LE PORTE MIDI IN, MIDI OUT & MIDI THRU

LE PORTE MIDI IN, MIDI OUT & MIDI THRU

Il MIDI, Musical Instrument Digital Interface, è un protocollo di comunicazione standard che consiste in un insieme di messaggi di controllo utili a far dialogare tra di loro differenti strumenti musicali hardware o software. Questi messaggi viaggiano tramite delle porte, che possono essere fisiche o virtuali a seconda del contesto in cui si trovano. Il MIDI NON ha NULLA a che fare con l’audio, quindi: su un cavo MIDI viaggiano SOLO messaggi di controllo e su un cavo MIDI NON passa segnale audio. Questo deve essere ben chiaro a chi acquista una tastiera o un pad controller MIDI, dato che tali strumenti (se non specificato chiaramente) non sono dotati di suoni all’interno, tant’è che non dispongono nemmeno di uscite audio. Questi fungeranno esclusivamente da generatori di messaggi MIDI, messaggi che dovranno essere interpretati da altri strumenti hardware o software che li trasformeranno in suono. Non mi dilungo oltre, in quanto questo è solo uno dei numerosi articoli dedicati al MIDI che trovate nell’area Tips ‘n’ Tricks del mio sito, dai quali potrete apprendere nel dettaglio e con numerosi esempi pratici cos’è e come si usa il MIDI in vari contesti musicali, dallo studio di registrazione al DJing.    

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Dal punto di vista hardware uno strumento MIDI potrebbe essere fornito di 3 diverse porte (In, Out e Thru), ciascuna delle quali serve a trasmettere/ricevere 16 canali differenti. In alcuni strumenti, in particolare negli expander prodotti dalla prima decade del 2000 in poi è possibile trovare più porte MIDI Input, quindi aumentare il numero di canali disponibili e gestibili: porta MIDI IN A canale 1, MIDI IN A canale 2, e così via fino alla porta MIDI IN A canale 16; porta MIDI IN B canale 1, MIDI IN B canale 2, etc. fino a MIDI IN B ch 16. Ad esempio, il Roland XV5080 (clicca per info) di cui dispongo nel mio studio di registrazione è un expander MIDI capace di riprodurre simultaneamente ben 32 parti (strumenti diversi) che dovranno pertanto ricevere i messaggi di controllo (note, etc.) mediante un canale univoco per ciascuna parte; per questo l’XV5080 è dotato di 2 porte MIDI IN (A e B), di una porta MIDI OUT e di una MIDI Thru. Vediamo la funzione di ciascuna delle tre porte MIDI contemplate dall’interfaccia, che possiamo trovare nei vari strumenti MIDI compatibili.

MIDI IN: riceve i dati MIDI provenienti dalle porte MIDI Out, o Thru di altri strumenti MIDI. Ad esempio, se dobbiamo suonare un expander o un sintetizzatore hardware via MIDI dal nostro computer, collegheremo la porta MIDI OUT dell’interfaccia al MIDI IN dell’expander, o synth, per inviargli i dati delle tracce presenti nel nostro sequencer. Se dobbiamo collegare una tastiera MIDI ad un sintetizzatore a rack, collegheremo il MIDI OUT della prima al MIDI IN del secondo. Altro esempio, in una catena MIDI potremo collegare il MIDI THRU del primo expander synth al MIDI IN di un eventuale secondo modulo sonoro.

MIDI OUT: Invia alla porta MIDI IN di altri strumenti i dati MIDI generati internamente dallo strumento stesso tramite i controlli fisici in esso integrati: premendo una nota, muovendo un controllo rotativo, un fader, o altro controller genererò messaggi di controllo che confluiranno alla porta MIDI Out. Una Master Keyboard e un MIDI controller potrebbero quindi esser dotati delle SOLE porte MIDI OUT, fisiche o virtuali via USB che siano.

MIDI THRU: Invia verso altri strumenti MIDI un’esatta copia dei dati ricevuti nella porta MIDI IN e null’altro. La porta Thru, la quale funge sostanzialmente da ponte, andrà esclusivamente collegata al MIDI IN dello strumento che segue nella catena.  

