ABLETON LIVE 3 SEQUENCING INSTRUMENTS PER IL LIVE

ABLETON LIVE 3 SEQUENCING INSTRUMENTS PER IL LIVE

Live è un ‘Sequencing Instrument’, un software per il montaggio audio di campioni (loop o one-shot) che si differenzia, rispetto ai concorrenti, per la possibilità di suonare in tempo reale. Live dispone di due finestre di lavoro: quella chiamata ‘Arrangement’ che corrisponde alla classica track view presente in tutti i sequencer audio/MIDI, ed un’altra, particolarmente indicata per l’uso dal vivo, chiamata ‘Session’, dove i vari file audio importati sono assegnati direttamente ad uno dei canali del mixer. Live sincronizza automaticamente i loop audio importati alla velocità in b.p.m. del progetto. L’importazione avviene tramite Drag ‘n’ Drop dalle 3 directory dedicate configurabili dall’utente presenti nel browser di Live. Una volta che il campione viene importato in Live, divenendo quindi una ‘Clip’, potremo adattarlo al progetto grazie alle varie funzioni presenti nella finestra ‘Clip view’. Detta finestra la si può visualizzare (doppio click di mouse sul sample importato) in basso nella schermata di Live e si articola in tre sezioni: Clip, Sample ed Envelopes. Nella sezione Clip possiamo modificare i parametri base della Clip audio: nome, colore della traccia nel progetto, signature (4/4 per la dance), modalità di partenza della clip (Launch Mode), quantizzazione, attivazione del legato. Quattro sono le differenti modalità di riproduzione delle clip: Trigger, Gate, Toggle e Repeat. Vi illustro il loro differente funzionamento: selezionato il modo di lancio Trigger, ogni volta che premeremo la nota MIDI, o il tasto della tastiera assegnati al controllo della clip, questa verrà logicamente riprodotta, ma nel caso premessimo di nuovo il tasto o la nota la clip tornerà al punto di inizio, senza interruzioni, non prima però di terminare una lunghezza pari alla quantizzazione impostata. Ad esempio, se l’utente imposta un valore di quantizzazione pari a 2 misure, prima di tornare all’inizio della clip Live aspetterà il concludersi di 2 misure dal punto in cui l’utente ha premuto il tasto. Il modo Gate, invece, permette di riprodurre la clip alla pressione del tasto e di stopparla al suo rilascio; l’interruzione della riproduzione della clip è anch’essa condizionata dal valore di quantizzazione.

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Il modo Toggle differisce dal precedente perché, per cessare la riproduzione della clip, l’utente deve premere di nuovo il tasto, quindi premendo la prima volta il tasto assegnato al controllo della clip questa verrà riprodotta, mentre lasciandolo non accadrà nulla fino a quando non lo premeremo di nuovo per stoppare la riproduzione della clip. Per quanto riguarda la modalità Repeat, tenendo premuto il tasto della tastiera assegnato al controllo della clip (sample) viene riprodotta ciclicamente la sua parte iniziale e la larghezza del ciclo è condizionata dal valore di quantizzazione impostato. Lasciando il tasto la clip continua la sua riproduzione, mentre ad un’ennesima pressione del tasto essa tornerà da capo senza interruzioni. Ad una prima lettura i modi di riproduzione possono sembrare molto similari, ma l’utente avanzato saprà capirne l’utilità sin da subito. Ed ora faccio un brevissimo cenno sulla quantizzazione perché penso che la quasi totalità dei lettori sappiano di cosa si tratta. Live non si limita a condizionare gli spostamenti delle clip nell’arrange window al valore di quantizzione impostato, ma come avrete dedotto da quanto detto in precedenza condiziona al valore di quantize impostato per la clip anche la riproduzione, l’interruzione e la riproduzione ciclica della clip, permettendo così di lavorare sempre sincronizzati, qualsivoglia operazione si desideri eseguire. Nel caso ci si volesse (per un qualsiasi motivo) sganciare dalla quantizzazione, sarà sufficiente selezionare ‘None’ Ecco i valori di quantizzazione disponibili per le clip: Global (valore generale impostato per il progetto), 8, 4 e 2 misure, 1 misura, mezza misura, 1/4, 1/8, 1/16, 1/32. Nella sezione Edit della ‘Clip view’ sono disponibili un tasto Edit (per aprire al volo la clip all’interno di un audio editor – opzionale - installato sul computer e impostato nelle preferenze), il tasto Replace (per sostituire la traccia audio con un'altra), quello Save (per salvare le impostazioni in modo tale che queste vengano automaticamente caricate ogni qual volta si riutilizza la traccia) e i tasti Hi-Q (riproduzione audio di alta qualità basata su un avanzato algoritmo di interpolazione per migliorare le eventuali variazioni di intonazione), Fade (per generare automaticamente brevi fade in e out utili ad evitare eventuali click) e quello RAM (per aprire il campione in memoria piuttosto che da HD). Sotto i suddetti pulsanti virtuali abbiamo: un potenziometro dedicato alla variazione dell’intonazione (Traspose) che opera a step di semitono in un range di +/-4 ottave (non funziona in modo Re-Pitch) e un fader, denominato ‘Velocity’, utile per aumentare o diminuire il volume del campione assegnato alla clip, in parole povere il classico Gain. Proseguendo troviamo una sezione molto importante per quanto ci riguarda, ossia la colonna Warp. In questa colonna l’utente potrà, una volta attivata la funzione Warp, impostare uno dei 4 metodi di time-stretch disponibili: Beats, Tones, Texture e Re-Pitch. Quello più indicato, per quanto concerne i megamix, a mio avviso è l’ultimo, cioè Re-Pitch, perché applica una sorta di ‘Master Tempo’ (mantiene invariata l’intonazione al variare della velocità) di qualità eccellente. Nella colonna Warp troviamo anche un display che riporta la velocità in BPM estrapolata (possiamo variarla nel caso riportasse valori imprecisi, tipo i classici pochi centesimi di BPM ‘cari’ a tutti coloro che lavorano di montaggio audio al computer) e due tastini, :2 e x2, utili a modificare eventuali estrapolazioni dimezzate o moltiplicate causate da una non definita scansione dei quarti nel caso della dance. Devo dire che ho lavorato su numerosi file durante questo test (ma anche in precedenza per conto mio) senza dover mai ricorrere ai tastini menzionati, se non per creare degli effetti di raddoppio o dimezzamento della velocità in BPM. Veniamo ora alla ‘Warpizzazione’ del file, ossia estrapoliamo la velocità in BPM di una traccia audio di lunga durata, come potrebbe essere una canzone da inserire in un’ipotetica compilation o megamix radiofonico, in modo tale che Live possa metterla automaticamente alla velocità in BPM generale impostata per il progetto. Attivando il pulsante Warp sulla traccia audio visualizzata nel Sample Display (visualizzazione della forma d’onda sita alla sinistra della zona Clip View), appariranno numerosi marker contraddistinti da numero di misura, numero di quarto, etc..

