Spectrasonics Stylus RMX virtual instrument batteria, loop

Spectrasonics Stylus RMX

Spectrasonics Stylus RMX, strumento virtuale basato sulla nuova tecnologia S.A.G.E. (Spectrasonics Advanced Groove Engine) prodotto dalla Spectrasonics e distribuito in Italia da MidiMusic di Torino, può essere considerato come un expander multitimbrico ad 8 parti (cioè capace di suonare contemporaneamente fino ad 8 differenti campioni, controllabili da diversi canali MIDI), dedicato ai suoni di batteria, percussioni, e ai groove ritmici in generale. Questa spiegazione potrebbe però risultare riduttiva essendo strettamente legata all’uso in studio, dato che Stylus RMX è una vera e propria macchina capace di elaborare e stravolgere in tempo reale i groove caricati negli 8 slot (parti), divenendo così un’eccezionale strumento per l’impiego dal vivo nei DJ-set di ultima generazione, o nelle performance di gruppi di musica elettronica grazie alla possibilità di controllare tutti i parametri in real-time. La nuova Core library (suoni forniti in dotazione) da 7,4GB è stata creata da un team internazionale di sound designer, tra i quali figura anche l’Italiano Diego Stocco. La libreria di Stylus RMX è dedicata ai generi musicali Dance, Hip Hop, D&B, Pop, Soul, Crossover, Electro, Cinematic, Glitch, Funk, R&B, RMX, ecc.. L’installazione è molto semplice, segue gli attuali standard del mondo Virtual Instruments, e per quanto riguarda i sistemi Windows consiste nel lancio dell’eseguibile “Stylus RMX Disc 1 Installer.exe”. Avviata l’installazione, dopo aver accettato i termini di licenza, dovremo selezionare la cartella VST all’interno della quale si andrà a posizionare il file .dll di Stylus RMX; questa cartella per gli utenti Cubase è di norma raggiungibile da questo percorso: discofisso:\programmi/Steinberg/Cubase SX/Vstplugins.

 

Ora, dobbiamo copiare la wavetable (Core Library) di Stylus RMX sul nostro Hard Disk: copiamo la cartella “SAGE” presente nel DVD 1 all’interno dell’hard disk, meglio se dedicato esclusivamente ai samples e/o dati audio. Al termine del trasferimento (circa 20/30min), inseriamo il DVD n°2 per trasferire i file “kit Modules.db” e “RMXGrooves.db” in esso presenti all’interno della cartella “Core Library” copiata in precedenza sull’HD. A questo punto basterà creare un collegamento alla cartella “SAGE” che andremo a posizionare nella cartella Spectrasonics: selezioniamo la cartella SAGE, premiamo il tasto destro del mouse e scegliamo la voce “Crea collegamento”. Prendiamo l’icona denominata “Collegamento a SAGE” e portiamola nella cartella Spectrasonics presente nella directory “Programmi”. Fatto questo, rinominiamo il file togliendo il suffisso “Collegamento a”. Bene, seguendo questo procedimento potremo accedere alla “Core Library” di Stylus RMX anche da altri computer utilizzando un disco fisso estraibile e/o esterno (USB 2 o FireWire). La zona sita alla base inferiore della finestra di Stylus RMX è detta “Footer” e, come detto in precedenza, resterà sempre visibile. Si tratta di una sorta di sezione di controllo generale dove troviamo il controllo del volume master di Stylus RMX, i pulsanti play all e stop all, un menù a tendina che permette di selezionare la visualizzazione dei valori dei parametri che stiamo modificando (Value) e quanti MB di RAM stiamo impegnando (Memory). Al centro della “Footer”, sopra ai quattro tasti di sezione già citati, troviamo 8 tasti numerati corrispondenti alle otto parti. Per ognuno di questi tasti troveremo il relativo pulsante play e un led segnalante la ricezione di messaggi MIDI.

 