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FOTO GALLERY ED ESEMPI DI COLLEGAMENTI MIDI

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Giugno 2016: Il diagramma dei collegamenti MIDI all'Alar's Recording Studio

 

IL CONNETTORE MIDI TRADIZIONALE: DIN PENTAPOLARE
Connettore DINLe prese ed i connettori MIDI appartengono allo standard DIN (Deutsches Institut Normung) a 5 pin; di questi 5 pin solo 3 sono quelli realmente utilizzati: il 5, il 2 e il 4, rispettivamente dedicati a trasmissione dati, massa (o calza) e alimentazione a +5V. Ora una domanda vi sorgerà spontanea: perché 5 Pin, se solo 3 sono quelli realmente utilizzati? Risposta: per permettere possibili sviluppi futuri, in realtà mai verificatisi in questi 30 anni di vita del MIDI. I cavi MIDI montano connettori maschi ad entrambi i capi, mentre le porte presenti nelle interfacce e negli strumenti sono sempre su connettori di tipo femmina. La lunghezza massima suggerita dallo standard per i cavi MIDI è di 15 metri. In commercio possiamo trovare prolunghe MIDI con connettore DIN femmina ad un capo e connettore DIN maschio all’altro capo del cavo.

VIDEO IN DIRETTA: IL RINNOVATO SET-UP MIDI DELL'ALAR'S RECORDING STUDIO (2017)

Il minijack TRS nei collegamenti MIDI
porte MIDI adattatore DIN femmina minijack TRS maschioDopo alcuni anni in cui le aziende produttrici di strumenti musicali elettronici integravano prese MIDI in formato mini-jack TRS nei propri strumenti, vi cito ad esempio la serie Korg Electribe 2, l’Akai Professional MPC Studio, l’MPX8 e il Force, fornendo in dotazione l’apposito adattatore DIN a 5pin, questo particolare formato di connessione che permette di risparmiare spazio, quindi consente di produrre strumenti dallo spessore più contenuto ha ottenuto il beneplacito della MIDI Manufacturers Association (MMA) che nell’estate del 2018 ne ha pubblicato le specifiche (RP-054). La standardizzazione nell’impiego di questa tipologia di connettori si è resa necessaria per garantire la compatibilità e il funzionamento tra differenti strumenti MIDI. Una curiosità che mi ha colpito consultando le specifiche del documento è che per quanto riguarda il connettore TRS si consiglia l’impiego di connettori da 2,5mm, quelli detti in gergo submini-jack. Difficilmente, visto le dimensioni atipiche per il settore musicale, le aziende impiegheranno questo formato di connettori e continueranno invece ad adottare il minijack da 3,5mm (soventemente identificato in pollici: 1/8”). Per questo motivo, la MIDI Manufacturers Association ci tiene a specificare che, indipendentemente dalla dimensione del jack, ciò che conta è la corrispondenza dei collegamenti tra i due connettori: Tip (punta) collegato al pin 5 del DIN, Ring al pin 4 e Sleeve al pin 2 del connettore DIN femmina. L’adattatore non deve superare i 2 metri di lunghezza e deve essere composto con un connettore maschio jack TRS (tip-ring-sleeve) ad un capo e un DIN pentapolare femmina all’altro capo saldati ad un cavo MIDI tradizionale. Non sono contemplati i cavi destinati al segnale audio, ma solo gli schermati e twistati a coppia come da specifiche MIDI. porte MIDI adattatore DIN femmina minijack TRS maschio aIMPORTANTE: La mia raccomandazione per quanto riguarda l’utilizzo di adattatori da minijack TRS a DIN nel collegamento di strumenti MIDI precedenti alla pubblicazione del documento ufficiale della MMA è quella di utilizzare esclusivamente quelli forniti in dotazione con gli strumenti stessi e di ricorrere all’acquisto presso il centro assistenza ufficiale qualora ve ne servissero altri. L’assenza di un vero e proprio standard in passato ha fatto sì che le aziende utilizzassero differenti schemi di collegamento, non conformi con quanto pubblicato nel nuovo documento, vi cito ad esempio l’IK Multimedia iRIG MIDI, il Novation Launchpad Pro e l’Arturia BeatStep Pro. In questi tre strumenti l’uso di adattatori che rispecchiano l’attuale standard non darebbe esito positivo. 

