da 24dB per ottava con controlli di cutoff, risonanza e con il relativo inviluppo di modulazione (ENV AMT). Particolarità della risonanza è che portata a valori estremi, dai 3/4 della corsa del potenziometro in poi tende a fungere in pratica quasi da passa alte, una situazione ricercata dai tecnici della Akai Professional poiché ricalca il “filtro 2” presente nel sintetizzatore Andromeda A6 della Alesis (azienda dello stesso gruppo InMusic), a sua volta ispirato al transistor ladder di casa MOOG presente nei Moog Modular e nel Moogerfooger. Per la parte synth troviamo anche la funzione “TIE” (tasto dedicato) che ci consente di evitare che l’inviluppo delle singole note suonate venga ripristinato ad ogni successivo step. Questa funzione ci permette di legare o meno le varie note, facendo in modo che la nota suonata in precedenza continui senza decadere una volta raggiunto lo step successivo. TIE è applicabile ad ogni step mantenendo premuto il tasto omonimo mentre si premono i vari tasti step da “legare” alle note precedenti.  

 

 

MIDI, USB & SYNC I/O

Akai ProfessionalRhythm Wolfdispone di due porte MIDI in formato DIN pentapolare classico, una IN che permette di ricevere dati MIDI provenienti da strumenti hardware esterni MIDI compatibili (tastiere, sequencer, etc.) e una Out/Thru configurabile dall’utente stesso in base alle esigenze del suo set-up mediante la pressione congiunta dei tasti “Shift” e “Step 12”. A coloro avessero già letto il mio articolo dedicato alle porte MIDI (clicca qui per consultarlo) risulterà semplice scegliere il modo più consono. Basti sapere che in modalità OUT, la porta MIDI Out/Thru della Rhythm Wolf invierà verso l’esterno i soli eventi MIDI (note, clock, etc.) generati internamente dallo strumento stesso (pad, tastierino, sequencer), mentre in modo THRU la macchina farà semplicemente da ponte per trasmettere alle porte MIDI IN di altri strumenti MIDI ciò che lei stessa riceve nel suo MIDI IN. Per quanto riguarda l’uso come MIDI Controller, ossia i messaggi che la Rhythm Wolftrasmette tramite la porta MIDI OUT DIN ad altri strumenti MIDI compatibili e via USB ai nostri computer PC e Apple, segnalo l’invio di messaggi di nota MIDI tramite i 6 pad (da sinistra verso destra): C2, D2, E2, F#2, G#2 tutte indirizzate verso il canale 10, e C2 verso il canale 1. Detti canali e note MIDI sono altresì impiegati per la ricezione, quindi per suonare da device esterni il motore sonoro del prodotto. La risposta alla dinamica e il rispettivo valore di velocity trasmissibile da questi pad non ha un’escursione completa da 0 a 127, ma opera sostanzialmente a 3 livelli: 42 (piano), 84 (forte) e 127 (fortissimo). I 16 pulsanti “Step” in modalità “Rec Perf” (premere i tasti SHIFT + Step 10) fungono da tastiera MIDI inviando al canale MIDI 1 messaggi di nota con velocity fissa configurabile a piacimento dall’utente in uno dei 3 diversi valori di cui abbiamo parlato sopra. L’impostazione della velocity la si applica premendo il pulsante omonimo; il LED sito in prossimità indicherà mediante differenti colorazioni il valore in uso: verde corrisponde a 42, giallo/arancio a 84 e rosso a 127. Anche in questo caso - cioè operando via MIDI - così come quando suoniamo la voce di synth integrata, potremo usufruire del traspose sulla tastiera applicabile mediante l’uso congiunto del tasto “Shift” insieme ai primi due tasti step: Shift + 1 passa all’ottava più grave, Shift + 2 incrementa di un’ottava. In sostanza, il range coperto è di poco più di 3 ottave, da C1 a Eb4. Lo step sequencer integrato raccoglie tutti gli eventi MIDI visti in precedenza e ne permette la trasmissione verso strumenti esterni hardware collegati al MIDI OUT DIN (in modalità OUT) e ai software presenti nel nostro computer che riceveranno i messaggi MIDI tramite la porta USB. Akai Professional Rhythm Wolf trasmette naturalmente anche il messaggio di MIDI Clock (clicca qui per leggere i mio articolo dedicato al MIDI Clock), e i messaggi MMC di Start, Stop e SongPosPtr=0. Riguardo alla sincronia potremo decidere se operare in modalità Internal (il tempo impostato per le sequenze viene usato come master e trasmesso sotto forma di MIDI Clock e impulsi analogici verso l’esterno), External (riceve il Clock da altri strumenti tramite il MIDI IN), USB (riceve il clock dalla nostra DAW), oppure Gate. L’impostazione è fattibile attraverso l’uso dei tasti Shift + 13 (Sync). Il modo Gate impiegherà come sorgente di clock gli impulsi analogici provenienti dall’uscita di hardware dedicati (altre groovebox, sequencer, o synth) collegati mediante cavo con connettore mini-jack TRS all’apposito ingresso della Rhythm Wolf. In questo caso potremo operare esclusivamente con divisioni metriche da 1/8, o 1/16. L’uscita Gate Trig servirà invece per inviare il segnale di sincronia analogica ad impulsi (non CV) verso altri strumenti analogici.