Ogni volta che clicchiamo su uno degli 8 tasti dedicati alle parti, questo diventerà di colore azzurro per segnalare la selezione della rispettiva parte, e di conseguenza avvertire che le modifiche apportate nella sezione di editing soprastante saranno ad essa applicate. Ad esempio, se seleziono la parte 1, e mi trovo nella sezione “EDIT”, modificando i parametri a disposizione in detta sezione intervengo sul campione assegnato alla parte 1, e così via. Il viaggio alla scoperta della zona “Footer” si conclude con il display riportante il nome del campione caricato, affiancato da un’icona raffigurante una cartella che se premuta richiama il browser per la ricerca e il caricamento dei campioni, e tre menù a tendina che mi appresto a descrivervi. Il primo menù a tendina dei tre è dedicato alla selezione della modalità MIDI che può essere “Groove”, oppure “Slice”. Nel primo caso troveremo mappati sulla tastiera i vari pattern che compongono il groove, in stile Construction-Kit: alla nota C3 corrisponde il groove completo, salendo nei semitoni superiori troveremo invece le sequenze ritmiche dei singoli suoni che lo compongono. Nel modo Slice, invece, troveremo il nostro groove spezzettato in tanti campioni one-shot mappati cromaticamente sulla tastiera in ordine temporale a partire dalla nota C1. Il secondo menù a tendina permette invece di impostare il modo di riproduzione (trigger), che può essere condizionata al prossimo sedicesimo, al prossimo quarto, oppure libera ed immediata alla pressione della nota MIDI. La presenza di questa opzione sarà di estrema utilità nell’uso live. Ultimo menù è quello che appare cliccando sull’icona raffigurante un floppy, nel quale potremo aprire e salvare le multi e/o le parti, oltre che copiare e incollare queste ultime, e attivare la funzione MIDI Learn.

 

Ricordiamo che questa funzione permette di assegnare in modo semplice e veloce un qualsiasi numero di control change MIDI al controllo dei vari parametri virtuali del plug-in: ad esempio, muovendo il potenziometro fisico di un controller MIDI una volta selezionato un potenziometro virtuale. Piccola delucidazione su Multi e Part: la Multi è il progetto intero di Spectrasonics Stylus RMX, l’insieme di parti utilizzate (quello che negli strumenti Roland è la Performance), le Part invece sono gli otto elementi (campioni) che possono comporre una Multi. Terminato il viaggio nella Footer, passiamo alla conoscenza della finestra per la ricerca e il caricamento dei campioni, dove troviamo due menù a tendina all’interno della sezione”Directory”. Il primo menù permette di scegliere il tipo di libreria da consultare tra Core Library (libreria da 7,5 GB fornita in dotazione con Stylus RMX), Expander Library (Librerie S.A.G.E. acquistabili separatamente), User Library (dove visualizzare i vostri file REX importati in Stylus RMX) e User Favorite (librerie preferite dall’utente). Trovo molto utile la possibilità di crearsi delle librerie preferite, soprattutto per chi produce musica dance, o comunque un genere con dei canoni abbastanza standardizzati, dove una catalogazione dei suoni preferiti presenti in uno strumento renderà la ricerca molto più veloce, soprattutto quando lo strumento dispone di migliaia di suoni come il nostro Stylus RMX. Ma veniamo alla consultazione della libreria fornita in dotazione che si articola in Groove, Sound Menù e Kit Modules, quest’ultimo appare solamente quando ci troviamo in modalità Kit e non in Multi. I groove sono contraddistinti dal numero di BPM originali riportato prima del nome del file, e sono controllabili in modo “Groove menù”, oppure “Slice” sfruttando il “Groove Control” di Spectrasonics: trascinando il MIDI file dal display blu della sezione MIDI di Stylus RMX direttamente su una traccia MIDI del sequencer potremo personalizzare e modificare il groove utilizzando il nostro editor MIDI preferito. Per ulteriori informazioni sul Groove Control potete consultare la mia recensione di Stylus pubblicata nel Novembre del 2002 cliccando qui, e scaricare il demo video di Stylus RMX. I Sound menù si articolano per tipo di suono (kick, clap, hi-hat, snare, guitar bits, scratches, cinematic hits, stabs, ecc..) e forniscono numerosi one-shot appartenenti alla categoria dello strumento che da il nome al menù, tutti assegnati ai tasti della tastiera. I Kit Modules invece si articolano sempre per tipo di suono, ma si differenziano perché ogni elemento (suono) che andremo ad aprire sarà assegnato ai tasti della tastiera secondo lo standard General MIDI. Se apro una cassa in Kit Mode, ad esempio, questa sarà suonabile tramite le note MIDI B0 e C1. Selezionata la categoria di appartenenza, i groove, i menù o i kit presenti al suo interno verranno elencati nella colonna “Suites”, mentre nella colonna “Elements” saranno selezionabili per il preascolto i singoli elementi in essi contenuti. Importante: i groove verranno riprodotti alla velocità impostata nel sequencer, per un preascolto perfettamente a tempo con il nostro progetto. La sezione MIDI FILE e SPEED (per ascoltare il groove a velocità dimezzata o raddoppiata) completano la finestra Browser. La sezione “EDIT” permette di applicare singolarmente a ciascuna parte selezionata un filtro multimodo (passa basso, passa banda, passa alto) risonante detto “Power Filter”, un filtro passa basso/passa alto risonante chiamato “Master Filter”, tre inviluppi dedicati rispettivamente all’ampiezza, alla modulazione del filtro e del pitch, altrettanti LFO dedicati alla modulazione delle stesse destinazioni, variazione di intonazione a step di semitoni e centesimi di semitono, modifica del volume, del pan, del punto di partenza del campione, riproduzione al contrario del campione, solo, mute e assegnazione ad una delle 8 uscite stereo.

