ROLAND MC-909 SAMPLING GROOVEBOX RECENSIONI E TEST

ROLAND MC-909 SAMPLING GROOVEBOX RECENSIONI E TEST

Roland ha da sempre avuto un occhio di riguardo verso i prodotti per DJ e producer e allo stesso tempo ha ricevuto da questa categoria professionale importanti soddisfazioni. Pensate, ad esempio, alle mitiche drum machine TR 808 e 909, tuttora i suoni da esse derivate vengono utilizzati nella quasi totalità dei brani di musica dance, alla celeberrima TB-303, inizialmente reputata un buco nell’acqua dall’industria musicale e poi divenuta un must nella musica elettronica. Per non parlare dei vari Juno, 106 in testa, della serie JX, del JD-800, fino ad arrivare ai vari moduli “generalisti” delle serie JV e XV presenti nella quasi totalità degli studi di registrazione professionali. Durante questa evoluzione Roland ha piazzato sul mercato mondiale anche una serie di prodotti denominati “Groovebox” che hanno mietuto successi sin dai primi modelli commercializzati.

 

Cos’è una Groovebox

La Groovebox è uno strumento progettato per chi compone in studio e suona dal vivo musica elettronica/dance. La Groovebox fornisce suoni, pattern (sequenze, melodie, bass line, ecc.) e song (brano composto dalla concatenazione di più pattern) preset, che l’utente potrà modificare e suonare sia via MIDI sia direttamente dallo strumento stesso. Fino ad ora le Groovebox erano per lo più impiegate nella realizzazione di pattern ritmici in studio o per le performance live, dato che i suoni forniti erano spesso scarsi di dinamica e non particolarmente ricchi di armonici a causa della bassa capacità di memoria delle wavetable interne.  Nel caso della MC-909, la Groovebox oggetto di questo mio test, le cose sono nettamente cambiate, siccome lo strumento dispone di un motore di sintesi derivato dai synth serie XV della Roland, che in questo caso fa perno su una wavetable da 32 MB. Nelle Groovebox l’utente trova una mini tastiera sottoforma di Pad (velocity pad) con la quale suonare le proprie melodie che registrerà o metterà in sequenza registrandole nei Pattern. La concatenazione dei vari Pattern registrati darà vita al brano musicale. Durante l’esibizione l’utente potrà sbizzarrirsi controllando molti parametri in tempo reale avendo l’accortezza di selezionare ogni volta la parte alla quale applicare la modifica. Le modifiche, che variano a seconda della Groovebox, vanno dal semplice mute delle singole parti, al controllo del volume di ciascuna di esse, dal controllo del taglio e della risonanza del filtro fino ad arrivare a più complessi editing prettamente legati alla sintesi sonora, quali inviluppi, LFO, ecc..

 

Modi operativi e gerarchia della MC-909

Song: brano musicale realizzato assemblando in sequenza fino ad un massimo di 50 Pattern.

 

Pattern: sequenze della durata di 1-998 battute registrate dall’utente nello strumento (banco User), oppure già presenti tra quelle fornite dalla casa costruttrice. I pattern possono essere costituiti da un max di 16 tracce.

 

Parte: i principianti la considerino come un componente di una band. L’MC-909 è uno strumento multitimbrico a 16 parti, cioè in grado di suonare contemporaneamente fino a 16 strumenti (Patch o rhythm set) diversi gestibili separatamente. Ad ogni Parte è possibile assegnare una Patch o un Rhythm set. In totale questi 16 strumenti potranno suonare tutti insieme simultaneamente un massimo di 64 note, in quanto questa è la polifonia dello strumento in esame

 

Patch: singolo suono assegnabile e quindi suonabile tramite una Parte. La MC-909 è dotata di ben 800 Patch. La Patch è costituita da uno o più (max 4) “Tone” che vengono poi filtrati e modificati per dar vita ad un suono concreto. Rhythm set: kit di suoni percussivi e di batteria assegnabile e quindi suonabile tramite una Parte. 64 sono i Rhythm set preimpostati forniti con la MC-909.

 

Tone: nonostante sia l’ultimo elencato nella scala gerarchica, il tone è l’elemento fondamentale di un suono. La singola patch può essere infatti costituita dalla miscelazione di 4 Tone. Ad ogni Tone l’utente può assegnare una delle 693 forme d’onda presenti nella Wavetable della MC-909, o un suono campionato.