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CANALI E PORTE, COME ALLESTIRE UNA RETE MIDI
Potrebbe sembrare difficile pensare ad una corretta rete MIDI in studio di registrazione. L’analisi della fattibilità deve partire dalla verifica di pochi ma importanti elementi: tipologia degli strumenti MIDI disponibili, porte MIDI implementate negli stessi, numero di parti suonabili per ciascuno di essi, porte MIDI DIN fisiche disponibili nel computer a mezzo di interfacce MIDI o implementate in una master keyboard USB. Altro elemento, magari non essenziale, ma sicuramente utile ad un miglior workflow è il numero di uscite audio disponibili. Perché quest’ultimo elemento può servire ad influenzare la realizzazione di un rete MIDI? Perché in uno studio di registrazione si usa avere ogni strumento (parte) su un canale audio separato ed unico, non condiviso con altri, in modo tale da effettuare equalizzazioni, filtraggio e altri interventi di mixaggio ed editing audio real-time senza interferire su altri strumenti (parti). Non sempre negli strumenti hardware si possono avere tante uscite audio quanti sono gli strumenti suonabili in contemporanea da canali MIDI diversi (multitimbricità). Prendiamo ad esempio l’XV5080 che possiedo qui in studio. Come detto in precedenza si tratta di uno strumento multi-timbrico a 32 parti, che dispone di 8 uscite audio organizzate in 4 coppie stereo. Nell’ipotetico uso utile alla spiegazione che vado a illustrarvi, per la cassa e il basso utilizzeremo due uscite mono, quindi gli strumenti che godranno di uscite separate saranno in totale 5: 3 stereo e due mono (cassa e basso). Il numero massimo di canali MIDI che sfrutteremo in questo caso sarà pari a 5. Visto che il MIDI mi consente di usufruire di 16 canali, me ne rimangono liberi 11 che potrò utilizzare per controllare altri strumenti eventualmente collegati in catena: dal MIDI Thru dell’XV5080 all’input del successivo. L’importante, ovviamente, è procedere - consultando il manuale - alla configurazione dell’expander assegnando ad ogni singolo strumento un canale MIDI dedicato, oltre a disabilitare qualsiasi altro canale MIDI sulle restanti parti inutilizzate al fine di evitare conflitti. 

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IL MONDO DAW E LE PORTE VIRTUALI NEL COLLEGAMENTO USB
Come avremo modo di vedere nei numerosi articoli dedicati al MIDI presenti in questo sito web, quando colleghiamo uno strumento MIDI al computer o ai device iOS via USB (clicca per un articolo sull’USB in campo audio/MIDI), in questi si aggiungeranno delle porte MIDI In e OUT virtuali. Il sequencer, oggi noto ai più come DAW, quindi i software come Ableton Live, Steinberg Cubase, Avid Pro Tools, Logic Pro, Sonar, Reason, Bitwig Studio, e via dicendo fungerà da smistatore permettendo di ricevere/trasmettere su/da ciascuna traccia i dati MIDI. Ogni traccia MIDI o instrument che si aggiunge in un progetto di un software DAW possiede impostazioni indipendenti per la ricezione, ossia porta e canale MIDI IN alla quale assegneremo la master keyboard o un pad controller utile per generare/registrare le note MIDI, per la trasmissione verso l’esterno alle porte MIDI fisiche, porta e canale MIDI OUT, o verso un virtual instrument (MIDI OUT virtuale omonimo dello strumento) caricato nel progetto.

CONCLUSIONI
Questo articolo serve ad illustrarvi le funzionalità delle porte MIDI che possiamo trovare implementate in uno strumento hardware, in una drum machine, un synth, un expander, o in un sampler stand-alone, oppure presenti in un MIDI device USB, in modo tale da aiutarvi a comprendere al meglio gli articoli che dedico e dedicherò con costanza ai vari strumenti e controller MIDI che popolano il mondo dei palchi, degli studi di registrazione e delle console DJ. Non finirò mai di scriverlo: il MIDI comprende solo messaggi di controllo, non serve e non contempla segnali audio.  

