SHADOW HILLS OCULUS WIRELESS

SHADOW HILLS OCULUS WIRELESS sistema di monitoraggio professionale hi-end per lo studio di registrazione

In uno studio di registrazione professionale non può mancare un sistema di gestione del monitoraggio, cioè uno strumento capace di indirizzare una o più sorgenti, ad esempio l’uscita main dell’interfaccia audio usata nella nostra DAW (postazione computer per la produzione musicale), a differenti set di diffusori selezionabili ed alternabili nella fase di ascolto mediante appositi switch. Al contempo, questo sistema deve consentirci di inviare i segnali audio che riceve in ingresso anche ad una o più uscite cuffia, oltre che permetterci l’ascolto in mono per l’eventuale verifica della mono-compatibilità, nonché fornire la funzione talkback per interagire vocalmente con i musicisti dall’altra parte del vetro. Potete ben comprendere che questo strumento assume un ruolo fondamentale in quanto, interponendosi tra il nostro segnale e i monitor audio della nostra regia (control room), potrebbe influire sulla qualità dell’ascolto.

 

La Shadow Hills Industries, azienda Texana fondata nel 2000 da Peter Reardon, un sound engineer con alle spalle un passato da cantante, songwriter e produttore musicale, supplisce a questa esigenza degli studi di registrazione impegnati dalla registrazione al mastering con Oculus, un sistema di monitoraggio a 5 ingressi e 3 uscite stereo bilanciati. Shadow Hills Industries Oculus si suddivide in due componenti hardware assemblati senza pensare al risparmio e senza l’impiego di circuiti integrati, basandosi su una topologia circuitale passiva al fine di evitare le distorsioni tipiche di quella attiva: il rack nel tradizionale formato da 19”, con un ingombro da due unità, e il controller disponibile eventualmente in formato wireless con un esborso di circa 700 Euro in più. Nella confezione dal peso di poco più di 12 KG sono inclusi il modulo a rack e il controller, un cavo di alimentazione per il rack, adattatore di corrente con connettore di rete per la ricarica del controller wireless e un cavo di rete cat.5E da 2 metri di lunghezza. Il controller wireless monta due batterie agli ioni di litio con un’autonomia di circa 24 ore, che richiedono per una ricarica completa circa 5/6 ore. La ricarica può essere fornita a mezzo dell’adattatore di corrente sopra indicato, oppure collegando direttamente il controller al modulo rack mediante il cavo di rete in dotazione. Dal punto di vista estetico Oculus si mantiene coerente con l’accattivante e tipico design dei prodotti Shadow Hills, ossia una fusione tra lo stile vintage e il moderno basata su chassis e componenti di colore nero, ampi VU meter (uno per canale destro e uno per il sinistro) e larghi potenziometri in bachelite, con il classico logo dei due falchi serigrafato sulla sinistra del rack.

 

 

Il rack ci propone alla sua destra due uscite cuffia amplificate in classe A affiancate dalle rispettive manopole per il controllo del volume. Il segnale “cue” viene altresì indirizzato a livello di linea ad un’uscita stereo disponibile sul connettore DB25 (Speaker Outputs) presente nel retro, che potremo quindi collegare - direttamente o a mezzo di una patch bay - all’amplificatore per cuffie disponibile nella/e sale di ripresa.  Nel caso occorresse, ad esempio per le sorgenti sbilanciate, per l’ingresso source “A” è disponibile un percorso attivo in “classe A”, con ingressi e uscite XLR bilanciati dedicati, attivabile a mezzo del pulsante “Active Buffer Engage” posizionato nel retro del modulo rack. Queste sono le uniche connessioni non presenti sui connettori DB25. Nel DB25 “Source Inputs” dedicato agli ingressi abbiamo sui primi due canali (Left=1/Right=2) il “Source B”, “Source C” ad occupare il 3 (L) e 4 (R), e poi a seguire “Source D” e “Source E” fino ad impegnare tutte le 8 connessioni mono bilanciate (4 stereo in questo caso) fattibili con questa tipologia di connettore. Se desideri conoscere di più su questo formato di connessione consulta il mio articolo dedicato alle connessioni analogiche e digitali  raggiungibile cliccando qui. La cablatura dei DB25 dello Shadow Hills Oculus rispetta lo standard Tascam Pinout Analogico. Il DB25 dedicato agli output vede la presenza sulle prime due uscite del Cue Mix, sul 3 e 4 abbiamo rispettivamente canale sinistro e destro dell’uscita “Monitor B”, 5 e 6 sono invece dediti al “Monitor C”, la 7 è l’uscita alla quale collegare il Subwoofer, mentre la 8 (pin 1 left, pin 14=right, massa condivisa sul pin2) è impiegabile per il collegamento di un eventuale VU Meter esterno. Shadow Hills Ocolus permette la calibrazione dei volumi di ciascuna uscita e dei VU Meter a mezzo di otto trim a vite piatta collocati sulla facciata del modulo a rack, appena sotto ai VU Meter stessi.