 

Registrazione

Sono quattro le modalità di registrazione dei Pattern offerte dalla Roland MC-909. Per accedere alla selezione della modalità desiderata premiamo il tasto Record e successivamente il tasto funzione relativo alla modalità preferita. La prima, quella più tradizionale del tipo “premi e suona”, si chiama Real-Time e la si attiva dal tasto F1. Questa modalità presenta una finestra di settaggi impostabili previa registrazione, tra i quali troviamo: suddivisione ritmica (2/4, 4/4, ecc.), lunghezza della registrazione in misure, impostazione dell’avvio della registrazione (con “conto alla rovescia” della durata di una o due misure scandito dal metronomo in seguito alla pressione del tasto Play, oppure immediata alla pressione di una nota), quantizzazione automatica con rispettiva impostazione della risoluzione. Avviata la registrazione nella modalità Real-Time, potrete suonare normalmente le vostre melodie o sequenze ritmiche direttamente dalla tastierina dell’MC-909, oppure da una tastiera MIDI ad essa collegata. Nel modo Real-Time potremo registrare anche lo spostamento delle manopole e i dati derivati dall’utilizzo dei D-Beam controller. A F2 corrisponde TR-Rec, modalità di registrazione tipica delle drum-machine Roland che usa come riferimento temporale la tastierina implementata nella Groovebox e per ciò che concerne la selezione della nota e la durata funziona come quella Step. Premendo F3 si attiva il modo di registrazione Step, classico metodo di composizione che permette di inserire le note una ad una direttamente dalla tastiera, impostando a priori la durata (1/4, 1/8, 1/16, ecc.), il punto di start e la nota da immettere (do, re, mi, ecc.) tramite le frecce “Cursor”. L’ultima modalità è quella Tempo/Mute per registrare variazioni di velocità in BPM durante il brano e l’attivazione dei mute delle parti da riproporre in fase di riproduzione.

 

 

Sequencer

Una volta registrati i pattern come descritto nel capitolo precedente, potremo correggere eventuali errori e modificare o aggiungere note ed eventi MIDI attraverso l’editor Microscope (per raggiungerlo: dalla finestra principale della modalità Pattern premere F2, poi F1). In questo editor l’utente può agire singolarmente su ogni evento registrato in un pattern, oppure inserirne dei nuovi attraverso una classica finestra di tipo Event List. Il Microscope editor permette di visualizzare, modificare e aggiungere i seguenti messaggi MIDI: Note, Program Change, Control Change, Pitch Bend, Poly Aftertouch, Channel After Touch, System Exclusive, Tempo Change e Mute Control. Nella stessa schermata l’utente dispone anche di una visualizzazione delle note MIDI a mo’ di Piano Roll. La finestra Event List della MC-909 è divisa in varie colonne che illustrano posizione temporale, canale MIDI, tipo di messaggio MIDI e il valore dello stesso.  Possiamo agire direttamente sui vari messaggi utilizzando le frecce “Cursor” e la manopola “Value”. Ad esempio, per cambiare una nota basterà selezionarla tramite le frecce per poi variarla con la manopola Value. Per aggiungere un evento dovremo premere il tasto F1, per poi selezionare dalla finestrella che si aprirà in basso a destra il tipo di evento d’aggiungere (Program Change, Control Change, Note, ecc.). Fatto questo e premuto OK, apparirà un’altra finestrella che ci permetterà di indicare il punto (misure/quarti/clock) dove questo nuovo evento verrà posizionato. Esiste un’altra finestra per un editing grossolano del Pattern, la Pattern Edit appunto, che si raggiunge premendo F2 quando ci troviamo nella finestra principale del modo Pattern. Qui, attraverso i tasti funzione e alla combinazione Shift + tasti funzione, possiamo accedere a funzioni quali: copia e trasferimento dei dati di un pattern, quantizzazione, trasposizione, modifica della velocity, variazione della durata delle note, ecc.. Si segnalano inoltre la funzione Data Thin, per sfoltire i dati con valori a variazione continua (Control Change, Pitch Bend) con il fine di occupare meno memoria, e Reclock per raddoppiare o dimezzare i valori delle note, utile ad esempio quando vogliamo dimezzare o raddoppiare la velocità in BPM. Possiamo salvare il pattern da noi creato o modificato nelle 200 memorie utente a disposizione.