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Posizionando questi marker nel punto di zero crossing iniziale di ogni colpo di cassa, otterremo la velocità in BPM originale del file. Per lavorare con precisione possiamo chiudere momentaneamente le finestre Edit ed Evelopes nella sezione Clip View, al fine di ampliare il più possibile la visualizzazione della forma d’onda. Visualizzazione che può altresì contare su un ottimo zoom applicabile in punta di mouse: premendo il tasto sinistro e spingendo in avanti il mouse lo zoom diminuirà, mentre portandolo all’indietro aumenterà. Una funzione avanzata in più, di cui Live dispone rispetto ai programmi concorrenti, consiste nel poter variare i marcatori utili all’estrapolazione della velocità dei BPM in modo indipendente durante la durata della traccia audio. Un esempio, chi è solito registrare i dischi in vinile su computer si sarà spesso trovato in difficoltà nel mantenere costante la velocità in BPM, questo perché molti software di montaggio audio per calcolare i BPM di tracce molto lunghe utilizzano una sola regione che andrà a condizionare tutte le altre. Dato che i vinili sono spesso soggetti a fluttuazioni di velocità durante la riproduzione, risulta chiaro che una costrizione simile comprometterà una corretta messa a tempo dall’inizio alla fine della traccia. Bene, Live risolve questo problema dando all’utilizzatore la possibilità di gestire a sua discrezione tutti i marcatori disponibili, potendoli in questo modo spostare a piacimento e senza condizionamenti. Quindi, laddove si verifichino problemi di messa a tempo verso la fine della traccia che però non erano presenti all’inizio, l’utente potrà risolverli semplicemente andando a calibrare adeguatamente i marcatori solo in quei punti dove risultano non precisi rispetto al punto di zero crossing iniziale della cassa. A questo punto possiamo anche delimitare la zona da riprodurre del file… sappiamo, infatti, che in un megamix i file non vengono riprodotti dall’inizio alla fine e che quindi possiamo omettere l’inizio e la fine della traccia. Per far questo Live ci mette a disposizione (sempre nel Sample Display) una regione (Region/Loop) che si differenzia dai marker visti in precedenza perché posta più alto e delimitata da due locatori collegati da una banda colorata.