 

LE USCITE AUDIO

Due sono le uscite audio mono line in formato Jack standard da ¼” (6,35mm) che l’Akai Pro Rhythm Wolf ci mette a disposizione, una Main, usabile anche per l’ascolto in cuffia, e una Synth. Quest’ultima consente di collegarsi ad un mixer, o all’ingresso di una scheda audio per registrare separatamente la sola parte synth, indipendentemente dal segnale generato dalla batteria. Una volta inserito il jack in quest’uscita, la parte Synth viene automaticamente sottratta dal Main Out, per essere inviata esclusivamente a questa uscita dedicata. È importante segnalare che quando si utilizza l’uscita Synth, la parte omonima non viene processata dal distorsore “Howl” che agisce sul solo sul segnale Main Out. 

 

CONCLUSIONI

Akai Professional Rhythm Wolf ha tutte le armi utili per affrontare il difficile mercato di questo periodo, che vede un exploit dell’analogico “semplice”, basti pensare all’incredibile successo della serie Volca della Giapponese Korg (clicca per info). Suono analogico, estrema semplicità ed immediatezza d’uso visti i pochi ed essenziali parametri controllabili dall’utente, un prezzo abbordabile, l’integrazione con DAW e virtual instrument installati su computer e con altri strumenti MIDI compatibili, e la possibilità di sincronizzarsi con altri synth, sequencer e drum machine analogici. Cassa e rullante della Wolf ricordano molto, fin troppo la 808, anche se la cassa potremmo definirla una via di mezzo tra una 808 e una 909, capace di raggiungere ottimi risultati sia nella corposità che nella fase di attacco; il rullante si dimostra abbastanza versatile. Ottima la sezione di basso synth, capace sia di bassi profondi e potenti, sia di timbriche più acide e pungenti. Aggressivo e particolare l’overdrive “HOWL”, che a settaggi estremi suona quasi come un moderno bit crusher, oltre che come un distorsore, introducendo un rumore di fondo e un’enfasi importante sulle alte frequenze; davvero unico e sicura fonte di sonorità lo-fi, per generi industrial e complextro, l’uso congiunto sulla parte synth della risonanza a settaggi estremi e di questo particolare distorsore. Per quanto riguarda il sequencer mancano a mio avviso una funzione Song per costruire concatenazioni tra pattern e sequenze differenti e la possibilità di registrare all’interno dei pattern le modifiche applicate sui parametri, funzione quest’ultima che nella serie Volca (clicca per info) è definita “Motion Sequence”. Sul fronte MIDI si segnala l’assenza di supporto sia in ricezione, sia in trasmissione (potenziometri) dei messaggi di MIDI Control Change. Si tratta di comunque di carenze legate anche al costo contenuto: non si può avere tutto… Per i meno avvezzi all’analogico è d’obbligo ricordare che mentre le sequenze e i pattern sono memorizzabili e richiamabili all’occorrenza, ciò non è lo stesso per i suoni, per le impostazioni delle voci, delle parti. Queste ultime non sono infatti salvabili, pertanto le sequenze riprodurranno gli eventi MIDI programmati o registrati al loro interno con i suoni nello stato in cui si trovano al momento, non com’erano all’epoca del salvataggio della sequenza per intenderci. Carta e penna rappresentano un buon metodo di memorizzazione per i settaggi dei vari parametri in questi casi, mentre i più “tecnologici” potrebbero ricorrere alle foto per cristallizzare le posizioni dei vari potenziometri e quindi ripristinarle in futuro se necessario. 