 

 

Il campionatore interno

Novità molto importante per le Groovebox di casa Roland è la presenza di un campionatore. Nella MC-909 è infatti disponibile un campionatore di tutto rispetto, con tanto di editing dettagliato sulla forma d’onda che nulla ha da invidiare agli audio editor software, grazie all’enorme display LCD della macchina e alle possibilità di zoom verticale e orizzontale offerte in fase di editing.  La memoria disponibile di base è di 16MB, ma la si può espandere fino a 256MB tramite moduli DIMM. Tra le importanti funzioni di editing offerte dal campionatore interno della MC-909 indirizzate all’utilizzo dance spicca quella “Chop”. Qui l’utente può separare manualmente oppure automaticamente i vari suoni (da 2 fino a un massimo di 16) che compongono un loop audio campionato. Completata questa operazione l’utente potrà creare un Rhythm Set nel quale i campioni estrapolati tramite la funzione Chop saranno singolarmente suonabili dai pad o da note MIDI. Gli stessi campioni diverranno altresì dei singoli tone per la creazione di suoni percussivi. Da segnalare anche le funzioni Normalize, Time Stretch e Amp: quest’ultima è una funzione per il controllo del volume di un campione lungo la sua durata sottoforma di inviluppo grafico.

 

Uso live

Le Groovebox, come detto fin dall’inizio, sono nate per essere sfruttate durante le esibizioni live di musicisti elettronici e/o DJ. A tutte le caratteristiche citate in questo mio viaggio alla scoperta della MC-909 si aggiungono delle peculiarità che la rendono ideale per affrontare il pubblico a testa alta. La Turntable Emulation è una funzione di controllo del pitch dei Pattern e delle Song riprodotte dalle ultime Groovebox di casa Roland che le indirizza con prepotenza verso i DJ Set e il DJing, permettendo di mettere a tempo con altre sorgenti quali CD-Player e Turntable i jingle, o i brani musicali creati, ad esempio, nella MC-909. Altra storica funzione di controllo implementata nei prodotti Roland indirizzati all’uso Live è quella D-Beam, che permette all’utente di controllare dei parametri passando semplicemente la mano su questi controller. Due sono i D-Beam disponibili nella MC-909, entrambi attivabili separatamente da interruttori dedicati. Questi sono assegnabili a 3 modalità di controllo pre-impostate dalla fabbrica: Solo Synth, che ci permetterà di suonare un sintetizzatore con la sola imposizione delle mani, controllando con la sinistra (Beam 1) il volume e con la destra (Beam 2) l’intonazione; Cut+Reso, dove il Beam 1 agisce sul parametro di taglio del filtro e il 2 sulla risonanza; Turntable dove i Beam 1 e 2 diventano rispettivamente dei controlli per velocità e intonazione. Una quarta modalità, quella Assignable, permette di assegnare liberamente i D-Beam ad una lista di parametri. Altra interessante funzione è la possibilità di applicare gli effetti anche in tempo reale a una sorgente connessa in ingresso alla MC-909, ad esempio un microfono. Ricordo inoltre che ogni potenziometro e pulsante presente nella plancia della MC-909 controlla fisicamente un parametro di editing delle parti e quindi l’utilizzatore live potrà operare in tempo reale anche su cut-off, risonanza, volume, pan-pot, effetti, mute, ecc., nonché utilizzare i velocity pad (la tastierina) per suonare, oppure per “triggerare” i propri campionamenti, jingle e bianchi durante le esibizioni.