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Ultima zona della sezione ‘Clip View’ è quella Envelopes dove l’utente può disegnare i vari inviluppi direttamente sulla clip. Oltre ai classici inviluppi di cui vi parlerò più avanti, in questa zona potremo gestire anche un inviluppo che serve a variare l’intonazione. Come premesso, Live permette di suonare i campioni audio in tempo reale tramite la tastiera del computer o una tastiera MIDI. La cosiddetta in gergo ‘mappatura’ (assegnazione del samples al tasto della tastiera che lo suonerà) è estremamente veloce e intuitiva: basta premere i tasti CTRL+K per attivarla sulla tastiera del computer, oppure CTRL+M per l’assegnazione ai tasti di una tastiera MIDI. Premuta la combinazione di tasti vedremo evidenziarsi tutti i parametri controllabili via hardware. A questo punto, nel caso volessimo assegnare il sample ad un tasto della tastiera del computer, basterà selezionare la clip in punta di mouse per poi premere il tasto della tastiera destinato al controllo remoto; idem nel caso del controllo via tastiera MIDI. A proposito di controllo remoto via MIDI… tutti i parametri di Live, dai vari potenziometri del channel strip del mixer ai parametri degli effetti, sono controllabili via Control Change da un qualsiasi controller MIDI. Gli effetti presenti in Live sono 17 e per applicarli basterà trascinarli nella track View della clip (insert) o della mandata effetto a cui vogliamo applicarli, la quale appare automaticamente quando l’utente seleziona la directory Devices dal Browser di Live. Tra gli effetti disponibili troviamo 2 compressori (uno dotato di eq per sidechain e di funzione look ahead), gate, 2 equalizzatori (di cui uno parametrico 4 bande), Erosion, Vinyl distortion e Redux per gli effetti di ‘sporcatura’, 4 delay, di cui due classici (simple e ping pong) e altri due dedicati a differenti modalità di ritardo utili per modulare filtri (filter delay) o modifiche di pitch (Grain Delay), riverbero, chorus, l’ottimo Resonators (per dare quel tocco di robotico e metallico alle nostre tracce) e il ben suonante filtro multimodo (HP, LP, BP) modulabile da inviluppo e LFO che porta il nome di AutoFilter.

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A chiudere la carrellata degli effetti c’è ‘utility’, una sorta di completamento per il channel strip del mixer di Live che fornisce gain, mute, width e invertitore di fase indipendente per entrambi i canali L/R. Ogni parametro di Live, oltre che essere gestibile via MIDI CC, può essere altresì automatizzato grazie ai classici inviluppi ad elastico disegnabili o modificabili in punta di mouse direttamente nella finestra Arrangement, oppure scritti in real-time quando registriamo gli spostamenti delle manopole. Molto semplice e intuitivo è l’accesso a questi inviluppi: infatti, se osserviamo la track list (parte alla destra della finestra arrangement), notiamo che sotto al nome della traccia vi sono due menù a tendina che permettono di selezionare, rispettivamente, lo strumento da controllare e il singolo parametro da visualizzare a mo’ d’inviluppo. I parametri modificati tramite inviluppo saranno colorati di rosso. Ableton Live è un eccezionale strumento per i DJ professionisti, sia per le serate in discoteca, sia nel campo radiofonico. Lo consiglio per realizzare megamix, compilation mixate, remix e montaggi audio professionali come spara jingle ed effetti, come eccellente spalla di Reason per compensare le carenze a livello di registrazione audio e mixaggio. Utilizzare Live e Reason insieme è un gioco da ragazzi grazie alla tecnologia ReWire: sui canali del mixer di Live appariranno, tra gli ingressi selezionabili, le varie uscite di Reason per poter così mixare all’interno di Live le tracce suonate dagli strumenti di Reason. Ai più ‘smanettoni’ segnalo la possibilità di utilizzarlo anche come simulatore di una console tradizionale, dove ogni traccia di Live diventa un potenziale piatto o CD-Player virtuale. La funzione di preascolto (che permette di assegnare ad un’altra uscita della nostra scheda audio il solo segnale da ascoltare in cuffia) e il crossfader completano in grande stile la carrellata di strumenti dedicati ai DJ presenti in Live. Ogni canale di Live, grazie ai pulsantini A e B, potrà essere assegnato al crossfader posizionato in basso nel channel strip Master.

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Con Ableton Live è anche possibile gestire un’esibizione dal vivo, un DJ Set che vede la presenza di altri elementi (oltre al DJ) che possono entrare nel mixer di Live ed essere controllati, registrati ed editati in real-time, cioè musicisti, cantanti o speaker. È fondamentale affiancare a Live una scheda audio dotata di driver ASIO a bassa latenza, meglio se dotata di più uscite per consentire il monitoraggio. Se dobbiamo registrare da giradischi ricordiamoci di acquistare una scheda audio dotata di ingressi Phono, se vogliamo registrare da microfono assicuriamoci che sia presente un ingresso pre-amplificato (con alimentazione Phantom se il microfono è a condensatore), mentre se vogliamo collegare o registrare in Live una chitarra o un basso in diretta, verifichiamo a priori la presenza di ingressi Hi-Z. 


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