 

FOTO GALLERY SHADOW HILLS OCULUS WIRELESS

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SHADOW HILLS OCULUS WIRELESS: logo e switch per TB-Diminish e Cue-Follow

 

Il controller (collegato via cavo, o senza fili nel modello Wireless) permette di gestire l’architettura esoterica e la topologia di qualità mastering del sistema di monitoraggio a mezzo di un interfaccia utente estremamente intuitiva, che vede l’impiego di due leve, una sulla sinistra per la selezione della sorgente (ingresso) e una sulla destra utile alla selezione della destinazione, ossia dell’uscita alla quale inviare il segnale “sorgente” da monitorare. Al centro abbiamo l’ampio controllo di volume rotativo stile vintage in plastica sintetica che permette, ruotandolo, di dosare simultaneamente, grazie a ben 64 step da 1dB, il volume d’ascolto per i canali destro, sinistro e subwoofer; sollevandolo ammutolisce totalmente il sistema (funzione all mute). Il controllo di volume è sovrastato dai 3 pulsanti mute rispettivamente dedicati a canale sinistro, sub e canale destro. Uno switch mono/stereo, che opera a valle del mute left/right, permette di selezionare la modalità in cui il segnale audio viene indirizzato all’uscita. Il segnale mono inviato ad entrambe le uscite (left e right) di destinazione selezionate viene così costituito da ciò che resta attivo, quindi non in mute, cosicché sia possibile ascoltare il canale sinistro su entrambi i monitor quando si disabilita il segnale destro, o viceversa. È altresì possibile ottenere la classica somma mono risultante dall’unione del canale sinistro a quello destro, la quale è da ritenersi essenziale per la verifica della mono-compatibilità, quindi della coerenza di fase delle nostre produzioni. Il pulsante “Diminish” attiva l’omonima funzione che consiste nel dimezzamento di volume del segnale in ingresso al fine di una più agevole comunicazione verbale sia in sala di regia, sia a mezzo della funzione talk back. Quando “Diminish” è inserito, sul rack e sul controller si accenderanno i rispettivi led. 

 

 

FUNZIONE TALKBACK NELLO SHADOW HILLS INDUSTRIES OCULUS

Nel retro del rack troviamo un ingresso Talkback in formato XLR (External Talkback In) al quale potremo collegare un microfono dinamico utilizzabile alternativamente a quello integrato una volta premuto l’apposito pulsante “Engage” collocato in prossimità. Tra le connessioni troviamo anche una presa Jack da ¼” denominata “Talkback Remote” alla quale sarà possibile collegare un controllo remoto per l’attivazione della funzione Talkback, ad esempio un interruttore a pedale (footswitch). Questo funzionerà in parallelo - quindi senza disabilitare – gli interruttori “Talkback” disponibili sul pannello del rack e sul controller. Attivando “TB-Diminish”, il talkback può essere utilizzato insieme alla già citata funzione “diminish”, in modo tale che all’attivazione del talkback corrisponda automaticamente un calo di volume del segnale audio. Altra interessante funzione disponibile sul Takback dello Shadow Hills Industries Oculus è quella “Auto Cue”, la quale consiste nell’attivazione automatica del microfono talkback (interno o esterno che sia) ogni qualvolta si interromperà il segnale audio collegato nell’apposito ingresso “Auto-Cue Input”. Allo scopo potremo usare un segnale time code SMPTE oppure uno di test a -10dB caricato su una traccia del progetto indirizzata ad un uscita dell’interfaccia audio installata nella nostra DAW e collegata all’ingresso di cui sopra. Un apposito LED (A-Cue) ne segnala l’avvenuta abilitazione. Durante la riproduzione o il tracking, cioè quando il segnale “auto-cue” arriva nell’apposito ingresso, il Talkback funziona comunque normalmente, anche in combinazione con l’altra funzione “TB-Diminish”.

 

 

CUE FOLLOW

Ve ne ho accennato in apertura di articolo riguardo alla presenza di un’uscita “Cue” a livello di linea. Di default, a questa uscita disponibile a mezzo del connettore DB25 viene inviato il segnale collegato negli ingressi della sorgente “E”, indipendentemente dalla selezione effettuata nel controller o sul rack. Grazie alla funzione “CUE Follow”, attivabile con l’apposito switch disponibile sul pannello frontale del rack, il segnale selezionato come sorgente nel controller verrà altresì indirizzato all’uscita Cue; un apposito Led (Follow) indica l’attivazione.

 

CONCLUSIONI

Nel nuovo set-up dell’Alar’s Recording Studio cercavo una soluzione alternativa al precedente sistema di monitoring integrato nel “buon vecchio” Digidesign Control 24, che, a causa dell’obsolescenza programmata e della compatibilità limitata al solo sistema ProTools, mi sono trovato gioco forza a sostituire. Da anni ammiro, sia per la qualità costruttiva, sia per l’immagine, l’intera produzione della Shadow Hills Industries ed è sempre un piacere durante le fiere internazionali scambiare due chiacchere e farsi illustrare le novità dal sempre gentilissimo Peter Reardon. Pertanto, sommando le funzioni a me utili presenti in Oculus ai suddetti fattori e all’esigenza di far sentire ai clienti, o dimostrare durante i corsi che tengo in studio, differenti sistemi di ascolto, la mia scelta è caduta sullo Shadow Hills Industries Oculus Wireless. Naturalmente, oltre alla comodità della gestione remota da controller senza fili, Ocolus rispetto al sistema precedente mi permette una superiore qualità nell’ascolto.

 

SITO WEB PRODUTTORE: http://shadowhillsindustries.com




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