 

Effetti

Per quanto concerne gli effetti, l’MC-909 segue lo stile classico Roland, che vede da un po’ di anni a questa parte l’implementazione di 2 distinti multieffetti e di un’unità di riverbero a 24-bit applicabili in mandata sulle varie parti attraverso un’apposita matrice di routing. A questi si aggiunge un compressore/equalizzatore e una sezione di effetti per il Mastering. In quest’ultima, alla quale è dedicata un’apposita area di potenziometri fisici sulla plancia dello strumento, l’utente disporrà di un compressore/limiter stereo multibanda (bassi, medi e alti) applicabile sul risultato finale. Per ogni banda il compressore offre i parametri di attacco, rilascio, soglia, rapporto di compressione e guadagno post compressione. L’utente stesso potrà selezionare il range delle frequenze alte e basse. Roland offre alcuni preset di Mastering dedicati ai generi Techno, Hip-hop e Break Beats, utili magari ai principianti, ma non agli utenti avanzati ai quali consiglio un uso ponderato e razionale dei singoli parametri in base al contenuto spettrale del brano creato. Il riverbero è davvero di ottima qualità ed offre 4 distinte tipologie di stanza plasmabili attraverso i parametri dedicati. I due multieffetti, MFX1 e MFX2, offrono rispettivamente 38 e 47 tipologie di effetti differenti tra i quali scegliere quello da applicare. Segnaliamo per i più disattenti e per i principianti che questi effetti non sono assegnabili singolarmente e separatamente ad ogni parte in Insert, ma, come detto in precedenza, sono applicabili in mandata; ossia, si carica un solo effetto nell’MFX1, un altro nell’MFX2 e a questi si indirizzano i segnali di tutte le parti (strumenti usabili simultaneamente) tramite la sezione di Routing. I 47 effetti disponibili (nell’MFX1 sono 38 perché mancano i delay) sono organizzati nelle seguenti famiglie: Filtri (9 tipi), Modulazione (7), Chorus (6), Dinamica (7), LO-FI (6), Pitch (2), Riverbero (1: Gated), Delay (9 tipi). Non c’è che l’imbarazzo della scelta, dai delay sincronizzati ai phaser, dalla distorsione al tremolo, dagli effetti LO-FI come Telephone e Phonograph all’Auto Wah, dall’ampli modelling dei COSM al Ring Modulator. Obbligatorio spendere due parole sullo Step Filter operante a 12, 24 e, udite udite, 36db. Si tratta di un filtro multimodo (LPF, BPF, HPF e Notch) con risonanza che permette di modulare l’intervento del Cut-Off tramite uno step sequencer in sedicesimi. Questo step sequencer permette di regolare il valore di taglio del filtro per ciascun sedicesimo direttamente dagli slider del mixer incorporato nella MC-909.

 

Connessioni

Le connessioni audio disponibili nella MC-909 sono: ingresso e uscita digitale S/PDIF in formato coassiale e ottico, ingresso analogico stereo (L-mono-MIC/R), 6 uscite analogiche (3 x stereo: mix, direct 1, direct 2) e presa per cuffie. Per quanto riguarda il MIDI sono disponibili le porte In e Out. Una porta USB permette di trasferire file (audio, MIDI o BMP) dal nostro computer (PC o Apple) alla MC-909 e viceversa. E’ palese l’utilità del trasferimento dei file audio e MIDI, mentre per ciò che concerne i file Bitmap nasce spontanea una domanda: ma a cosa serviranno? La risposta è che la MC-909 consente di mettere come sfondo nel display delle immagini di dimensione 320x240 pixel per customizzare la nostra Groovebox. L’utente può collegarsi a due distinte unità di memoria della MC-909, quella User, interna, oppure alla Memory Card opzionale. Sono supportate Memory Card di tipo SmartMedia da 3.3V per una capienza max di 128 MB. Si segnala inoltre che come in tutti gli ultimi strumenti di casa Roland è presente la modalità di controllo V-Link che permette di pilotare dalla MC-909 vari parametri della postazione di video editing Edirol DV-7PR, come ad esempio la velocità di riproduzione video utilizzando la Turntable Emulation, oppure la brillantezza e il colore tramite le manopole, ecc..

 

Supporti Multimediali

A supporto di questa mia recensione vi invito a vedere i due video (formato RealVideo) dimostrativi da me realizzati durante la creazione veloce di due brani strumentali Electro e Trance. Per una dimostrazione pratica della qualità sonora dello strumento vi invito a scaricare anche i demo formato .mp3 realizzati interamente con la MC-909. Tutti i file sono scaricabili dai link che trovate qui sotto.