APPROFONDIMENTI CONSIGLIATI:
Lo standard USB in campo audio e MIDI: clicca qui  
I device iOS in campo musicale: clicca qui
Tutti i nostri Tutorial e articoli dedicati al MIDI: clicca qui

I CORSI DELL'ALAR’S RECORDING STUDIO DI SIMONAZZI FEDERICO

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Pubblicato in: Tutorial, Tips & Tricks

21 commenti

  • Piero

    inviato da Piero

    Martedì, 19 Novembre 2019 16:13

    Salve solo un informazione: è possibile suonare una song o registration con korg PA 1000 o yamaha prs
    775 e contemporaneamente inviare clik solo al batterista e se si con quale uscita? Grazie per la competenza

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  • Giuseppe

    inviato da Giuseppe

    Domenica, 03 Febbraio 2019 10:38

    Ciao; volevo chiedere se, connettendo una tastiera GEM WS2, tramite la porta midi out ad una porta usb di un PC si riescono a scaricare le basi musicali registrate su Floppy Disk in formato MP3

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  • Alarmusic

    inviato da Alarmusic

    Domenica, 05 Novembre 2017 18:35

    Buongiorno Ermanno, il prodotto che possiede è una centralina trigger, la quale converte gli impulsi elettrici generati da eventuali pad o trigger collegati negli appositi ingressi in messaggi di controllo MIDI che vengono indirizzati verso la porta MIDI OUT. Come specificato in questo e in altri articoli dedicati al MIDI realizzati da Federico Simonazzi e pubblicati nel nostro sito web (clicca qui: http://www.alarrecordingstudio.com/tags/MIDI-tutorial.shtml): il MIDI NON centra nulla con l’audio. Si tratta esclusivamente di messaggi di controllo.

    Dovrà quindi collegare la porta MIDI OUT ad un ingresso MIDI IN di un modulo sonoro, oppure alla porta MIDI IN di un’interfaccia MIDI collegata al suo computer sul quale dovrà far girare un software DAW e/o un virtual instrument di batteria che le servirà per sonorizzare i messaggi MIDI generati dalla “centralina”.

    L’audio verrà quindi generato o dal modulo sonoro, oppure dai software. Nel primo caso dovrà collegare l’uscita audio del modulo al suo impianto per sentire i suoni riprodotti, mentre nel secondo caso l’audio verrà riprodotto tramite l’uscita della scheda audio.

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  • Ermanno

    inviato da Ermanno

    Giovedì, 02 Novembre 2017 20:57

    Salve, sono arrivato per caso su questa pagina e volevo porre un quesito, ho una interfaccia per PAD Roland TMC-6 con sei ingressi per altrettanti PAD o Trigger. Questa interfaccia però dispone solo di una uscita MIDI e non uscite AUDIO ANALOGICHE, quindi non posso collegarla direttamente ad un amplificatore. Esiste qualcosa, chiaramente a basso costo, tipo un Mixer, Convertitore ecc... che mi permette di unire questo modulo Roland TMC-6, ad un amplificatore con solo ingressi AUDIO ANALOGICI. Grazie in anticipo.

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  • Alarmusic

    inviato da Alarmusic

    Martedì, 02 Maggio 2017 08:27

    Salve Anacleto, per fare quanto richiesto non servono collegamenti fisici MIDI, ma audio, ovvero una scheda audio con uscite multiple e, probabilmente un ampli cuffia per ogni uscita. Quindi devi dotarti di un software (Cubase, ad esempio) che ti consenta di inviare verso un'uscita audio individuale le singole tracce dei virtual instrument che sonorizzano le tracce MIDI. Come affermato nell'articolo, il MIDI provvede esclusivamente ai messaggi di controllo, il suono è invece audio, sono due cose distinte. Alle cuffie dei ragazzi devi inviare un segnale audio. In questo articolo Federico tratta qualcosa di simile, che ti può servire come spunto lato software: http://www.alarrecordingstudio.com/tipsandtricks/music-tech/tutorial-tips-tricks/logic-pro-x-uso-di-strumenti-multi-timbrici-su-tracce-separate.shtml

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