Circa 7 anni fa vi parlai di un formato di file denominato Music 2.0 dall’estensione .MT9 (clicca qui per leggere l’articolo dell’epoca) concettualmente similare a quello di cui mi appresto a parlarvi. MT9 non ebbe successo, non vide sviluppi ulteriori o un reale utilizzo. Alla fine del mese di Marzo di quest’anno (2015) in quel del WMC di Miami, l’azienda tedesca Native Instruments ha annunciato l’avvento del nuovo formato di file STEMS, confermandone lo sviluppo prima in quel del Musikmesse e successivamente durante il Sónar 2015 di Barcellona con la contestuale pubblicazione di un sito web dedicato www.stems-music.com all’interno del quale chiunque, dai produttori di strumenti alle label, dai DJ ai fonici di mastering potranno reperire tutte le informazioni necessarie all’implementazione e all’utilizzo. I file con estensione “.stem.mp4” sono capaci di immagazzinare 5 distinte tracce audio stereofoniche, di cui 4 riproducibili in contemporanea ma processabili e controllabili separatamente all’interno di deck software, o hardware che supportino tale formato. Sì, avete capito bene, sarà possibile applicare effetti, filtri, etc. ad ogni singolo STEM contenuto nel file mediante appositi deck (player) multi-traccia. Per la generazione di questo tipo di file la Native Instruments ha prodotto lo STEM CREATOR TOOL, una utility software nella quale il produttore, il fonico di mastering, o la label potranno importare i 5 elementi necessari alla composizione del file. Naturalmente a monte dell’utilizzo di questa utility è necessario disporre dei file separati di ciascun STEM, quindi il primo step sarà quello di procedere alla loro realizzazione mediante le funzioni di routing e di esportazione multi-traccia disponibili nei vostri software DAW, per poi successivamente importarli all’interno dello Stem Creator Tool.
VIDEO: COME CREARE UN FILE .STEM
Queste 4 tracce sono dei gruppi, nel gergo detti anche STEM (da qui il nome del formato), ossia dei canali indipendenti nei quali in fase di produzione possono essere indirizzati (raggruppati) uno o più strumenti (tracce) utilizzati in un brano. Ad esempio: batteria, basso, synth e voce, oppure batteria, basso, tappeti e synth, e così via. Una volta caricato il file “.stem.mp4” in un deck di un software o di un hardware che lo supporti in pieno avremo la possibilità di intervenire e processare individualmente con eq, filtri, effetti, etc.. ciascuno di questi STEM, quindi di creare mashup in diretta, dal vivo miscelando singoli STEM di brani differenti escludendo quelli non necessari, utilizzare la sola acappella (voce) di un brano, accedere rapidamente alla sola strumentale, e così via: disporremo di nuova linfa per la nostra creatività durante le performance.
VIDEO: COS’È UN FILE STEM
La presenza della traccia stereo principale (master), ovvero del quinto STEM ci consentirà di utilizzare normalmente il brano “intero” in modo “tradizionale” e ne garantisce la compatibilità, di conseguenza la possibilità di lettura di questo formato di file in qualsiasi lettore, siano essi software o hardware. Tutto ciò sarà possibile in quanto il formato STEMS si basa sulle specifiche dello standard .MP4, quindi pur non contemplando i singoli STEM, la traccia completa (il master, ossia il quinto STEM) sarà riproducibile anche in software tradizionali come iTunes, nonché nei lettori CDJ della Pioneer che supportano il formato MP4. L’encoding degli STEM è in AAC 256 kbps a bit rate variabile, oppure ALAC (Apple Lossless Audio) un formato quest’ultimo che verrà supportato nativamente anche dal sistema operativo Windows 10, ma che per esser riprodotto nei sistemi operativi Windows precedenti richiede dei player che lo supportino specificatamente.
CONCLUSIONI
Sicuramente ogni evoluzione nel settore è apprezzabile, specie se aiuta ad incrementare le possibilità distintive per l’esecutore. Già, perché il DJ è una figura che ormai per distinguersi rispetto alla concorrenza deve puntare sempre di più a delle vere e proprie performance che lascino il segno. Questo formato di file rappresenta sicuramente una buona possibilità, una novità, un’arma in più. Rispetto ad altri annunci che nella storia recente hanno riguardato il settore del DJing, la concretizzazione della diffusione di questo formato aperto a tutti denominato STEMS sembra sicura dato che tutto l’indotto è coinvolto e proattivo visto che rappresenta un’opportunità. Basta infatti scorgere la lista di etichette, distributori e portali di vendita – da Beatport a Junodownload, da Traxsource a Wasabeat- che hanno aderito alla futura diffusione dei file .stem.mp4 per comprendere che non resterà una novità inascoltata. Dal punto di vista degli strumenti per sfruttare al meglio tale formato a breve verrà rilasciato il “Developer Toolkit” che permetterà a chiunque produttore o sviluppatore di accedere alle specifiche quindi supportare detto formato di file. Ovviamente Traktor PRO 2 sarà il primo software che consentirà di interagire con questo formato di file mediante dei deck multi-traccia controllabili dagli hardware Kontrol S8, D2 e F1 già predisposti allo scopo. Tutte le funzioni di uno STEMS player sono comunque mappabili a controlli MIDI fisici, pertanto l’utente potrà utilizzare qualsivoglia controller configurandoselo a piacimento via MIDI learn.
Per ulteriori info e aggiornamenti potete visitare il portale dedicato: http://www.stems-music.com
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