 

Conclusioni

La qualità sonora si fa finalmente sentire anche nelle Groovebox, il motore di sintesi della serie XV fornisce alla MC-909 una tavolozza sonora ed una capacità di editing pari a quella di sintetizzatori dedicati di fascia alta e lontana anni luce dalle precedenti Groovebox. Non solo una macchina da pattern quindi, ma un vero e proprio arsenale sonoro per le nostre produzioni di musica elettronica, tranquillamente implementabile nel nostro studio di registrazione MIDI. I suoni finalmente sono al passo con i tempi, non si limitano ai soli synth, ma si articolano fornendo ad esempio dei bei piani elettrici a prova di SUS che nelle precedenti Groovebox non esistevano. Gli amanti dell’House e dell’R’n’B sono quindi avvisati!!! Suoni e sequenze sono attualissimi e di ottima qualità, per gli amanti della musica elettronica ci sarà l’imbarazzo della scelta: dalla Techno all’Eurodance, dalla Trance alla dance all’Italiana, dall’Hard Style all’Hardcore, dall’Hip-Hop all’R’n’B, dalla House all’Electro, dalla Garage alla Drum ‘n’ Bass. Sinceramente in più di 10 anni di esperienza, di cui gli ultimi 5 passati a provare strumenti musicali, non ho mai trovato uno strumento così ben fornito e attuale dal punto di vista sonoro. Ho apprezzato anche i vari pattern, perché non si limitano agli standard classici spesso imposti commercialmente dall’industria discografica, ma ben si districano nella jungla di generi, sottogeneri e filoni della Dance internazionale. Quindi bassi, kit di batteria elettronica, lead, e suoni acustici di ottima qualità, che si sommano ad un’ottima sezione di campionamento e a numerosi effetti di qualità professionale. Concludo segnalando che l’MC-909 permette l’espansione della propria wavetable tramite l’integrazione di una scheda di espansione di tipo SRX e che sul sito www.mc909.com è possibile scaricare vari utility, aggiornamenti, suoni e pattern creati non solo dalla Roland, ma anche da artisti del calibro di Michael Trance, Roger Sanchez, Dean Coleman, ecc..


4 commenti

  • Beppe

    inviato da Beppe

    Mercoledì, 19 Dicembre 2018 01:09

    Buongiornooo qualcuno mi può dire se la Roland mc 909 può estrarre a cappella da un brano quindi dividere la musica dalla voce???

    Rapporto
  • Roberto

    inviato da Roberto

    Sabato, 15 Settembre 2018 11:54

    Rispondo ad emanuele.
    Diciamo che questa e' una macchina . non un software quindi problemi di latenza eccc non ce ne sono.
    I vst e le daw ne uso anchio.
    Ma quello che da la mc 909 e' qualcosa di realmente stupendo dei suoni veri caldi e super intuitiva. Non devi diventare scemo con impostazioni varie tipo i pc...... Ma accendi e produci. Swmpre meglio le macchine. E siamo nel 2018. E questa le batte tutte come per esempio lo schifo delle cazzatine native instrument tipo maschine ecccc

    Rapporto
  • Alarmusic

    inviato da Alarmusic

    Giovedì, 23 Giugno 2016 00:03

    Ciao Emanuele, direi che al di là della modernità quello che bisogna ricercare in uno strumento è se lo stesso sia utile per le esigenze attuali e - possibilmente - future dell'artista, quindi PROVARLO! La MC-909 all'epoca della recensione, cioè 13 anni fa era senza dubbio un prodotto al passo coi tempi. Oggi ci sono molte alternative, basta pensare ai software DAW stessi che sono già ricchi di suoni e virtual instrument e espansibili praticamente all'infinito, vedi Logic Pro e Cubase PRO.

    Rapporto
  • emanuele

    inviato da emanuele

    Domenica, 19 Giugno 2016 22:42

    ciao

    una domanda scorretta:

    secondo te oggi, con la miriade di nuovi strumenti del genere (groovebox/sampler/sequencer e synth all in one) o simili..

    Avrebbe senso ricercare sul mercato usato uno strumento come la mc 909.. oppure sarebbe più saggio puntare un bel prodotto tra quelli moderni e attuali??

    Ciao..

    Scusa eh...

    ;)

    Emanuele

    Rapporto

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