 

 

La sezione EDIT può essere semplificata cliccando sul tastino riportante la scritta “EASY”, il quale ci farà apparire solamente 6 potenziometri di grandi dimensioni: volume, pan, intonazione (per semitoni o fine), decadimento/rilascio, risonanza e fader low/high pass del Master Filter. Altra sezione è quella “CHAOS DESIGNER”, una novità studiata dalla Spectrasonics ed introdotta per la prima volta in Stylus RMX. Qui l’utente potrà dare largo sfogo alla propria voglia di sperimentare, creando delle modifiche che daranno un tocco di improvvisazione ai groove caricati. Agendo sul parametro “Pattern” varieremo la sequenza ritmica degli elementi, con “Repeat” introdurremo delle ripetizioni ai singoli elementi di un groove e con “Reverse” alcuni degli elementi verranno riprodotti al contrario. In più, potremo creare delle variazioni di pitch, timing e dinamica per modificare radicalmente i groove. Le impostazioni dei vari parametri del “CHAOS DESIGNER” sono esportabili in un file MIDI per poter essere richiamate all’occorrenza. Penultima sezione è quella “FX”, sezione che si articola in 6 sottosezioni: Insert per applicare gli effetti direttamente sulla parte selezionata, Aux 1, Aux 2, Aux 3 e Aux 4 per applicare un effetto o una catena di max 3 effetti su 4 distinte mandate, e Master per applicare gli effetti sul canale Master. Ogni sottosezione permette di caricare fino a 3 effetti in cascata; il segnale audio entrerà prima nel primo effetto in alto, per poi passare nei successivi. Gli effetti a disposizione sono numerosi, di buona qualità e sempre sincronizzati alla velocità in BPM del progetto. Troviamo equalizzatori, filtri, vari delay, compressori, gate, limiter, stereo enancher, distorsori, riverbero, ecc..

 

Carina la grafica in stile rack hardware. In ciascuna delle sezioni di editing viste fino ad ora (EDIT, CHAOS e FX) troviamo la funzione “Edit Group” racchiusa all’interno di un rettangolo centrale e fornita di 3 menù a tendina, mute e solo. Il menù Assign è il principale, nel quale andremo a impostare la porzione (gruppo) del groove che vogliamo venga influenzata dalle modifiche che apporteremo nella sezione di editing. Il menù centrale, invece, permetterà di effettuare la selezione tra i vari gruppi creati. Potremo applicare, ad esempio, un filtro, un effetto, e/o la funzione Chaos Designer solo sul battere di un groove, lasciando inalterato il resto; oppure potremo filtrare solo gli ottavi, o i sedicesimi del groove caricato, o indirizzare solo i “backbeat” ad un’uscita dedicata, e così via. Sono davvero tante le opzioni di assegnazione dei gruppi che rendono ancor più completa la gestione dei campioni presenti nella libreria di Stylus RMX, fornendo non solo un’editing dettagliato per ciascuna delle 8 parti, bensì un’ulteriore editing interno alla singola parte, che stuzzicherà gli allegri “smanettoni”. La sezione mixer è la finestra dove troviamo i settaggi basilari di ognuna delle 8 parti e dove selezioniamo il modo di lavoro di Stylus RMX tra Multi e Kit (vedi spiegazione Kit Mode fatta in precedenza). Per ogni parte troveremo: mute, solo, assegnazione ad una delle 8 uscite audio, display riportante il nome del campione caricato con possibilità di accesso diretto alla finestra Browser, controllo di volume con rispettivo led meter, pan, e i quattro potenziometri per l’invio del segnale alle 4 mandate ausiliari. Stylus RMX è uno strumento completo, che si presta sia ad un uso in studio di registrazione, sia all’utilizzo live essendo una vera e propria groove box a tutti gli effetti. Durante l’uso in studio l’enorme libreria in dotazione accontenterà un po’ tutte le esigenze ritmico percussive, permettendo all’utente di elaborare i suoni utilizzando i tool di sintesi presenti nella finestra “Edit” e i vari effetti di ottima qualità applicabili in insert o in mandata. Da segnalare che nella confezione, oltre ai 2 DVD per l’installazione troveremo circa 3 ore di filmati dedicati alla spiegazione dettagliata di Stylus RMX.


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