 

Per info/acquisto Akai Pro Rhythm Wolf: clicca qui

Sito Web Distributore Italiano: http://www.ekomusicgroup.com

Sito Web Produttore: http://www.akaipro.com

 

SERVIZI & CORSI DELL'ALAR’S RECORDING STUDIO

CBCM

Per info sul nostro Corso Base di Mixaggio per DJ: clicca qui


7 commenti

  • stefano

    inviato da stefano

    Domenica, 28 Febbraio 2016 13:12

    Ciao, avrei una domanda da farti sulla rhythm wolf.
    Ho attaccato (midi) un controller (m-audio keystation pro 88) all'akai.
    Sul programma 10 della keystation adesso ho kick snare perc hi hat (chiuso e aperto).
    La domanda è: c'è modo di dare il segnale start/stop dalla keystation? Ma soprattutto, una volta che è in play, posso passare da Seq Variation A a B senza dover premere il bottone Seq Variation sull'akai ma con un qualsiasi tasto della keystation?
    Spero di essermi spiegato.
    Grazie mille e complimenti per l'articolo, è stato molto utile!

    Rapporto
  • Alarmusic

    inviato da Alarmusic

    Giovedì, 31 Dicembre 2015 14:14

    Salve Enrico,
    In questi casi la catena consigliabile è molto semplice: MIDI OUT drum machine, nel tuo caso Rhythm Wolf, al MIDI IN del synth con arpeggiatore il quale andrà configurato in modalità EXTERNAL CLOCK.

    Dovrai fare attenzione che nel Novation Mininova non vi siano parti assegnate ai canali MIDI usati dalla Wolf, dato che dal MIDI OUT usciranno tutti i messaggi di nota MIDI riprodotti dal sequencer della drum machine, oltre a quello di clock. Quindi assicurati che la Mininova non abbia nessun suono o funzione assegnata ai canali 10 e 1, rispettivamente usati dalla RW per le parti batteria e synth.

    Per ulteriori informazioni sul MIDI CLOCK consulta l'articolo dedicato cliccando su questo link: http://goo.gl/s3SEi8

    Rapporto
  • Enrico

    inviato da Enrico

    Giovedì, 31 Dicembre 2015 13:10

    Buongiorno, vorrei sapere la giusta concatenazione midi per collegare la wolf Rhythm ad un synth nel mio caso la Novation Mininova che dispone di MIDI IN / MIDI OUT ; In da poter sincronizzare l'arpeggio del synth con il tempo dell'akai, mi potreste aiutare? Grazie e complimenti per l'ottimo lavoro che fate un bellissimo sito!!

    Rapporto
  • alarmusic

    inviato da alarmusic

    Domenica, 26 Ottobre 2014 12:41

    @Roberto. Ciao, come indicato nell'articolo, le connessioni Sync analogiche supportano solo impulsi di sincronia e start, non controllo di voltaggio.

    Rapporto
  • Roberto

    inviato da Roberto

    Domenica, 26 Ottobre 2014 11:05

    Ciao non mi è chiaro se il sequencer della parte synth può pilotare altri strumenti analogici collegati al gate out. può dirmi qualcosa a riguardo?

    Rapporto

Lascia un commento

Per info e domande su questo articolo: NON telefonare, NON inviare e-mail. Usa il campo commenti a seguire.



Articoli correlati (da tag)

Sonarworks Reference

sonarworks adv speaker correction

Cubase - Ableton Live - Logic

corso produzione musicale settembre 2019

LOOP, SAMPLES & PLUG-IN

Segui il Titolare su LinkedIn

linkedin-federico-simonazzi-alar

SEGUICI SU FACEBOOK

DAL NOSTRO YOUTUBE

Strumenti per DJ e Producer

adv akai professional midi controller eko

Banner Pubblicitario AdSense

SEGUICI SU TWITTER

Vai all'inizio della pagina

Copyright 1999-2019. All Rights Reserved, Tutti i Diritti Riservati.

Alar's Recording Studio di Simonazzi Federico - Parma - Italy - P.IVA 02115850345

Professionista di cui alla Legge n°4 del 14 gennaio 2013 pubblicata nella GU del 26/01/2013

Produzione/Informazione/Insegnamento in ambito musicale

Our Mission: To spread new technologies in DJs and Musicians Wor(l)ds

Tel/Fax +39 0521258446 - e-mail: studio@alarmusic.com - Web Site: http://www.alarmusic.com

www.corsidj.com - www.corsoabletonlive.com - www.studiodiregistrazione.info - www.studiodiregistrazione.pro

Il materiale presente in questo sito non può essere copiato, duplicato, venduto, o utilizzato in altri documenti, prodotti, ecc.

This material may not be sold, duplicated on other websites, incorporated in commercial documents or products, or used for promotional purposes.

Nel nostro sito troverai annunci pubblicitari e/o link pubblicati da terzi, con i quali NON abbiamo nessun rapporto di partnership diretta e/o controllo sugli annunci pubblicati.

Pertanto, quando accedi a siti esterni tramite link, o banner qui pubblicati, noi NON siamo responsabili del contenuto e/o dei servizi, o prodotti da essi offerti.

Per ulteriori informazioni consulta

Privacy Policy

Cookie Policy